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Casamicciola: 3 sindaci,2 grandi tragedie e ZERO piani di protezione civile

Zero demagogia sulla frana ma critiche sul maxi sfollamento. Perché ci sono stati problemi venerdì? Perché mancava il piano di protezione civile e la politica di Casamicciola se ne è fregata alla grande. E prima che si muovesse qualcosa - con il Commissario - sono trascorsi 12 anni, 11 mesi e 24 giorni dalla morte di Anna De Felice a causa di un’alluvione e 5 anni, 2 mesi e 11 giorni dalla morte di Lina Balestrieri e Marilena Romanini dal terremoto del 21 agosto 2017

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Gaetano Di Meglio | Non è il momento delle polemiche. Ci siamo imposti, fin dal primo momento, di tenere bassi i toni. Attendiamo i funerali e, soprattutto, che Maria Teresa Arcamone sia tratta fuori dal fango assassino dell’Epomeo.
Però, su quello che è successo tra sabato e domenica è opportuno fare un approfondimento. Anzi, è necessario dirci alcune cose che serviranno ai Casamicciolesi, non oggi, ma domani, quando saranno chiamati a votare il prossimo sindaco e il prossimo consiglio comunale di Casamicicola Terme.
Venerdì abbiamo vissuto il grande giorno. Per la prima volta nella storia, collegato ad un’allerta e non ad un’emergenza già corso o che già si era verificata, i cittadini di Casamicciola sono stati costretti a vivere l’angoscia, l’incubo, la rabbia, la disorganizzazione di un sistema che si è dovuto organizzare dopo una frana che ha ucciso 11 persone, che tiene ancora imprigionato un corpo e tutto il caos dell’emergenza.
Un sistema diretto da un funzionario prefettizio (per fortuna) che doveva fare anche i conti anche con le incursioni dell’indagata del CAS negli uffici fermata, poi, da una sceneggiata di Nunzia Piro.

La disorganizzazione è stata tanta, la buona volontà non è mancata, i sacrifici dei volontari si sono visti e, in generale, però, Casamicciola non si può lamentare.
E ora veniamo alla sostanza e ai fatti.
Cosa è successo, in effetti, sabato? E, nei fatti, volendo dare buono anche le elucubrazioni senili di Peppe Conte, cosa è successo? E’ successo che Casamicciola era sprovvisto di un piano di “Piano comunale di emergenza di protezione civile” e che, da zero, gli inquilini temporanei del Capricho hanno dovuto fare quasi tutto al buio. E i cittadini di Casamicciola, i più indifesi e responsabili solo di aver votato male, si sono trovati a fare i conti con la disorganizzazione della macchina del Capricho e con l’essere impreparati come cittadini a causa di una cattiva politica e di una cattiva amministrazione.
Prima di vedere il dettaglio della vicenda, però, vediamo cosa fa un Piano comunale di emergenza di protezione civile.

L’articolo 108 del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112, attribuisce ai Comuni il compito di predisporre i Piani Comunali e/o intercomunali in materia di protezione civile oltre ulteriori funzioni.
Nel dettaglio stabilisce l’attuazione in ambito comunale delle attività di previsione e degli interventi di prevenzione dei rischi, stabilite da programmi e piani regionali; favorisce l’adozione di tutti i provvedimenti, compresi quelli relativi alla preparazione dell’emergenza, necessari ad assicurare i primi soccorsi in caso di eventi calamitosi in ambito comunale; aiuta la predisposizione dei piani comunali e/o intercomunali di emergenza e cura della loro attuazione, sulla base degli indirizzi regionali e provinciali; e scandisce l’attivazione dei primi soccorsi alla popolazione e degli interventi necessari ad affrontare l’emergenza; regola la vigilanza sull’attuazione, da parte delle strutture locali di protezione civile, dei servizi urgenti e coordina l’utilizzo del volontariato a livello comunale e/o intercomunale, sulla base di indirizzi nazionali e regionali.
In poche parole, tutto quello che serviva venerdì a Casamicciola. Sapete questo costa questo Piano comunale di emergenza di protezione civile? 10 mila euro! Si, avete capito benissimo: diecimila euro!

Non voglio arrivare al 1998 data della pubblicazione della legge perché, viviamo in un Paese dove passa del tempo prima che le leggi diventano veramente operative con i vari decreti.
Non vorrei fare il salto nel tempo ma vorrei che ci concentrassimo sugli ultimi 14 anni, quelli che ci separano dall’alluvione del 2009. L’alluvione che ha visto la morte di Anna De Felice. Era il 27 maggio del 2007 quando venne eletto sindaco Vincenzo D’Ambrosio. Dopo cinque anni dall’elezione e dopo 3 anni dalla morte di Anna, il 6 maggio del 2012 venne eletto sindaco Arnaldo Ferrandino. Dopo solo due anni (per fortuna) dall’elezione e cinque anni dall’alluvione, il 26 maggio 2014 fu eletto sindaco Giovan Battista Castagna. Lo stesso Castagna, il 26 maggio 2019, cinque anni dopo la prima elezione, 10 anni dopo la morte di Anna De Felice per l’alluvione e due anni dopo il terremoto del 2017 e tutto quello che ha comportato, è stato rieletto a furor di popolo, quale sindaco di Casamicciola.
Ecco, senza voler puntare il dito, però dopo 12 anni, 11 mesi e 24 giorni dalla morte di Anna De Felice a causa di un’alluvione e dopo 5 anni, 2 mesi e 11 giorni dal terremoto che ha piegato Casamicciola Terme è una sconfitta della politica e della collettività leggere che al Registro delle Determinazioni Segreteria Generale n. 579 del 31/10/2022 ci sia l’avvio manifestazione di interesse/Indagine di mercato per l’acquisizione dei servizi tecnici per la redazione del Piano comunale di emergenza di protezione civile per Casamicciola Terme – CUP G39B22000420004”

La firma è del Responsabile dell’Area III – Tecnica LL.PP., Ing. Michele Maria Baldino che determinava di “Avviare la Manifestazione di interesse/Indagine di mercato propedeutica alla procedura di affidamento dei servizi tecnici per la redazione del Piano comunale di emergenza di protezione civile per Casamicciola Terme che avverrà, ai sensi dell’art. 36, comma 1, lett. a) del D.lgs. n. 50/2016 ss.mm.ii.; – Approvare lo schema di Avviso Pubblico per Manifestazione di Interesse/Indagine di mercato con relativo allegato (fac- simile istanza di manifestazione di interesse), che formano parte integrante e sostanziale del presente provvedimento ed approvare altresì, il Capitolato prestazionale che è parte integrante e sostanziale del presente atto anche se materialmente non allegato”.
La frana del 26 novembre 2022 condanna, forse, politicamente, gli ultimi quattro consigli comunali. Non condanna solo i sindaci, condanna tutti quelli che dal 2009 ad 2022 hanno avuto un ruolo al comune di Casamicciola.
C’è voluto l’arrivo del Commissario Simonetta Calcaterra dopo la sfiducia della maggioranza di Giovan Battista Castagna dello scorso 29 giugno 2022 per dare l’input agli uffici. Per dire realizziamo un “Piano comunale di emergenza di protezione civile”.

C’è ci porta sulla coscienza, non la frana che resta un evento imprevedibile, non preventivabile e da considerare come un evento a parte, bensì si porta sulla coscienza il caso, la rabbia, la delusione, la paura, lo sgomento di tanti deboli e fragili di Casamicciola perché impegnati a crescere e fare carriera nelle Poste, impegnarsi a scuola, farsi riconoscere livelli all’EVI, girare a vuoto con il casco in testa e fare le belle statuine, magari in tailleur gialli, tra gli uffici andando a vuoto solo per restare all’ultima maggioranza.
C’è voluta il commissario Calcaterra per arrivare al 15 novembre 2022, per leggere la “Determina a Contrarre” per l’«Acquisizione servizi tecnici per il supporto e la redazione del piano comunale di emergenza di protezione civile per Casamicciola Terme – CUP G39b22000420004 – CIG 9487233856 – Approvazione risultanze della manifestazione di interesse/indagini di mercato ed indizione procedura di affidamento tramite MEPA con RDO/confronto di preventivi”.

La beffa? Sta tutto nella data: era il 15 novembre 2022. 11 giorni prima del disastro che ha ammazzato 11 persone e che ne tiene imprigionata un’altra. Ancora. Il piano comunale di emergenza di protezione civile per Casamicciola Terme costa 10 mila euro

1 commento

  1. E invece se ci fosse stato il piano d’emergenza,sarebbero tutti vivi????
    vorrei conoscere chi ha scitto quest’articolo

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