CAS non pagati a Casamicciola. Montano i malumori e le polemiche: una vergogna!

All’appello dei pagamenti, come detto, mancano maggio e giugno e, a questo punto, tra un po’ anche luglio

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Ci hanno tolto lo stato di emergenza, ci hanno tolto gli hotel, ci toglieranno anche il CAS e quel che resta dei contributi per l’autonoma sistemazione (tutti rivisti al ribasso) che ci vengono concessi come un favore! Mai pagati regolarmente, mai versati mensilmente per poter provvedere alle necessità dei fitti e della sopravvivenza. Questa la triste storia degli sfollati del sisma 2017. Questo è il terremoto di Ischia e la sua pessima gestione. Sono decine gli sfollati, proprietari di case dichiarate inagibili e non messi in condizioni di ricostruire o di realizzare altrove, che si rivolgono alla nostra redazione per palesare questo vergognoso stato di cose. Un assurdo intollerabile.

“La gestione dei pagamenti è uno scandalo. Le omissioni avverso la liquidazione del Cas sono una vergogna – ci dice con amarezza una terremotata di Casamicciola Terme, una volta residente in via D’Aloisio (l’unica strada ancora in zona rossa) che attende il versamento di ben due mesi mentre a Lacco Ameno stanno incassando il contributo relativo al mese di Giugno. Noi a Casamicciola – continua – aspettiamo ancora quello di maggio! Stiamo chiedendo la carità di un nostro diritto. Ma la gente, come deve pagare i fitti?”.
Insomma, come sempre, il Cratere più piccolo di Italia si contraddistingue per la sua capacità di essere teatro di ingiustizie e scenario per la perpetrazione di palesi omissioni nei ritardi di chi ha realmente bisogno. Altro che ricostruzione. Il terremoto ischitano ci ha insegnato che a queste latitudini manca l’A. B. C. della pubblica amministrazione. All’appello dei pagamenti, come detto, mancano maggio e giugno e, a questo punto, tra un po’ anche luglio.

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