Caruso attacca Valentini: “molto più veloce ad annullare che a rispondere”

La stretta: "Stiamo lavorando sulla predisposizione di un’ordinanza che limiti ulteriormente gli spostamenti per gli acquisti di generi alimentari, prevedendo ad esempio le uscite per la spesa in ordine alfabetico"

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Gaetano Di Meglio | Mentre Giovan Battista Castagna si smarca dai colleghi ischitani e avanza la sua proposta per un lazzaretto ischitano, superata e resa inutile dal nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, Rosario Caruso, il sindaco di Serrara Fontana, cala sul tavolo due bombe. La prima: allo studio una misura per contingentare le spese, al seconda, un attacco diretto al prefetto di Napoli.

«Cari concittadini, il momento è particolare – scrive Caruso -, non è facile gestire questa emergenza sanitaria che inevitabilmente è e diventerà sempre più anche emergenza economica. Come Amministrazione stiamo lavorando anche a questo, faremo il possibile per non abbandonare nessuno. Le misure che metteremo in atto le comunicheremo non appena sarà passata questa fase critica. Come vi ho già detto, ora è tempo di pensare ad altro: alla salute, alla vita perché ogni vita conta, non sono i numeri a fare la differenza. I vigili urbani e i Carabinieri stanno lavorando sodo per evitare assembramenti, per scoraggiare le uscite senza necessità, per effettuare la dovuta sorveglianza delle persone in isolamento (non perché positivi ma perché tornati sul territorio da altre Regioni o dall’estero).

Fino ad oggi oltre duecento controlli ai posti di blocco e ieri anche un altro denunciato, dopo i due dei quali vi ho dato notizia qualche giorno fa. Non ci fa piacere denunciare ma è necessario davanti al menefreghismo e all’inciviltà.
Abbiamo chiesto, come sapete, alle attività che vendono generi alimentari sul territorio comunale di effettuare le consegne a domicilio. Tutti si sono resi disponibili. Stiamo lavorando sulla predisposizione di un’ordinanza che limiti ulteriormente gli spostamenti per gli acquisti di generi alimentari, prevedendo ad esempio le uscite per la spesa in ordine alfabetico come già fatto in un comune della Campania. Tutto per ridurre le uscite, perché ancora ci sono persone che si ostinano ad andare al supermercato tutti i giorni o più volte al giorno.

Evitiamo gli acquisti on- line dei beni non indispensabili, così facendo potremo spendere sul territorio isolano e aiutare i tanti commercianti che oggi hanno chiuso i battenti in ottemperanza alle disposizioni governative. Stiamo in contatto con l’Asl per cercare di monitorare il territorio e per chiedere ulteriori sforzi per l’ospedale.
Insieme agli altri Sindaci – continua Caruso – abbiamo chiesto al Prefetto di provvedere a requisire una struttura per adibirla ad alloggio per coloro che devono stare in quarantena e non hanno la possibilità di farlo in una stanza con bagno ad uso esclusivo, per il personale sanitario che potrebbe optare per restare nella struttura, in questa fase delicata, ed evitare gli spostamenti in terraferma o nelle proprie abitazioni sull’Isola, evitando così magari di tornare a casa con la paura di poter creare disagio ai familiari.

Anche i sanitari sono umani, hanno famiglie e hanno le stesse nostre paure. Spesso molti dimenticano questo “particolare”. Il Prefetto – e il sindaco di Serrara apre la polemica con il funzionario dello Stato sul territorio – al momento non ha dato risposta, è stato molto più veloce quando ha annullato la nostra famosa ordinanza. Restiamo in attesa ma nel mentre, visto che non possiamo attendere in eterno, stiamo verificando la disponibilità in tal senso di strutture alberghiere. Se non avremo una risposta in tempi brevissimi dal Prefetto partiremo con la seconda opzione che vi ho indicato.
Ripeto ancora quanto ho scritto in precedenza: restate a casa, solo con il vostro nucleo familiare, restate in contatto con gli altri familiari (nonni, zii, cugini, sorelle, fratelli,…) con le videochiamate. leggete, pregate, giocate, cucinate, studiate, meditate, scrivete ma… a casa. State a casa !!!!!»

5 Commenti

  1. il problema è serio e nessuno se lo nasconde, ma qui sembra che l’epidemia abbia dato a certi amministratori il senso dell’onnipotenza, tutti a fare gli sceriffi….

  2. Aggiungo una cosa è bello dire dobbiamo stare a casa sventoliamo la bandiera dal balcone accendiamo la candela alla finestra balliamo e cantiamo ma questo va benissimo per chi non sta andando al lavoro e gli versano comunque uno stipendio sul conto corrente o ha una pensione ma noi che non abbiamo il lavoro ne una pensione e nessuna prospettiva di lavoro che bandiera dobbiamo sventolare e canzone dovremmo cantare?

    • Un tale (di cui non voglio nominare nemmeno la parodia che ne fa Crozza) ha detto “meglio le tasche vuote che le bare piene”. Nessuno però pensa alle bare che si riempianno di persone che non troveranno più lavoro, o di chi per tirare a campare in questi mesi si andrà a mettere nelle mani un usuraio (è cronaca recente, alcuni strozzini hanno riportato in auge l’antica pratica di darti direttamente la spesa, per poi togliere tutto al malcapitato).
      Si canta, ci si riappropria dei balconi (ma perchè, vi avevano messo i sigilli?), si fanno slogan… “andrà tutto bene”, “saremo più forti di prima”. Ma avete dimenticato che il paese era già con la merda che arrivava tre metri sopra al cielo?
      Il merito più grande di questo governo di “salvatori” sarà quello di aver aggiunto ai morti anche le macerie. Sennò che dopoguerra è?!

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