domenica, Gennaio 25, 2026

Carriera Alias al Telese, la scuola che sceglie di includere

Il preside Sironi spiega il regolamento approvato dagli organi collegiali: uno strumento interno di tutela, nel solco della Costituzione, per garantire benessere, riservatezza e diritto allo studio agli studenti in transizione di genere

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L’adozione della carriera Alias all’Istituto Professionale “Vincenzo Telese” non è uno slogan né una scorciatoia ideologica, ma una scelta amministrativa e educativa precisa, deliberata dagli organi collegiali della scuola. Nell’intervento che segue, il preside Sironi spiega senso, limiti e finalità di un regolamento pensato per tutelare il benessere degli studenti in transizione di genere, contrastare bullismo e abbandono scolastico e garantire, nel solco della Costituzione, il diritto allo studio in un ambiente realmente inclusivo.

La nota del Preside Telese

L’Istituto Professionale Statale Vincenzo Telese, con delibere di approvazione sia del Collegio dei docenti che del Consiglio d’Istituto si è dotato di un Regolamento per la carriera Alias.

La carriera Alias è un protocollo amministrativo che permette a studenti e studentesse in transizione di genere di utilizzare, all’interno dell’ambiente scolastico, un nome di elezione (corrispondente alla propria identità di genere) al posto del nome anagrafico. È uno strumento che nasce per garantire il benessere psicofisico degli studenti, prevenire forme di bullismo e dispersione scolastica, e assicurare un ambiente di studio inclusivo

L’attivazione della carriera Alias non richiede una sentenza del tribunale per il cambio di sesso anagrafico, ma si basa su un accordo riservato tra la scuola, lo studente (se maggiorenne) o la famiglia (se minorenne). La carriera alias prevede un intervento limitatamente a: Registro Elettronico: Il nome scelto sostituisce quello anagrafico nei registri di classe, nei quadri e negli elenchi. Identità interna: Viene utilizzato per l’appello e  le comunicazioni scuola-famiglia.

La carriera Alias non riguarda i documenti ufficiali eha valore solo all’interno dell’istituto. Diplomi, certificati di laurea e documenti di valutazione finali devono necessariamente riportare il nome anagrafico legale finché non interviene una sentenza definitiva. L’attivazione della carriera Alias non è solo un  solo un cambio di nome ma un intervento mirato a garantire il diritto allo studio in condizioni di parità.

Le principali ragioni che hanno portato alla emanazione del Regolamento

1. Tutela del benessere psicofisico

La discrepanza tra l’identità percepita e il nome anagrafico (spesso chiamato deadname) può causare profondo disagio, ansia e depressione.  L’uso del nome corretto riduce lo stress emotivo legato all’essere chiamati in modo non conforme alla propria identità. Inoltre numerosi studi psicologici indicano che il riconoscimento dell’identità di genere negli spazi pubblici riduce drasticamente il rischio di ideazioni suicidarie tra i giovani in transizione di genere.

2. Contrasto al bullismo e alla discriminazione

L’ambiente scolastico può diventare ostile se un segreto privato viene svelato involontariamente. La carriera alias protegge la riservatezza del percorso dello studente, evitando che compagni o personale scolastico ne vengano a conoscenza senza il consenso dell’interessato e minimizza il rischio di scherno, isolamento o aggressioni verbali e fisiche legate all’identità di genere.

3. Prevenzione della dispersione scolastica

Molti studenti in transizione tendono ad abbandonare gli studi o ad accumulare assenze per evitare il disagio sociale legato al nome anagrafico. Con l’attivazione della carriera Alias  si rende la scuola un luogo accogliente, incentivando la frequenza e la partecipazione attiva alle lezioni. Quando uno studente si sente accettato e al sicuro, le sue prestazioni accademiche migliorano, poiché può concentrarsi sullo studio invece che sulla propria “sopravvivenza” sociale.

Anche in assenza di una legge specifica, le scuole si muovono nel solco della Costituzione Italiana: l’articolo 2 che riconosce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali (come la scuola) l’articolo 3 che prescrive che compito della Repubblica è rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Altra fonte fondamentale è la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia che tutela l’interesse superiore del minore deve essere preminente in ogni decisione che lo riguardi.

La motivazione centrale è quindi il passaggio da una scuola che “omologa” a una scuola che “include”, garantendo che il percorso burocratico non pregiudichi lo sviluppo umano e formativo durante gli anni cruciali della crescita.

  • Articolo realizzato dalla Redazione Web de Il Dispari Quotidiano. La redazione si occupa dell'analisi e della pubblicazione fedele degli atti e dei documenti ufficiali, garantendo un'informazione precisa, imparziale e trasparente. Ogni contenuto viene riportato senza interpretazioni o valutazioni personali, nel rispetto dell’integrità delle fonti e della veridicità dei fatti.

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