sabato, Maggio 15, 2021

Carmine continua pericolosamente lo sciopero della fame. I cresimandi si assembrano in cattedrale e non perdono il vizio

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Gianni Vuoso | Quanti interventi, quante parole, quante decisioni assurde e discutibili. Viene voglia solo di restare in silenzio ed osservare come Totò che affermò “Voglio vedere dove vuole arrivare!”. Ma non si può. Di fronte a certe contraddizioni stridenti e insopportabili non si può aspettare per vedere dove si arrivi. Il silenzio è complicità. Per questo motivo, per non essere complice, non posso starmene a guardare, a leggere impassibile, tanti post su fb, qualche intervento sulla stampa.

Ci sono degli elementi che cozzano fra loro.

Da una parte De Luca, che sbandiera ai quattro venti il suo progetto di rendere le isole “covid free”; da un’altra parte, i sindaci che vanno da De Luca a chiedere di non tingere di rosso l’isola d’Ischia ma tornano sull’isola solo con qualche illusione in più; poi una protesta rischiosa, portata avanti con tenacia da Carmelo Amente, che continua lo sciopero della fame giunto al suo 24° giorno per far notare giustamente, che Ischia non ha i numeri per essere una zona rossa, a differenza di quanto accade in terraferma e infine, l’ultimo rischio di focolaio di nuovi contagi che avrebbe origine nella cerimonia delle cresime tenuta in qualche chiesa di Ischia.

Sono quattro momenti che dovrebbero farci vergognare. I primi due casi appartengono al rapporto dei sindaci con il governatore e pongono in evidenza l’ipocrisia di certi politici e l’incapacità di rappresentare quest’isola, in nome di quella benevolenza politica che i sindaci cercano a Santa Lucia ma che danneggia gravemente Ischia. Mi auguro solo che l’astensione dal voto possa servire a togliere l’acqua attorno ai pesci. A che servirebbe continuare ad esprimere un voto per uno o per un altro, quando tutti esprimono lo stesso modo di far politica, lo stesso sistema asfittico ed ormai fallito; al popolo serve conquistare il potere politico, non essere rappresentato inutilmente.

Il terzo caso riguarda l’amico Carmine, a digiuno da un bel po’ Molti chiedono che ritorni a mangiare. Amichevolmente, ma  le istituzioni? Non risulta che il sindaco o un rappresentante dell’amministrazione si sia fatto vivo da Carmine per esprimere solidarietà o contrarietà. Non solo. Ma non risulta che qualcuno lo abbia costretto a chiudere la porta del posto di lavoro “nel rispetto delle regole”. Un’assenza per non farlo assurgere ad eroe o vittima? In ogni caso, intorno a lui c’è un silenzio assordante e colpevole. E’ vero che lui ha deciso di andare fino in fondo, ma di fronte ad un evento estremo la società isolana cosa avrebbe da dire? Si sentirebbe responsabile o sarebbe solo “colpa” di Carmine?

Infine, il comportamento della chiesa. E’ evidente che non c’entra Giuseppe Nicolella. Si è ammalato, non certo per sua scelta ma perché esecutore di compiti decisi dai suoi superiori, da una chiesa che continua ad operare alla faccia delle regole stabilite per il mondo civile.

Noto qualche carabiniere o poliziotto invitare il passante di turno ad indossare la mascherina. Bene. Però, non c’è un intervento analogo nei confronti di un vescovo o un prete che officia in chiesa alla presenza di tanta gente, privo di mascherina. Alla faccia di teatri e ristoranti chiusi, che non sarebbero di certo, fonte di contagi. In chiesa si continua ad operare come se si fosse esonerati da ogni pericolo. Lo hanno sottolineato decine di cattolici praticanti: Dio è in ogni luogo, quindi anche a casa propria. A che serve allora, creare aggregazioni pericolose in chiesa? Semmai, si chiudano anche le chiese. Chi deve andare in paradiso ci andrà lo stesso, chi è destinato ad andare all’inferno certamente ci andrà. Ma non si creino pericoli inutili, perché di questo passo non avremo un’isola “covid free” ma “covid fritto”…

Qualcuno dice che così si creano due pesi e due misure. Ed è così. Finchè esisterà il Concordato, saremo sempre vittime di due pesi e due misure. La via d’uscita, infatti, non è quella di additare questo o quel prete untore, ma è un’altra, certamente più complessa: abolire il Concordato perché si abbia un libero Stato ed una libera chiesa, per garantire al paese una vera laicità.

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4 Commenti

  1. Interventi, parole, decisioni e ancora altro purtroppo tutto al vento. Siamo arrivati al si salvi chi può. Nessuna dimostrazione ci salverà. Solo una volta ci è stata data questa opportunità con Gesù. Ma il suo gesto non è servito a nulla. Anzi, siamo peggiorati. Un altro Gesù che ci salvi per la seconda volta? Non ” CREDO ” proprio.

  2. Io non ci capisco nulla. Ma dalla vostra intervista a Carmine nello specchio si vedono persone che lavorano.. https://youtu.be/pbNjXty3Hcs . Ma perché continua a fare lo sciopero della fame? Ha iniziato lo sciopero prima della zona rossa. O lavora in zona ROSSA..ma fa lo sciopero. Spiegate bene le cose. Idem sulla Diocesi. Forniteci le prove della chiesa piena. Fotografie sulla mancata distanza, più persone rispetto la capienza massima. Informate le autorita’ competenti. Se ci basiamo su un immagine schiacciata proveniente da una diretta FB (della diocesi del resto) la prospettiva potrebbe ingannarci. Mi sembra stupido che loro carichino sul web un illecito? Io sostengo il vostro giornalismo…ma siate più precisi. Sembrano tutte storielle per farci cliccare sul link.

    • La persona che si vede nello specchio è Francesca Amente, figlia di Carmine e co-proprietaria dell’attività, alle prese con una cliente.

  3. Concordo con Domenico. Sabato scorso sono stato alle ore 11.00 in un super mercato di Ischia e sicuramente ci stavano piu persone in questo super mercato che in cattedrale per le cresime. Poi.non parliamo al banco frutta uno sull’altro e al banco salumi…peggio del peggio e alla fine alle casse uno vicino all’altro…lo scorso anno in zona rossa si attendeva fuori ai supermercati il proprio turno facendo si che dentro ci stava sempre un numero ristretto di persone. Ora si entra liberi a tutte le ore e senza misurare neanche piu la temperatura. Poi ce la vogliamo prendere con la chiesa con i sacerdoti con il vescovo?…guardiamoci intorno e osserviamo bene ci sono posti ben piu pericolosi e contagiosi delle chiese…

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