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«Caremar, niente pagamenti in contanti per non dover dare il resto!»

Trasporti. La denuncia di Maria Grazia Di Scala

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Ci risiamo con le prepotenze delle compagnie di navigazione ai danni degli utenti, sempre più tartassati, in particolare se si tratta di residenti e pendolari. A denunciare l’ultima “trovata” della Caremar è Maria Grazia Di Scala, leader dell’opposizione di Barano ed esponente di Fratelli d’Italia: «La Caremar colpisce ancora con un’altra novità. Non solo biglietti fatti on line con sovrapprezzo, da convalidare comunque in biglietteria (ad Ischia sull’altro lato del porto).

Non solo traghetti travestiti da aliscafi, che di aliscafo hanno solo il costo del biglietto. Ad esempio, ecco come avviene l’acquisto di un biglietto per l’“alighetto” Caremar delle ore 10.15 (con arrivo indicato alle 11.20, altro che aliscafo): tariffa residenti con l’aggiunta dei diritti di prevendita e del supplemento per l’acquisto online. Non viene rilasciato il biglietto, ma un semplice voucher, con il quale dovrei comunque passare in biglietteria a ritirare il titolo di viaggio. Per cosa si devono pagare 2 euro in più?».

Ma come detto è arrivata l’ultima novità, ancora più assurda: «La Caremar ora se n’è inventata un’altra: no al pagamento in contanti, solo carte o bancomat. Se vuoi pagare in contanti con 20 euro, ma anche con 10, devi andare a cambiare al bar (in chiusura all’ora dell’ultimo aliscafo). Infatti si accettano solo pagamenti con la somma precisa, niente resto. Se si arriva giusto in tempo, ciao “alighetto”…».

In parole povere, sapendo di doversi imbarcare, bisognerebbe uscire da casa già con la somma esatta bella e pronta. Per gli addetti alle biglietterie evidentemente è una grande fatica e un insopportabile fastidio conteggiare e consegnare il resto, come si è sempre fatto fino ad ora… In un momento in cui i collegamenti marittimi denunciano già defaillances ancor più gravi che nel passato, questa imposizione tendente a scoraggiare l’uso di contanti e il ricorso a carte di credito e bancomat appare veramente intollerabile.

Il segno che gli utenti dei trasporti marittimi vengono ormai sempre più trattati alla stregua di schiavi, che devono chinare il capo e obbedire, se vogliono viaggiare. Dimenticando che molto spesso non si viaggia per motivi di piacere, ma per lavoro, studio, salute. E poi quale turismo si vuole fare in questo modo, con mezzi veloci solo sulla carta?

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