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Cara ASL, nessun grazie dopo 13 anni di dolore, disservizi e rabbia

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Nessun Grazie. Anzi, avremmo dovuto ricevere un grande “perdono”. L’inaugurazione che si è svolta ieri, presso i locali rinnovati dopo l’acquisto da parte della Fondazione Avellino Iacono Conte del presidente Celestino Vuoso, chiude una lunga pagina dolorosa in cui i più deboli della nostra società hanno subito angherie, disservizi, indifferenza e discriminazione. 13 anni fa, nella prima primavera del 2009, insieme ad un gruppo di molti amici e ricordo bene il collega Riccardo Sepe Visconti quando si occupava di faccende ischitane, ci battemmo contro la chiusura del gruppo appartamento di Villa Fasolara e del progressivo smantellamento della Salute Mentale sull’isola. Quel gruppo doveva essere chiuso perché qualche “napoletano” si infastidiva di avere come vicini persone che avevano già pagato il loro conto con la vita.

Dopo Fasolara poi abbiamo combattuto contro la vergogna di Villa Orizzonte e, anche grazie all’attenzione che ne era scaduta dopo la campagna di informazione che facemmo contro l’ASL, in difesa di Elena, Maria, Crescenzo, Giuseppe, Concetta, Cira e di tutti gli altri “pulci sperduti”. Una vergogna studiata a tavolino per favore l’affare immobiliare all’amico del politico locale che usciva in barca con il commissario ASL dell’epoca. Una storia che, diciamocelo, non vede come protagonista diretto Antonio d’Amore ma l’essere “pro tempore” lo rende, socialmente, complice e colpevole. La fortuna, diciamo così, poi fece divampare un incendio e una sorta di giustizia fu scritta in questo esodo doloroso per la Salute Mentale dell’isola. Da allora la SIR si è trasofrmata in occasione per consiglieri comunali con il vizio della cooperativa sociale, con la moltiplicazione dei gruppi famiglia “privati”, con lo smantellamento della sede ischitana del Centro e con una gestione di risorse umane da denuncia! Tredici anni in cui gli ultimi della nostra isola sono stati lasciati al loro triste destino sballottati da una sistemazione in terra ferma, poi al Baia Verde di Forio, poi i pranzi nel parcheggio dell’ex Villa Romana e un costante e crescente disinteresse progressivo, sociale e istituzionale.

Tutta questa storia, raccontata per capitoli e in breve, non può essere sanata con un fitto da centinaia di migliaia di euro, ma l’affare immobiliare ci interessa poco. La notizia importante è che la SIR o il Centro di Salute Mentale hanno un luogo moderno, sicuro, elegante ed efficiente. Certo, magari non è centrale e non è proprio servita nel migliore dei modi da un asse viario adeguato o da collegamenti pubblici e la fermata del bus numero 6 non è proprio vicinissimo, ma conta la qualità del servizio che si riesce ad esprimere e la logistica diventa un fattore secondario.
Ad oggi, però, è importante non farsi cogliere dalla propaganda sanitaria di un’ASL e una direzione che cerca applausi e visibilità.
13 anni di sofferenze che meritavano delle scuse. Certo, D’Amore non è responsabile in prima persona del disastro che ha ferito la nostra comunità così come non possiamo fare colpe al direttore del Dipartimento Cuciniello, ma non possiamo far finta di non sapere che questa ASL non riesce a completare il concorso per il direttore del nostro Centro di Salute Mentale. Il rischio di fare la fine della direzione sanitaria del Rizzoli e del reparto di Oncologia.
La folla festante di ieri mattina, tra sindaci, assessori in rappresentanza, vescovi, segretari e parroci presenzialisti, mista ad operatori e pazienti, non deve farci distrarre.

Nessuna festa e nessun grazie. Perché dovremmo ringraziare l’ASL? Non dobbiamo dire grazie a nessuno! Siamo cittadini che meritano servizi e, senza neanche citare la nostra isolanità, di qualità e di efficienza. Abbiamo gli stessi diritti di chi vive in Campania e, come loro, paghiamo per ricevere.
In questi lunghi tredici anni non è stata solo Villa Orizzonte a pagare dazio e i suoi pazienti sballottati tra strutture in terraferma, presso le famiglie e in alcuni casi presso Villa Mercede. Oggi trovano nuovamente assistenza ma non possiamo far finta che in questo tempo siamo stati privati di un’assistenza specialistica dedicata. Ricordo, a titolo esemplificativo che vale per tanti altri casi che si sono registrati sulla nostra isola, di un paziente ricoverato al Rizzoli che verso le 6.00 del mattino provò a buttarsi giù dal primo piano e fu fermato da infermieri e malati.
Eppure, prima di “avere” un infermiere specializzato dovemmo attendere ore perché il servizio non era ben organizzato. E i vuoti in pronto soccorso di professionalità adatte a gestire le emergenze restano nella storia della nostra isola. Non sarà il fitto di oggi a farcelo dimenticare.

Oggi abbiamo una struttura che ospita tutto il mondo della SIR e del Centro di Salute Mentale, offre dieci posti letto per trattamenti “intensivi” e ci permette, come comunità di girare pagina. Ma non è questo il tempo del GRAZIE! Qui non abbiamo nessun nuovo Prof. Gaglio, non abbiamo nessuna nuova azione in favore della comunità bensì solo una piccola parte di risoluzione del torto subito. Non ci hanno regalato nulla. Ieri mattina erano tutti felici. Signore e signori eleganti, in un clima di felicità e gioia, hanno fatto da parterre all’ultima esibizione locale del direttore D’Amore. Una chiusura col botto del direttore che era arrivato mentre Procida protestava e oggi lascia l’ASL Napoli 2 Nord non peggio di come stava, solo perché il fondo lo avevamo toccato con i vari commissari.
Ieri D’Amore ha ricordato dell’eco nazionale circa la vaccinazione da covid. Peccato che non si sia ricordato dall’eco nazionale avuto con la malasanità e la morta di una giovane mamma in un reparto allo sbando come quello della ginecologia del Rizzoli.

Non si è ricordato dell’aver trasformato la direzione sanitaria del Rizzoli in un parcheggio mensile per qualche collega in cerca di promozione e che oggi, manco a farlo a casa, lascia l’ospedale di Ischia senza un “Direttore”.
E’ vero, lascia anche il progetto dell’ampliamento del Rizzoli in uno stato molto avanzato (e bloccato da altri fattori) ma lascia anche un Ospedale in continua lotta tra primari e un distretto che, difficilmente, è all’altezza dei servizi che dovrebbe garantire.
Antonio D’Amore non può essere più il direttore dell’ASL Napoli 2 Nord. Una buona notizia per Ischia e le isole. Una buona notizia sperando che il nuovo direttore possa far tesoro di quanto fatto in questi anni. Non possiamo far finta di non aver assistito al disastro di Villa Mercede, dei bandi annullati e cancellati e di come si sia ridotta la qualità dei servizi della RSA ischitana.
Ma non abbiamo nessuna intenzione di fare il compendio di quella che è stata la gestione di D’Amore, ci basta guardare alla realtà e raccogliere quel “torno” detto ad Enzo Ferrandino più come una “minaccia” che come un “augurio”.
Gateano Di Meglio

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