Capricci e strilli al Capricho. Crisi e gelosie in casa Castagna

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Ida Trofa | A piccoli passi verso il baratro. Quando il baratro ti appare davanti all’improvviso, in tutto il suo orrore, lo spavento può riuscire a fermarti. Ma se ti avvicini a piccoli passi, finisci per essere risucchiato quasi senza accorgertene. E’ questa la sensazione che si prova rincorrendo le voci, i malumori e le ansie dei protagonisti, spesso loro malgrado, della politica locale. Il baratro in cui versa l’isola, l’incertezza in cui sono precipitati certi paesi e talune comunità. Una a caso? Casamicciola!

Eggià, a Casamicciola Terme c’è già maretta in maggioranza!
Gli esempi maldestri della vicina Lacco Ameno agitano gli animi di consiglieri annoiati, eletti messi al margine dai manovrini di palazzo e un certo malcontento aleggia nella sede provvisoria del Municipio, l’ex pizzeria del Capricho. E se il sindaco paciere Castagna, non c’è… è ancora peggio.
E’ questo lo scotto che si paga quando non c’è autonomia e si segue la legge di un padrone.

Ogni paese ha la classe dirigente che merita, l’ultima frontiera ischitana è la politica delle pizze e non sempre in pizzeria.
La politica locale vive di stagioni e i nostri uomini, meno le donne che vivacchiano sul favore della “quota rosa“ che a mo di status simbol scelgono di fare il pubblico amministratore, terminate le ferie estive e prima di concedersi al panettone sotto l’albero e le luminarie, giocano all’allegro governate.
Non è un caso che Casamicciola abbia gli uffici allocati nelle sale ristorante di uno stabile che fu esempio di splendore e del tempo che fu.

Il sindaco Giovan Batista Castagna da qualche settimana assente dall’isola per questioni personali, al suo rientro ha trovato l’asilo politico di piazza Marina in piena fibrillazione. Mentre le oppositori banchettavano altrove. Si badi bene, sempre a base di pizza.

Ora i conciliabili di gruppo si fanno tra il portico comunale davanti all’ufficio anagrafe e la fontana della Cassa Depositi e prestiti tra l’ufficio demanio e l’Unico Bar.

“Una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale – canta D’Andrè – passa veloce di bocca in bocca…“.
Cosi, appresa la lieta novella, il senatore Domenico De Siano, appena il primo cittadino GiBi ha rimesso piede sull’isola, ha convocato gli “stati(ni) generali”, chiamandolo a rapporto!
Se Giacomo Pascale è stato scarrozzato per l’ultima gita in Panda alla conventino FI di Montecatini, per Castagna neppure Lourdes servirà continuando di questo passo.

Dopo l’incontro al vertice in casa azzurra è stato tutto un susseguirsi di doglianze lamentele e musi lunghi.
Il gruppo casamicciolese di Forza Italia ha chiesto, infine una riunione di maggioranza. Nel mirino di Angela Di Iorio, Ciro Frallicciardi e Gianni Barile è finta la governance estremista ed offensiva, quella che non fa squadra né aggrega, di Giuseppe Silvitelli, Stani Senese e soprattutto Nunzia Piro che, a detta dei suoi detrattori, avrebbe usato termini ed aggettivi poco carini nei riguardi dei suoi compagni di maggioranza. Nunzia, Nunzia,non si fa!

Cosi costoro, gli azzurri, non ci stano più a fare quelli che alzano la manina in consiglio comunale. I consiglieri di maggioranza FI chiedono rispetto e spazio e, soprattutto, che sia destinato a loro ed ai loro progetti, cimitero, viabilità, decoro urbano, risorse ed impegno, al pari degli affari accordati al trio Silvitelli-Senese-Piro.
Castagna ritenuto unico responsabile della disparità di trattamento.

Una trattazione a parte merita invece lo scontro al vertice proprio tra l’assessore Filomena Senese e Nunzia Piro.
Giovedì pomeriggio, infatti, sono stati necessari gli ausili dei consiglieri e l’impiego dei tranquillanti per sedare l’ira di Filomena Senese. La Senese, venuta a conoscenza di una Giunta pronta alla firma per destinare fondi pubblici, circa 150mila euro, al recupero del campo sportivo, ha letteralmente gettato giù le porte della sala giunte.
Non avremmo voluto essere quelle porte!
E’ il secondo colpo in poche ore dopo la botta del progetto di acquisirne dello stabile di “Casa Di Meglio“ in via Cumana a Perrone.

Urla strepiti ed incazzature per la Senese che ha rischiato le coronarie prima che Giovani Barile riuscisse a riportarla alla calma con una provvidenziale foto in auto per il paese.
A Casamicciola portiamo i consiglieri a spasso con i neonati in carrozzina.
Non si riesce nemmeno a pensarla, un’aberrazione simile. E le immagini di un paese distrutto dagli uomini e dagli eventi, che ancora riesce a trovare cittadini speranzosi e pronti ad impegnarsi, ci restituiscono la sua grandezza, la grandezza di una comunità che vorrebbe sopravvivere, ma ci mettono di fronte alla nostra piccolezza, dove per nostra si intende quella di un paese che è incapace di autorappresentarsi, di mancarsi di rispetto, punendosi, al contrario, da solo.

Si punisce quando ci si reca alle urne, quando si sceglie di non dare alternative all’attuale classe dirigente. La stessa che ora appare vittima del suo stesso strapotere e del plebiscito ottenuto appena 5 mesi fa. E ti chiedi come siamo potuti arrivare fin qui, e cosa c’è dopo, mentre avanzi a piccoli passi verso il baratro.

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