Cantine Pietratorcia: un brindisi alla nuova annata

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Elena Mazzella | Vino, storia e cultura gastronomica: questi gli ingredienti essenziali della festa del vino nuovo che si sono intrecciati nella giornata di ieri presso le antiche cantine Pietratorcia.

Come di consueto la famiglia Iacono, capitanata dal fondatore Franco Iacono, dopo ben due rinvii per il maltempo, ha celebrato in una assolata giornata la nascita del vino nuovo prodotto nelle vigne alle falde dell’Epomeo insieme agli amici di sempre.

Vino a fiumi, dal rosso fruttato dalle sfumature violacee al vino bianco dal colore ambrato del miele, ha accompagnato le tante specialità della tavola contadina: bruschette al pomodoro e fagioli, pennette all’arrabbiata, pasta e fagioli, la tipica pizza di scarola preparata con il vino cotto, taralli, caldarroste cotte su carboni ardenti e gustosissimi dolci preparati in casa serviti con piatti e bicchieri rigorosmente “plastic free”.

Il tutto servito sulla suggestiva terrazza che domina tutto il comune di Forio, il cui panorama spazia dal faro di Punta Imperatore, abbracciando la spiaggia di Citara fino ad arrivare con lo sguardo alla sommità più alta dell’isola, l’Epomeo.

“Ci piace come sempre inaugurare e festeggiare insieme agli ischitani il frutto delle viti di Ischia, e fortunatamente abbiamo trovato un pubblico numeroso e affamato, affezionato alle nostre tradizioni” ci dichiara il sempre entusiasta Franco Iacono, che tra una “torciuta” e l’altra alla tipica insalata contadina ischitana, ci rivela il suo personalissimo segreto nel prepararla: “la tipica insalata ischitana, anzi del contadino (che molti erroneamente chiamano insalata cafona) e’ uno dei piatti tipici della vendemmia e che mai deve mancare su di una tavola contadina che si rispetti. Solitamente va mangiata nei giorni della vendemmia a metà mattina tra una pigiatura e l’altra. La mia ricetta personale dell’insalata del contadino che amo preparare personalmente la preparo con patate calde, tante cipolle, scarola, peperoncino e origano amalgamata rigorosamente a mano”. Molto commovente il momento della solenne benedizione da parte del parroco Don Pasquale, introdotto dalle accorate parole di Vito Iacono che con il suo discorso di benvenuto ringrazia tutti i presenti: “Abbiamo resistito per ben due settimane e oggi finalmente siamo stati premiati dal tempo. Voglio ringraziare il nostro parroco, Don Pasquale, per la sua presenza che di sicuro è di buon auspicio poiché proviene da una famiglia di tradizione contadina. I nostri ringraziamenti vanno soprattutto a quanti hanno fatto sì che questa festa sia realtà, ma soprattutto a chi di fatto ha prodotto il vino, ha coltivato la terra, ha vendemmiato e seguito l’evoluzione del vino che tra poco andremo ad assaggiare”. E ricco di aneddoti, impreziosito da un canto popolare, l’intervento del parroco che ha potuto visitare le cantine ponendo la santa benedizione su di essa:

“Noi oggi festeggiamo la festa del vino ed è sempre bello quando c’è qualcosa che ci unisce e che ci mantiene sempre saldi al pari di un grappolo di uva: siamo tutti chicchi che formano la pigna. Ed è per questo che chiediamo al Signore di donarci pace e serenità per realizzare cose sempre più belle”.

L’antica cantina realizzata nelle rocce tufacee tipiche di Forio già dal 1700, prende il nome dalla “pietra torcia”, rudimentale strumento in pietra tufacea composto da tre fori che si usava per premere le uve con un complesso sistema di funi e leve prima dell’uso del torchio.

Anche quest’anno dunque le Cantine di Pietratorcia si propongono di rilanciare l´immagine dei vini d´Ischia realizzando grandi vini di prestigio in piccole produzioni e per realizzare questo ambizioso progetto è stato realizzato il reimpianto di nuovi vigneti su sei ettari di terreno e l´allestimento di cantine tecnologicamente all´avanguardia che vogliono essere un segnale d´inversione di tendenza verso il recupero dell´antica civiltà contadina dell´isola e del suo territorio che ereditiamo dagli antichi Eubei, primi viticoltori che impiantarono la vite sulla nostra isola dall’ VIII sec a.C.

E come è vero che il vino è un composto di umore e luce, quello delle cantine Pietratorcia possiede senz’altro il magico ingrediente: l’amore per il proprio territorio.

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