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Candida protesta nella chiesa di Ischia contro il “paccotto” di Castellammare

A Castellammre di Stabia hanno deciso il cambio di Ischia Ponte e di Forio. Il Vescovo Pascarella prende ordini ed esegue?

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Gaetano Di Meglio | Il disagio, il rammarico, la rabbia e quel senso di non contare nulla rappresentano il sentiment dei molti credenti della parrocchia di Ischia Ponte. Una condizione di malessere che, in verità, non dovrebbe appartenere alle chiese in generale. Senza fare troppi giri di parole, e lo dico a quanti in questi giorni mi stanno scrivendo e telefonando, sappiate che la Bibbia è piena di questi episodi. Di periodi buoni e di periodo neri. Di buoni servitori e di cattivi servitori. L’Esodo, in qualche modo, è rappresentato da un cammino tra “valli” e “monti”.
Alti e bassi.

Prima di passare avanti, però, credo che dobbiamo dividere un po’ di ruoli. Non credo (e non voglio credere) alla malafede di Padre Mario. Sono convinto che Carlo e Mario, forse i due migliori della Diocesi di Ischia anche se nei rispettivi campionati (clero-clero e religiosi), siano al centro di un gioco più ampio e più largo e con una scadenza più avanti nel tempo.
Una strategia, ben studiata, che tiene conto della futura evoluzione della Diocesi di Ischia. Accorpata a Pozzuoli? Libera da Pozzuoli e con un suo vescovo dopo Pascarella? Questa incognita non la possiamo risolvere, ma possiamo pensare, invece, che le decisioni vengono prese altrove.
Il caso della Parrocchia di Ischia Ponte e di questi 72 e oltre giorni di anticipo rispetto alla firma di Pascarella risuonano come un commissariamento del vescovo in carica sulle questione che contano.
Fino a quando Pascarella ha mosso Don Emanuel da Forio a Panza o don Cristian da Panza a Forio, o quando il Vescovo ha “apparato” l’amico Caruso va tutto bene, quando, invece, le vicende sono più serie e più economicamente rilevanti, allora c’è chi decide altrove e Pascarella diventa solo firma carte.
Una brutta figura questa a cui è esposto l’anziano Pascarella che, ci piaccia o meno il termine, si fatto mettere le carte in mano dalla Provincia Napoletana del SS. Cuore di Gesù dell’Ordine dei Frati Minori che nel XXIV Capitolo Provinciale avevano deciso le “Tavole di famiglia” lo scorso 14 luglio 2022.

A Luglio, infatti, il Frati Minori decidevano che a Ischia si cambiava con la “Sant’Antonio (Guardiania) Parrocchia Regolare, Rettoria Diocesana dello “Spirito Santo”, Accoglienza per religiosi, sacerdoti e laici. Servizio pastorale all’Ospedale di Lacco Ameno. Rettoria San Francesco a Forio.
Fra Mario Lauro, s., guardiano, parroco, rettore; Fra Antonio Sannino, s., vicario; Fra Vincenzo Ponticelli, s., economo, vice parroco, rettore della chiesa di san Francesco in Forio. E, invece, venivano trasferiti: Fra Maurizio Del Giudice, s. Fra Nunzio Ammirati, s. Fra Mario Giramma, p.s.
Un ordine stabilito a Castellammare di Stabia che Pascarella ha eseguito ubbidientemente.
“Il Vescovo ha trasferito la sede della parrocchia di S. Maria Assunta in Ischia dal Santuario diocesano di S. Giovan Giuseppe della Croce alla Chiesa Conventuale di S. Antonio, nominando Parroco della suddetta Parrocchia il Rev.do P. Mario Lauro ofm.”
E, come chiesto Fra Carlo Maria D’Amodio, Ministro Provinciale, Il Rev.do P. Vincenzo Ponticelli ofm è nominato vicario parrocchiale di S. Maria Assunta in Ischia e Rettore della Chiesa di S. Francesco in Forio”.

E, ancora, sempre a Castellammare avevano deciso che “I trasferimenti dovranno essere effettuati dal 5 settembre al 9 settembre 2022”.
Perché la Provincia Napoletana del SS. Cuore di Gesù dell’Ordine dei Frati Minori decida le sorti della Parrocchia S. Maria Assunta in Ischia resta un mistero. La chiesa di Ischia ha lottato contro i comuni di Forio e Casamicciola per lasciare le mani libere al Vescovo e decidere in libertà e, per la sua parrocchia più famosa, quella del Santo Patrono e del Santo, prende ordini da un religioso.
Non ce ne usciremo troppo facilmente da questo imbuto. Nel frattempo, lo scontro si acuisce. E come nella peggiore tradizione calcistica, è arrivato anche il manifesto funebre che “commenta” la decisione di Pascarella.
“Dopo una lenta agonia, iniziata solo ufficialmente il 14 Luglio 2022, ieri, 27 settembre 2022, è venuta a mancare all’ affetto dei suoi cari, la Parrocchia di Ischia Ponte. Ne danno il felice annuncio i Frati Minori ed il Vescovo. I funerali saranno celebrati Sabato 8 Ottobre 2022 Ischia, 28 Settembre 202”
Un segnale chiaro di quanto la base della parrocchia abbia accolto questa notizia. Non proprio un “benvenuto” per Frate Mario.

Nel frattempo, sul web si iniziano a leggere un po’ di reazioni che pubblichiamo come testimonianza di come si vive ad Ischia Ponte.

“Perché viene trasferito un sacerdote molto amato? Personalmente penso che per un parroco avere di fronte un tempo determinato sia quasi sempre positivo. Gli permette di dare il meglio di sé negli anni che ha a disposizione, di non “sedersi sugli allori”, di essere veramente a servizio di Cristo e dei fedeli e di non mettere al centro sé stesso. Potrà poi mettere i suoi talenti a disposizione di altre comunità parrocchiali che, magari, non hanno avuto il dono di un pastore altrettanto valido”.
“Don Carlo è una persona unica! Non entro nel merito nella sua vita persona ma come parroco, pastore e motivatore il suo lasciare l’isola (costretto) sarà una grossa perdita per tutta la comunità isolana soprattutto per i giovani che lui in questi anni ha fatto tanto!!! Sono disgustato delle decisioni prese per soldi per gelosia solo perché altri non erano all’altezza di potersi affiancare!!!
“Buongiorno. Non trasferito, che potrebbe anche essere normale dopo anni, lo mandano in esilio per aver dato fastidio ai poteri forti!!! Non girateci intorno. Non ci avranno mai in questo schifo vomitevole dello stato dell’arte. Gesù Cristo è un’altra cosa. W Don Carlo!!!”
“Fate tutti i distinguo che volete – Ecclesiali piuttosto che filosofici o addirittura giornalistici – mai prima e probabilmente mai dopo -in 50 anni- nessuno ha usato il “ruolo” di Sacerdote dal Pulpito per accusare, giustamente, le lobby del gioco d’azzardo, gli sfruttatori seriali di lavoro in nero e la malapolitica a c…. nostri, ecco: Don Carlo Candido paga senza virgolette l’essere diretto, schietto e troppo sensibile verso gli ultimi. Chiaro chiaro”
Mauro Iovino, commentando un post facebook, mette in evidenza che “Sono completamente d’accordo con te. Non è un bene che i sacerdoti mettano le radici nelle proprie parrocchie. Non so cosa sia effettivamente accaduto a Ischia Ponte ma il nostro amatissimo don Carlo deve fregarsene e guardare avanti! Il Signore lo ha chiamato a percorrere altre strade, altre esperienze, a vivere altre realtà. Te l’immagini vivere tutta la vita a Ischia Ponte? Che palle! Grande solidarietà e vicinanza al nostro parroco don Carlo!”

Un’altra utente, invece, sottolinea: “Quella comunità, in quella Chiesa (chiusa per anni prima di lui) l’ha creata lui. Con passione, amore, dedizione e soprattutto tanta, tantissima fatica. Cosa che un vescovo lontano dal territorio non può (ma avrebbe dovuto) sapere. Che si decida di effettuare cambiamenti… Con criterio. Soprattutto per il bene della Comunità. Don Carlo Candido, un sacerdote a cui sarò riconoscente a vita per aver risvegliato la mia fede sopita, un ancora nelle tempeste più brutte, una guida, un amico, un papà. Un pezzo del mio cuore.”

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