Canaloni allagati ad Ischia, l’EVI: “il mare filtra nel sottosuolo”

Verifiche tecniche dopo giorni di ristagni sull’asfalto: accertata l’origine naturale del fenomeno. Saggi dell’EVI all’incrocio tra via Bighelli e via Buonocore. Rilevata anche presenza di acqua termale. Circolazione interdetta durante le operazioni

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Da diversi giorni la zona del Canalone, nel Comune di Ischia, è interessata da un leggero ma costante allagamento della sede stradale che ha destato preoccupazione tra residenti e automobilisti. A seguito delle segnalazioni e delle sollecitazioni dell’amministrazione comunale, nella giornata di lunedì 23 febbraio i tecnici dell’EVI spa sono intervenuti sul posto per accertare l’origine del fenomeno.

L’Ufficio tecnico della società idrica isolana, con il supporto operativo di una ditta specializzata, ha effettuato un saggio all’incrocio tra via Luigi Bighelli e via Francesco Buonocore, punto ritenuto strategico per comprendere la natura dell’infiltrazione. Per consentire lo svolgimento delle verifiche in condizioni di sicurezza, la circolazione veicolare è stata interdetta nell’intera area interessata.

Gli accertamenti hanno escluso fin da subito la presenza di guasti alle infrastrutture idriche o fognarie. Non si tratta, dunque, della rottura di condotte né di perdite riconducibili alla rete gestita dall’EVI. L’analisi tecnica ha invece confermato l’ipotesi iniziale: l’acqua presente in strada proviene dal mare e si infiltra nel sottosuolo a causa dell’alta marea e del moto ondoso particolarmente sostenuto registrato nelle ultime settimane.

Nel corso dei rilievi è stata inoltre riscontrata la presenza di acqua termale, elemento che evidenzia una attività di natura geotermica nell’area e contribuisce a spiegare la dinamica dell’affioramento. Si tratta quindi di un fenomeno connesso alle caratteristiche naturali del territorio e non a criticità degli impianti.

Alla luce delle verifiche effettuate, il problema esula dalle competenze della società idrica ischitana e richiama l’attenzione su un quadro più ampio, legato alle condizioni del sottosuolo e all’interazione tra mare, falde e attività geotermiche in un tratto particolarmente esposto della costa urbana. Resta ora da valutare quali interventi possano essere messi in campo per limitare gli effetti del fenomeno e garantire la sicurezza della viabilità nella zona.

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