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Calcio. Isolane, è ancora tutto in stand-by

IL REAL FORIO ATTENDE SVILUPPI DA FONDOBOSSO. BARANO E LACCO IN FASE ESPLORATIVA

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L’anno scorso di questi tempi si era in piena bagarre per la conquista del miglior piazzamento in vista della fase finale per l’accesso alla Serie D. I gironcini di Eccellenza infiammavano letteralmente le tifoserie in questa sorta di mini-campionato in cui poteva succedere di tutto.

Con il ritorno ad un format quasi normale, con un inizio a settembre ed una fine della fase regolare agli inizi di maggio (rispettando grosso modo i tempi nonostante la pandemia abbia più o meno inciso soprattutto nella seconda parte della stagione), è successo quello che accade normalmente. Ovvero, che le squadre isolane fanno fatica a riorganizzarsi rispetto alle altre del continente. Allo stato dell’arte c’è il Real Forio che ha messo un paio di punti fermi a livello societario (col ritorno di Peppe Caruso come d.g.) ma soprattutto tecnico (l’arrivo di Peppe Monti), tuttavia il mercato è fermo semplicemente perché i tanti calciatori contattati o hanno un impegno con società ambiziose di Eccellenza e sarebbero restii a scendere di categoria o preferiscono dare priorità alla terraferma. Non sono pochi i calciatori che non hanno la possibilità di trasferirsi sull’isola perché impegnati in attività lavorative, part-time e non. Il calcio dilettantistico, soprattutto negli ultimi anni caratterizzati dalla pandemia, è cambiato molto e se prima su dieci contatti avevi la disponibilità di almeno cinque calciatori dalla terraferma, adesso il discorso è cambiato in maniera radicale.

Alla fine il Real Forio comunque prenderà dalla terraferma qualche elemento in grado di soddisfare le esigenze dell’allenatore, ma gioco forza dovrà guardare al mercato isolano. E’ noto che i migliori interpreti sono legati all’Ischia oppure, benché in odore di svincolo al 30 giugno, attendono gli sviluppi societari. Si attendono notizie dal presidente D’Abundo che due settimane fa ha deciso di farsi da parte ma che non ha ancora stretto alcun accordo per la cessione del club. Se non ci sarà qualche ritorno di fiamma e se da qui ad una settimana non ci saranno sviluppi, l’Ischia rischia di fare la fine della Scafatese, visto che il presidente Cesarano si è disimpegnato, consegnando formalmente la società nelle mani del primo cittadino, incaricato a trovare imprenditori disposti a sobbarcarsi una gestione di un campionato di Eccellenza che risulta comune onerosa, soprattutto quando non c’è il serbatoio da cui attingere e nel raggio di qualche chilometro la concorrenza è forte. Considerato che ad oggi l’Ischia è l’unica squadra isolana ad avere diritto a partecipare al massimo campionato regionale, è chiaro che i calciatori gialloblù contattati dal Real Forio intendono comprendere se ci sono i presupposti per continuare oppure se dovranno cambiare aria. Dunque, il patron Amato dovrà attendere qualche altro giorno per capire se agli esperti isolani già in organico se ne potranno aggiungere degli altri.

In casa Barano aumentano le possibilità di rivedere in panchina Giovanni Iovine. Nelle Chianole non si navigherà nell’oro nemmeno nella prossima stagione, il budget sarà adeguato alla Promozione e si allestirà una rosa in grado di disputare un campionato tranquillo, cercando di valorizzare qualche ragazzo delle giovanili. A Lacco Ameno, sfumata la possibilità di avere una sorta di quadrumvirato con un quinto “saggio” in grado di spostare gli equilibri generando così una gestione tale da non essere più soggetta agli scenari politici, tutto è ritornato come prima. A Salvatore Castagna l’onore e l’onere di risollevare l’ambiente rossonero, puntando sul ripescaggio. Ripescaggio che a Procida si aspettano da Zigarelli dopo il grandissimo torto subito a campionato terminato. Una beffa clamorosa che non ha precedenti non solo sull’Isola di Arturo. Per la panchina si parla di un possibile ritorno di Franco Cibelli nel caso in cui Simone Lubrano dovesse trovare altra collocazione.

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