Cafonaggine artistica natalizia | #4WD

4WARD today di Davide Conte di Domenica 08 Dicembre 2019

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Nel partecipare alla rituale Novena dell’Immacolata in Congrega, ho avuto modo di notare, nella passeggiata che da casa mi porta alla splendida chiesa-bomboniera ad Ischia Ponte, l’installazione di quelli che, presumibilmente, dovrebbero essere gli addobbi natalizi del Borgo.

La situazione, al momento, parla chiaro: scarne ed insignificanti lampadine bianche fanno capolino tra balconi e negozi, dominate dall’alto da una serie di fari gialli e blu che, se installati per dar colore alle facciate circostanti a mo’ di festa promozione in C1 della mitica Ischia Calcio d’un tempo, ci riescono veramente male. In più, attaccati ai balconi, oggetti del tipo di una bicicletta bianca, una sedia, uno “scaravattolo”, una porticina ed altri, alcuni dipinti di bianco.

Da informazioni assunte tra i miei amici pontesi, emerge che si tratterebbe di un progetto fortemente voluto dall’attuale vicesindaco, in sinergia con tale light designer Davide Scognamiglio: idea -sempre da quanto mi hanno riferito- finanziata con una delle solite alchimie legate all’Associazione (o consorzio, manco lo so) “Borgo di Celsa” per via camerale e costata intorno ai 30.000 euro. Troppi, a mio giudizio, per un’installazione che al momento si descrive con due soli aggettivi: inadatta e insignificante. Quale sia il legame con il Natale, infatti, non è dato saperlo. E, per favore, non cominciate a creare accostamenti del tutto fuori luogo con le “Luci d’Artista”, che sono ben altro!

La gente ha voglia di luce, di addobbi, di colori, di musica a tema, fregandosene dell’arte contemporanea e finanche del bilancio comunale, perché come giustamente diceva il mio amico e collega Assessore Raffaele Mattera, “te ne devi fare una ragione: Natale… è cafone”.

Ora mi dicono che addirittura l’installazione ad Ischia Ponte non sarebbe stata ancora completata e che serberà ben altre sorprese. Come dire… oltre la cafonaggine c’è di più (schiaffi alla miseria compresi).

Per carità: se questi sono i “chiari di luna”, risparmiateci il divenire!

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