Buoni spesa a Ischia, il comune che si sente figlio della gallina bianca

Carte nascoste per altri 15 giorni. Paola Mazzella è troppo impegnata con il covid e non risponde nei termini ai consiglieri Gianluca Trani, Ciro Cenatiempo, Giustina Mattera, Ottorino Mattera e Maurizio De Luise che avevano presentato un’interrogazione 30 giorni fa

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Tra le “metafore animali” ce n’è una che racconta, nel modo migliore, il modo di agire del comune di Ischia: “credersi figlio della gallina bianca” ovvero “sentirsi privilegiato”.

L’argomento è quello che tanto ha animato il sindaco di Ischia, Enzo Ferrandino: i buoni spesa in tempo di covid. L’unico comune che non ha bisogno di rendere noto e pubblico l’elenco dei beneficiari. Perché? Perché tra le 640 domande accettate, il sindaco e la sua maggioranza avranno fatto “carne da macello” inserendo tutti dentro. Ricchi e possidenti che hanno ridotto la possibilità a tanti cittadini in difficoltà di poter ricevere un po’ più di contributo.

La politica e il consenso legato a “do ut des”, al piacere e alla raccomandazione hanno bisogno di questi escamotage. Quello che il sindaco di Ischia, continua a fare, giorno dopo giorno.

Appalti legalmente pilotati, trasparenza zero, burocrazia a mille e atti nascosti: è questo il sistema che racconta Enzo Ferrandino, il sindaco la cui azienda di famiglia non pagava il suo pubblico, che faceva perdere milioni all’Ente per annullare un appalto già affidato e “regalare” 53mila euro alla ditta che non ha mai svolto un giorno di lavoro e la gestione di cui tutti assistiamo giorno dopo giorno.

Complice un sistema dell’informazione che ama l’appalto pubblico, la lubrificazione della lingua e la connivenza con lobby e caste di potere, il comune di Ischia continua a tenere nascosto l’elenco dei beneficiari dei buoni spesa.

Le motivazioni? Beh, non le hanno mai date. Tutti gli altri enti hanno provveduto a rendere noto, anche se con qualche differenza, l’elenco. Ischia no. Ischia nasconde.

Per esempio, dove la politica di Ischia non ha messo mano e dove i fondi dell’Ambito, lo stesso ufficio che nasconde l’elenco dei beneficiari del comune di Ischia, arriva la trasparenza.

Decreto Dirigenziale n. 278 del 13/05/2020 ha reso noto i 218 beneficiari del “Por campania fse 2014/2020. avviso pubblico “bonus rivolti alle persone con disabilità non coperte dal fondo non autosufficienti” dgr n.171 del 7.4.2020. cup b29d20000020009.presa atto elenco destinatari Ambito Territoriale N13 Ischia ammissione a finanziamento.

Un lungo PDF, pratica per pratica, pubblicato “sui siti istituzionali www.regione.campania.it e www.fse.regione.campania.it del presente provvedimento unitamente all’allegato dei soggetti destinatari della misura, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali e del principio della minimizzazione dei dati, con l’esposizione, esclusivamente, del rispettivo numero e del codice utente”

E i destinati dei buoni spesa del comune di Ischia? Non si devono sapere! Cosa c’è da nascondere? Nessuno lo sa

Ma lo strazio, con questi amministratori, non finisce.

Nel merito dei buoni spesa, un mese fa i consiglieri comunali del gruppo “per Ischia”, Gianluca Trani, Ciro Cenatiempo, Giustina Mattera, Ottorino Mattera e Maurizio De Luise, avevano presentato l’interrogazione prot. n.16041/20.

Ieri mattina, però, hanno ricevuto questa risposta dagli uffici. “Differimento termini. In riferimento a quanto richiesto con nota acquisita al protocollo generale n.16041 del 4.05.20 si comunica che, a causa dei numerosi adempimenti d’ufficio legati ai provvedimenti per emergenza COVID, il termine è differito di quindi giorni (15) decorrenti dalla data della presente nota. Distinti saluti”

E noi dovremmo credere che questa sia stata una decisione, in autonomia, di Paola Mazzella? Beh, conosciamo troppo bene le persone. E sappiamo, fin troppo bene, che al sindaco piace mettere la sigla su ogni singola pratica (lo abbiamo visto personalmente!, ndr).

Ma la pratica buoni spesa, non è già terminata? L’elenco dei beneficiari che avete inviato alla Guardia di Finanza non poteva essere consegnata ai consiglieri comunali di opposizione? Che c’è da nascondere? A cosa servono questi ulteriori 15 giorni se non a fare melina istituzionale, evitare di dare risposte ai consiglieri comunali e nascondere, ancora di più, atti che, invece, dovevano essere pubblici?

Roba da “Gallina bianca”

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