Bullismo a Panza: vittima una ragazza 11enne

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La preside ha invitato la famiglia a sporgere querela immediatamente

Ida Trofa | Fa discutere il caso legato ad atti di bullismo nei confronti di una ragazza della scuola media di Panza “D’Abundo”. Minacce verbali, messaggi sul telefonino e aggressioni fisiche vere e proprio, l’ultima in ordine di tempo sfociato in un accerchiamento con un gavettone ed una doccia fuori stagione fatte con una bottiglie alla vittima indifese.
Quasi un anno di violenze, botte e minacce. Poi i suoi aguzzini le hanno versato dell’acqua sulla testa in un gesto estremo di scherno, costringendola a tornare a casa bagnata. È l’ultima puntata del calvario di una 11enne iscritta all’istituto panzese che da tempo, troppo tempo, è vittima di un branco di bulli incontrati fra i banchi di scuola a Panza, nelle stanze della palestra di ballo del paese. Amici trasformatisi in carnefici. Così la sua vita si è diventata un incubo. La ragazzina ha provato a mettervi fine prima chiedendo aiuto agli insegnati,agli amici e poi alla madre. La lista delle vessazioni denunciate è un bestiario di cattiverie. Botte, insulti e messaggi verbali e vocali minacciosi. Tutto registrato sugli smartphone.
I baby aguzzini, sicuri del suo silenzio, sono arrivati ad affrontarla anche davanti all’ingresso della scuola e a chiamarla in ogni ora del giorno e della notte.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, è stata il gavettone: l’11enne esce dalla classe. Il branco la bracca, l’accerchia. Uno dei ragazzi le punta la bottiglia sulla testa e versa il contenuto. Dopo lo choc torna a casa e trova la forza di raccontare ancora tutto alla madre e chiederle di fare qualcosa.
L’unica via è denunciare i suoi aguzzini mettendo i loro nomi su tre denunce.
Inutili le richieste di aiuto della giovane vittima, l’intervento della madre a tentare di far cessare la cosa in via bonaria tramite qualche ramanzina a scuola o in casa, la vicenda ieri l’altro è sfociata in un corpo a corpo tra genitori ed in una sequela di denunce reciproche. Un fatto gravissimo, specie perché, qualcuno aveva messo in dubbio la verità dei fatti. Tutto prima di ascoltare le registrazioni e le riprese audio video che testimoniano in maniera inconfutabile la violenza ed il cinismo degli atti di bullismo perpetrati.
Tutto ha avuto inizio un anno fa, un’amicizia interrottasi, i primi amori, le prime gelosie, in mezzo un tentativo di suicidio fallito di una degli esponenti del gruppo.
La povera vittima di questi atti meschini ha subito chiesto aiuto ai genitori. Ma fin qui erano state inutili le richieste di intervento ai genitori stessi degli aguzzini e alla dirigenza dell’Istituto scolastico, trovatasi costretta ad assumere un rigido regolamento interno per cui gli allievi obbligatoriamente dovranno essere accompagnati e ripresi da un genitore o delegato responsabile che possa sorvegliarli.
Giovedi l’epilogo. La madre dell’adolescente vittima di bullismo si è recata a scuola per segnalare l’aggressione subita dalla sua bambina tornata a casa fradicia dopo essere stata bagnata con una bottiglia d’acqua. La preside,Giovanna Cuomo dopo aver ascoltato le registrazioni e contattato ella stessa il 112 per chiedere consiglio nel merito, ha invitato la donna a denunciare l’accaduto ai Carabinieri,in attesa che convocasse i familiari dei ragazzi.
Neppure il tempo di farli arrivare presso l’istituto che, nell’uscire dalla stanza della preside, la madre della vittima ha incontrato la madre di una delle aguzzine, una 13enne, affrontandola in malo modo e chidendole di intervenire per calmare la figlia e i suoi seguaci bulli! La donna oggetto delle accuse ha reagito rispedendo al mittente le accuse e dichiarando di non sapere di cosa parlasse la sua interlocutrice. In men che non si dica si è passati cosi dalle parole ai fatti e dai figli, lo scontro è passato ai genitori che hanno avuto prima un leggero abboccamento con scambi reciproci di vedute, qualche spintone con tanto di tiratine di capelli, che hanno reso necessario l’intervento dei carabinieri di Ischia. Entrambe hanno sporto querela ai militari giunti sul posto. Un storia difficile sulla quale adesso indagano i carabinieri. Quel che è grave è il registrasi di certi episodi e sopratutto episodi reiterati di una certa violenza. La vittima avrebbe subìto ripetuti atti di persecuzione, fino a quando – stanca dei troppi episodi di vessazione – non ha deciso di denunciare tutto.
Eppure la scuola, la società, la famiglia resta ancora impotente! Non esiste viatico o cura per evitare episodi analoghi.
L’auspicio è che in assenza di soluzioni concrete, qualora dovessero ripetere in futuro nuovi atti di bullismo, sia richiesto l’intervento dei servizi sociali.
Le famiglie dovrebbero, con atteggiamento maturo e responsabile, assumere severi provvedimenti nei riguardi di chi si rende protagonista di atti violenti insensati , attivando comportamenti in ambito famigliare al fine di far riflettere i propri figli sulla gravità delle loro azioni e sulla necessità di condannare il bullismo. Sopratutto le famiglie e istituzioni dovrebbero collaborare.
Proprio in questi giorni il tema del bullismo è di strettissima attualità. Solo pochi giorni fa una ragazzina Emilie è morta suicida dopo essere stata vittima dei bulli a scuola nella civilissima Francia a Lille.
Emilie, 17 anni, si è suicidata dopo anni di persecuzioni da parte dei compagni. I genitori solo hanno denunciato la scuola e pubblicato il suo diario segreto.
Ancora il tentativo di vittima di baby bulli a 15 anni che ha tentato anche il suicidio dopo una lunga serie di minacce, botte e vessazioni tra Pisa e Lucca.
Cosa sarebbe accaduto a Panza se la vicenda non fosse esplosa con la reazione di una delle genitrici, staremmo forse e qui a scrivere il triste epilogo di un altro romanzo criminale. Solo per un caso fortuito caso la piccola vittima ha detto tutto chiedendo aiuto.

2 Commenti

  1. In questi casi i genitori hanno la massima responsabilità, infatti continuano a difenderli anche davanti all’evidenza. I provvedimenti drastici di dovrebbero prendere nei loro confronti.La mela non cade mai lontano dell’albero.

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