Bufera concorso a Forio, sarà sangue e denunce

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Quella che si sta per abbattere sul comune di Forio, sul famoso concorso per l’assunzione a tempo pieno ed indeterminato di n. 11 istruttore amministrativo cat. “c”, posizione economica c.1 è la tempesta perfetta.

Ormai il dato è tratto e quello che potrà venire fuori è, davvero, una bomba.

Tutti ricordiamo che dopo il primo bando annullato, quello dove erano previste 7 assunzioni a tempo pieno ed indeterminato di istruttore amministrativo cat. “c”, posizione economica c.1, c’è stato il rilancio dell’amministrazione di Forio che ne ha varato un secondo con ben 11 posti a disposizione.

Questa manovra, però, è arrivata un ritardo di 4 giorni. 96 ore fatali per la sua graduatoria. Solo dopo la pubblicazione del nuovo bando, infatti, all’ex Green Flash si sono accorti che era in vigore la nuova normativa e che la graduatoria era limitata all’assunzione dei soli posti banditi. 11 posti, 11 idonei, il resto fuori.

Per un po’ c’è stato un dubbio sulla bontà dell’utilizzo di una restante quota del 20% per poi essere fugato completamente dopo la pubblicazione della graduatoria finale che è composta in questo ordine Colella Elisabetta, Cacciapuoti Raffaele, Cigliano Marilena, Conte Sabina, Bianco Francesca, Rubino Simona, Caruso Giuseppe, Morgera Marisa, Pizzuti Miragliuolo Mauro, Conti Antonietta e Elia Agnese.

Una materia che abbiamo già trattato con ampi dettagli e ampie ricostruzioni. Ci siamo indignati per l’uso politico delle assunzioni, della presenza di congiunti e di fidanzati poco capaci di politici attivi al comune di Forio, della presenza di consorti importanti e sembrava che era arrivata la parola fine, e invece non è così.

Ieri mattina, infatti, il comune di Forio ha affidato incarico legale per resistere al ricorso acquisito in data 22/11/2019 prot. 36566 promosso dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania – Napoli –dalla Sig.ra Mattera Filomena, all’Avvocato Angelo Clarizia con studio in Roma. 2500 euro per difendere l’operato dell’Ente che, invece, è stato massacrato dagli avvocati di Filomena Mattera, moglie del sindaco di Serrara Fontana, Rosario Caruso.

E qui inizia il sangue. Filomena Mattera, classificata alla posizione numero 12 della graduatoria finale del concorso risulta essere la prima degli esclusi, anche se idonea. Dopo la pubblicazione delle graduatoria, Mattera esegue un accesso agli atti e scopre che la commissione giudicatrice composta da Domenico Barbieri, Ciro Verde, Francesca Iacono e Antonio Aiello esprime dei giudizi che sono da mani nei capelli. Commenti del tipo “buona determina ma era richiesta una delibera” e altre frasi del genere fanno rizzare le antenne alla candidata Mattera che, dopo un’attenta lettura della graduatoria chiede al Tar Campania, secondo quelle che sono le indiscrezioni trapelate fino ad ora, di sospendere l’assunzione di Sabina Conte e di Mauro Pizzuti Miragliuolo.

Secondo Filomena Mattera, infatti, la commissione avrebbe dovuto “bocciare” l’elaborato di Conte e Pizzuti. Per dirla con termini tecnici, secondo Mattera e i suoi legali “è illogica la valutazione della commissione perché pur ritenendo corretta la delibera hanno valutato positivamente una determina”.

Seguendo il ragionamento di Filomena Mattera, a questo punto, bocciando gli elaborati di Conte e Pizzuti perché valutato in maniera “illogica” si libererebbero due posizioni valide per lo slittamento nelle assunzioni.

Ma dopo la notifica del ricorso al Comune, a Sabina Conte e Mauro Pizzuti Miragliuolo la battaglia ha vissuto un picco altissimo di tensione.

Dopo la notifica, infatti, gli avvocati delle parti chiamate in causa, si sono subito attivati e dopo mezzora il deposito del ricorso al TAR di Mattera, gli avvocati Nocerino e Torino si sono costituti in giudizio e, in attesa della fissazione dell’udienza, sono già pronte le impugnative incidentali che minano a sterilizzare l’attacco di Filomena Mattera.

Ma questa “guerra civile” o meglio “amministrativa”, considerando i rapporti interpersonali e istituzionali tra le parti chiamate in causa (e non staremo qui a ricordare chi è marito a chi, e è moglie a chi) potrebbe trasformarsi in una sequela di denunce e di attacchi diretti e in diretti anche sul piano penale. E allora, siamo certi, che non ci sarà bisogno di nessun trojan nei telefonini, ma chat , messaggi, audio e video diventeranno oggetto di denunce e querele di parte che apriranno una stagione di sangue come non l’abbiamo mai vissuta prima.

Le minacce e le voci tra “chi sono io” e “chi sei tu” rischia di aprire una stagione di sangue e ricorsi che non risparmierà nessuno e che non sarà limitata agli 11 posti in graduatoria, ma si allargherà a macchia d’olio e, come accade sempre in questi casi, difficilmente colpirà solo i colpevoli.

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