Botti e processioni mettono in pericolo l’ordine pubblico

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GIANNI VUOSO | A questo punto, credo sia giunto il momento di smetterla, perché le manie di grandezza di qualche parroco dell’ultim’ora, stanno creando disagi, problemi e pericoli. La gente non ne può più di botti, di processioni, di strade chiuse, di percorsi bloccati, di parcheggi chiusi. L’altra sera, Ischia ha rischiato che ci scappasse il morto o perfino, dei morti. Abbiamo rischiato una tragedia. Perché? Di chi sono le responsabilità? E’ possibile lasciar sparare fuochi di quella portata in pieno centro e a pochi metri dalla folla? Perché in altre occasioni, per altre feste, le autorità sono state giustamente drastiche ed hanno pretesto che si sparasse ad una certa distanza dal centro abitato e l’altra sera, l’assurda, inutile, insopportabile sparatoria ha avuto luogo a pochi metri dal pontile aragonese? Chi indaga sulla vicenda? E’ ora o no di farla finita con queste usanze che ormai non dovrebbero appartenere ad un paese civile? Che senso ha squarciare la quiete di un paese, la serenità di animali, bambini, anziani ed ammalati con bombe che non hanno nulla a che vedere con l’arte, con i santi, con la fede? Pare che il Vescovo d’Ischia non veda di buon occhio l’uso dei fuochi. Bene. Si decida e non tolleri ipocritamente e opportunisticamente le scelte di certi comitati sorti per questo o quell’altro santo, sulle cui attività è stato disteso il velo dell’omertà, della complicità, dei silenzi. Pare che in tutta l’isola lo sparo dei fuochi comporti una spesa che si aggira, annualmente, intorno ad 1 milione e 800 mila euro! Ma ci rendiamo conto dell’entità di certe cifre? Una cifra del genere potrebbe essere investita altrove, nell’interesse di indigenti, bisognosi, per risolvere problemi di vita quotidiana. Sono sprechi assurdi, insopportabili, che denotano la odiosa incoerenza di chi si batte in petto e “prega” per i poveri ma non ha il coraggio di fare a meno di questi barbarismi che tra l’altro, arrecano gravi danni a varie categorie. Chi indaga su queste cifre? Chi interviene per assicurare il rispetto delle leggi sanitarie nella distribuzione di pasti? Non si capisce perchè in altre occasioni, l’ASL cerca il pelo e qui si chiudono occhi e occhiali su salsicce, friarielli, fagioli, panini, salumi e tanto altro ancora, lasciati in mostra su tavole di ponte, passati di mano in mano, senza alcuna regola e col rischio di ripetere la scena che vide lo scorso anno, decine di persone in ospedale a causa di salsicce malsane.
Dove sono gli amministratori, quelli che dovrebbero garantire la vita civile di un paese? Impegnati come sempre, nel gioco delle poltrone e degli interessi personali, ad Ischia come in altri Comuni, stanno dimostrando la loro bassa nullità. Nessuno di loro che sia un “portatore di pensiero”, capace di riflettere, di confrontarsi, di esprimere la propria idea su un problema diverso dall’affarismo personale e di famiglia. Nessuno che abbia la dignità di indignarsi e di voltare pagina. Altrove, in Italia, hanno deliberato il divieto di sparare, hanno imposto l’uso di fuochi silenziosi, sì, silenziosi. Fuochi che offrono immagini cromatiche nel buio del cielo, ma non squarciano la tranquillità di nessuno. E’ così difficile pensare di percorrere la stessa strada anche ad Ischia? O si teme di perdere quei pacchetti di voti che oggi sono garantiti proprio dai vari comitati e masti di festa? E il disagio che il paese è costretto a subire per mesi, per permettere processioni e occupazioni stradali che non servono a niente? Quale manifestazione di fede dovrebbe esprimere un gruppetto di persone intruppate come pecorelle in un lamentoso pascolo, dietro una statua portata in giro per il paese? E’ fede? E’ tradizione? Umberto Galimberti dice che ogni uomo è in parte ragione e in parte cuore. Queste sceneggiate apparterebbero al cuore. Tanto di rispetto. Ma quando certe scelte dettate dal cuore provocano disagio ad un paese, sarebbe doveroso che qualcuno, al di sopra delle parti, si ergesse a garantire il rispetto anche di chi s’è rotto le scatole di certe cosiddette tradizioni che hanno fatto il loro tempo. Un paese come Ischia, che è invaso da turisti, da auto, ciclomotori, che si restringe nei suoi spazi già di per sé angusti, non può subire quasi quotidianamente, disposizioni che obbligano a spostare le auto, a cercare parcheggi che non esistono, ad organizzare la propria giornata in vista di uno o un altro santo, o a subire rimozioni a mezzo di quel carro attrezzi che non viene utilizzato per garantire la pulizia del paese o per impedire la sosta selvaggia delle auto. Processioni inutili e botti insopportabili rappresentano una minaccia per l’ordine pubblico ed è tempo che chi di dovere, si ritrovi attorno ad un tavolo per decidere il da farsi. Il timore di dover interloquire con esponenti di una chiesa che ormai sta mostrando molti dei suoi aspetti vergognosi, squallidi, sporchi, non dovrebbe impedire ad autorità ed amministratori di adottare provvedimenti adeguati ai tempi che corrono. Non siamo più nel secolo del frate dalle cento pezze, non dovremmo correre più dietro bastoni volanti o certi fenomeni di para-botanica (che vedono un ramo di castagno produrre una pesca) ed altre manifestazioni simili o apparizioni corredate da una fitta messaggeria, che lo stesso papa ritiene più da baraccone che non degne di rispetto. Siamo nel 3000, ragazzi. E’ tempo di usare anche un po’ di ragione, lasciamo al cuore ben altre emozioni, che non creino danni agli altri.

9 Commenti

  1. Santi,Madonne, processioni e botti……non ne possiamo piu’!
    Frati,parroci e comitati spendete meglio il vostro tempo.
    Dedicatevi agli altrui bisogni con rispetto e dedizione e i botti lasciateli agli imbecilli di capodanno.
    Don Carlo non sei il padrone di Ischia Ponte.
    Chiaro?

  2. E che dire della fanfara dei bersaglieri, che attinenza ha con le tradizioni di Ischia o con il Santo, 40 persone a ischia per 5 giorni con vitto e alloggio, quanto sono costate? a chi giova il tutto?

  3. Peraltro a don carlo, inutilmente rumoroso quanto i suoi stupidi botti, è stata affidata quasi tutta l offerta di intrattenimento estivo, nulla resta per una qualsiasi iniziativa culturale, che sia con la c maiuscola o minuscola. Ischia mostra al turismo il suo voto più deprimente e bigotto, ignorante e superstizioso. Un curioso avanzo di medioevo

  4. La religiosità è un atto di natura spirituale , non ha bisogno di esteriorità se non quella che si mostra con la sincera disposizione verso gli altri. Omnia munda mundis.

  5. Altri disagi per i botti, a causa dei fuochi sparati sul pontile aragonese lunedi pomeriggio durante la processione via mare, le barche ancorate nella baia di cartaromana hanno subito danni per migliaia di euro, perche sono state investite da residui di materiale pirico incandescende, per puro caso non ci sono stati scoppi o incendi.

  6. COME VEDO QUI NON SI LASCIA UN COMMENTO SULLO SCRITTO DEL PROF. GIANNI VUOSO CHE ESPRIME LE SUE IDEE ACCETTABILE O MENO -QUI SI VEDE UNO SFOGO E UN DISCRIMINE CONTRO UN PARROCO ( CHIUNQUE ESSO SIA ) ALLORA IL COMMENTO DIVENTA STERILE ED INUTILE -NON SONO D ISCHIA PONTE E NON CONOSCO IL PARROCO PERCIO’ LUNGI DA ME LA DIFESA DI CHIUNQUE STA A CAPO DI QUELLA CHIESA O DI UN’ALTRA.
    CRITICARE LE SACRE O LE FESTE NEL MODO O NELLE FORME CHE VENGONO ESPLETATE O PRESENTATE E’ GIUSTO -SOLO COSI UN COMMENTO PUO’ DIVENTARE ATTIVO ,INTERESSANTE E COSTRUTTIVO.
    NON DIMENTICHIAMO CHE SIAMO UN ISOLA CHE VIVE DI TURISMO E TRA TANTE COSE DA OFFRIRE C’E ANCHE LA TRADIZIONE- LA TRADIZIONE PUO ESSERE LA FESTA DI SANT’ANNA -IL CORTEO STORICO DI SANT’ALESSANDRO -MA PRINCIPALMENTE LO SPIRITO DEL PAESANO CHE VA DALL’UOMO DI CULTURA (ESEMPIO IL PROF. VUOSO ) O ALTRI IMPORTANTI PERSONAGGI NEI DIVERSI CAMPI CULTURALI O IMPRENDITORIALI A QUELLO CHE E’ LA TRADIZIONE POPOLARE DEL CONTADINO DEL PESCATORE O SEMPLICEMENTE DAL POPOLO DELLA STRADA –
    IN QUALSIASI PAESE DI VILLEGGIATURE O MONTANE ESISTONO LE SACRE POPOLARE CHE CULMINANO CON GLI SPARI DEI FUOCHI ARTIFICIALI -SONO ATTRAZIONI CHE IL TURISTA PREDILIGE -PARLO DI TURISTA IN GENERALE – DALL’ALTO IN BASSO – SENZA DISTINZIONE DI CLASSE –
    CHE QUESTE DEVONO ESSERE REGOLAMENTATE E CONTROLLATE DA CHI DI DOVERE E’ UN ALTRO DISCORSO-
    A PROPOSITO DI CONTROLLI E CHIEDO SCUSA AL PROFESSORE GIANNI VUOSO (SONO UN SUO ESTIMATORE) NON HA NOTATO LA BRUTTURA DI QUELLE LUMINARIE MESSE SUL PONTE CHE UNISCE IL CASTELLO ? HANNO DISTRUTTO L’IMMAGINE DEL CASTELLO CHE DI SERA NON SI RIESCE AD AMMIRARE E TUTTI I TURISTI IN CORO SI CHIEDEVANO IL PERCHE DI QUELLO SFREGGIO ALLA BELLEZZA DEL MANIERO E PERCHE’ NON SI ERA INTERVENUTO -MA LA BRUTTURA NON ERA SOLO RIVOLTO VERSO IL CASTELLO MA A TUTTO LO SCENARIO UNICO AL MONDO DALLA BAIA DI CARTAROMANA AI QUELLE CHE SONO LE COLLINE DI CAMPAGNANO FINO ALLA COSTA GIU SUL MARE FINO ALL’ ENTRATA DEL PORTO . SEMBRAVA DI ENTRARE NEL TUNNEL DELLE LUCI CHE SI AMMIRANO A SALERNO NELLE I DI NATALE .
    CI SAREBBE TANTISSIMO DA DIRE E DA COMMENTARE -MEGLIO LASCIARE LO SPAZIO .

  7. mi trovo del tutto di accordo con il prof Vuoso specie per tutta la parte riguardante i fuochi : oltre tutto è una usanza barbara, contraria anche alla religione cattolica se si pensa ai dettami di San Francesco,che tanto ci ha insegnato sul non infliggere sofferenze agli animali (cani ,uccelli etc)a.cui i botti causano grande sofferenza! Ultimamente di mattina ,per un santo di una chiesa vicina al cimitero sono stati sparati 21 dico 21 colpi di cannone ! spesso poi tali botti vengono diluiti durante tutto il giorno fino a oltre la mezzanotte!La soluzione potrebbero essere i fuochi artificiali silenziosi entro una certa ora di sera, di rifiutare conseguentemente le offerte ed i finanziamenti
    alle feste che non si attengano ad un certo codice comportamentale!

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