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Bilardi: “I calciatori sappiano che il presidente ha voglia di vincere”

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La SSD Ischia è in costruzione. Il presidente Emanuele D’Abundo ha affidato i suoi piani di crescita da una parte a Pino Taglialatela, che si sta occupando principalmente del Settore Giovanile, e dall’altra “ai consigli” di Gigi Pavarese, del quale non è ancora chiara la posizione in dirigenza. Chi, ormai ufficialmente, ha una posizione chiara è il tecnico della squadra gialloblu, che sarà Ciro Bilardi, allenatore dalla grande esperienza (non solo in panchina, visti i suoi trascorsi in Serie A). Proprio a mister Bilardi abbiamo chiesto come stanno andando i primi momenti a capo di quella che sarà la squadra ischitana.

Mister Bilardi, innanzitutto le chiedo: cosa prova un uomo della sua esperienza ad essere l’allenatore dell’Ischia?
“Alla mia età, sensazioni calcistiche ne provo poco. Ho più emozioni relative all’attaccamento che ho per la maglia, che ho vestito da calciatore. Oggi sono l’allenatore e provo sensazioni bellissime. Inoltre, sono anche molto felice per il programma che abbiamo stilato col presidente D’Abundo. E’ davvero un bel programma, che andrà avanti diversi anni”.

Quando è arrivata la proposta del presidente di affidarle il ruolo di mister della Prima Squadra della SSD Ischia?
“Ho appena conosciuto il presidente, che non conoscevo di persona. Ho trovato una persona squisita, sotto tutti i punti di vista, e mi ha fatto piacere conoscerlo. Tutto nasce, comunque, dall’amicizia forte che c’è fra me e Pino, che pensiamo di calcio allo stesso modo. Non solo la pensiamo allo stesso modo, ma la cosa più seria è e più ci impegniamo nel lavoro. Quando la cosa non è seria, invece, siamo i primi ad andare via, come successe l’anno scorso. Però, quest’anno ci sono i presupposti per fare le cose serie, avendo alle spalle una società come si deve. Possiamo raggiungere gli obiettivi prefissi”.

E’ vero che un uomo esperto come lei non abbia bisogno di rivincite, però dopo i fatti dell’ottobre 2017 un minimo di senso di rivalsa il lei ci sarà…
“Non ho mai visto il calcio sotto questo aspetto. Non ho bisogno di rivincite e di dimostrare quello che valgo. Anche se so che domani mattina la metà delle persone possono contestare. Infatti vedo tanti scritti su facebook e ascolto voci in giro. Ma io non ascolto certe cose, perché se dovessi rispondere a tutti non la finirei più. Cercherò di rispondere sul campo, con tutto me stesso e tutta la mia professionalità”.

Quale è al voce che le sta dando più fastidio in questi giorni?
“Sinceramente non mi danno fastidio. Sarei un presuntuoso se volessi avere tutti dalla mia parte. A qualcuno potrò essere più antipatico, qualcuno la penserà diversamente ma il calcio è opinabile. Ognuno può dire la sua, anche qualcuno parla stoltamente e dice tante sciocchezze. Ma la mia esperienza mi fa esaminare anche le sciocchezze a volte. Tutto questo, partendo dal fatto che dobbiamo ringraziare sempre la vecchia società, mi riferisco a Manzi, De Angelis, Curci, Marena e tutti gli altri che si sono prodigati per non far sparire l’Ischia. Senza di loro, che si sono prodigati nella loro passione, nella loro spregiudicatezza, oggi non si potrebbe parlare dell’Ischia. La loro iniziativa la sposai dall’inizio. Oggi, che abbiamo i D’Abundo in prima persona, parliamo diversamente grazie a loro ed alla loro iniziativa. Per questo, li ringrazio, come va ringraziato Isidoro Di Meglio, per la sua disponibilità. Questo la società lo tiene in considerazione e lo tengo in considerazione anche io. Prevalentemente ci tengo a sottolineare tutto questo”.

Passiamo al progetto. So che nelle ultime settimane ha preso contatti con tanti calciatori, ovvero sia fra quelli che hanno militato nella Rinascita Ischia, sia fra quelli che lo hanno fatto in squadre isolane di categoria superiore. A che punto è la costruzione della squadra? Quali sono le difficoltà che sta incontrando?
“Da quando sono qui ad Ischia, trovo sempre difficoltà a costruire una squadra. Molti di questi calciatori li ho cresciuti e sanno che quando faccio e dico le cose, le faccio e le dico seriamente. Io ed il presidente ci siamo già prodigati, con qualche calciatore che c’era già l’anno scorso, dandogli un lavoro. Ovvero, io mi sono prodigato ed il presidente si è messo a disposizione. Questo fa capire quanto la società ci tenga a certe cose e se c’è l’opportunità di dare un aiuto attraverso un lavoro, per quanto possibile, si mette a disposizione. Questo, per quanto mi riguarda, è un traguardo eccezionale. Questo lo si può fare solo se alle spalle c’è gente seria e disponibile come i D’Abundo, a cui si aggiunge la disponibilità mia e di Pino Taglialatela nel sostenere certe situazioni. Questo mi da ancora più forza. I calciatori devono capire che, anche se dovessimo fare la Prima Categoria, c’è una società che può farti fare un campionato a vincere”.

Quindi l’obiettivo societario sarà quello di vincere a prescindere dalla categoria in cui giocherà la squadra?
“Il nostro obiettivo sarà vincere sul campo. E negli anni del progetto, che possono essere 6-8 anni, di portare sempre più in alto l’Ischia”.

Mister ma le difficoltà nell’allestire la squadra, oggi sono più legate al budget che lei ha disposizione oppure all’incertezza della categoria in cui si militerà?
“Sono strettamente legate all’incertezza della categoria. Però, vorrei far capire ai calciatori che il presidente ha grande voglia di vincere. Molto probabilmente si farà la Prima Categoria e la faremo a vincere. Tutti abbiamo voglia di vincere sul campo. Però, se ci dovessero ripescare, non ci tireremo indietro. La difficoltà sorge quando i calciatori che hanno giocato in categorie superiori si sentono declassati. Ma un giocatore intelligente pensa che comunque si va a mettere in una situazione societaria buona, in cui si può togliere qualche soddisfazione in più. Poi sarà il campo a decidere”.

Mister, faccio l’avvocato del diavolo. Se, nella peggiore delle ipotesi, la maggior parte dei calciatori contattati declini l’invito, si dovrà necessariamente attingere fortemente dalla terra ferma per fare una squadra per vincere. Quindi l’aggravio di costi sarebbe molto alto…
“Noi cercheremo di fare una squadra forte, indipendentemente dalla categoria, sul posto. Da quando sono ad Ischia ho sempre sostenuto il calcio ischitano e non quello della terra ferma. Solo che per vincere, questo me lo fa dire l’esperienza, indipendentemente dalla categoria, qui ad Ischia si deve fare una squadra tre volte più forte di quella delle altre. Si deve cercare di dettare legge sul campo, visti gli aiuti reciproci che ci sono in terra ferma. Si deve vincere sul campo veramente”.

Ha chiesto, in chiusura, al presidente di come debba essere composto il suo staff tecnico?
“Il presidente mi ha dato carta bianca. Mi ha detto di trovare un preparatore atletico, ma non ne ho bisogno. Ho optato di avere come collaboratore un mio ex allievo, un ragazzo che ho cresciuto come tanti sull’isola, che è Massimo Buonocore. Inoltre, come preparatore dei portieri resterà Michele Migliaccio. Siamo in tre e insieme cercheremo di fare una squadra che possa vincere il campionato”.

Una squadra per lo più isolana, poi se ce ne sarà bisogno si guarderà in terra ferma…
“Il presidente mi ha detto che in via del tutto eccezionale potremo guardare alla terra ferma. Ma, se dovessero venire all’Ischia tutti quello che io ho interpellato, sarebbe una ottima cosa. Sono fiducioso in tal senso. E’ difficile vincere ma avremo delle buone possibilità se verranno tutti quelli che ho chiamato. E continuerò a chiamare gli altri”.

Ma di adesioni al progetto ne ha avute?
“Molti hanno aderito e molti stanno tentennando, ma da questi ultimi ho ricevuto più un si che un no”.

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