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Berlusconi-Salvini-Meloni: uniti si stravince! Ma… | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 23 luglio 2022

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Il fuggi-fuggi dei ministri -naturalmente filogovernisti- di Forza Italia dal partito che, in un modo o nell’altro, li ha letteralmente inventati nei rispettivi ruoli, dovrebbe far riflettere una volta e per tutte Silvio Berlusconi sulla genesi e, ancor di più, sull’evoluzione-involuzione del suo miracolo italiano targato millenovecentonovantaquattro.

A distanza di ben ventotto anni da quel grande inizio che ha entusiasmato tanti di noi, accaparrandosene la fedeltà incondizionata per diversi lustri, abbiamo assistito a tante fughe utilitaristiche di autorevoli esponenti del cosiddetto “cerchio magico”: gran parte di essi non sono più tornati sui loro passi, approfittando dei momenti-no per accasarsi altrove e, spesso, scomparendo dalla scena politica; solo in pochi, tipo Schifani, hanno preferito tornare alla casa madre trovando porte aperte ad Arcore pur di recuperare un elemento di spicco mentre le percentuali dei sondaggi passavano da due cifre ad una sola.

Di questi personaggi che ancora oggi non sanno neppure da dove cominci la ricerca del voto in un territorio, in quanto sistematicamente miracolati dal paracadute di una legge elettorale ad uso e consumo dei rispettivi partiti, erano tuttora piene le Camere appena sciolte da Mattarella e che, a partire dal prossimo 25 settembre, saranno meno affollate e, si spera, meglio occupate. Ma proprio in vista di questa prossima campagna elettorale, l’uscita dal partito azzurro di tre ex fedelissimi a corrente alternata come Brunetta, Carfagna e Gelmini, accostata a tanti elementi della cosiddetta base silente abbandonati a loro stessi senza una benché minima prospettiva partecipativa (e io sono tra quelli), dovrebbe rappresentare non solo il volano verso il cambio di passo nella selezione del prossimo personale politico da candidare, ma soprattutto la certezza di dover riportare nel centrodestra quella coesione sincera e proficua che porterà ad una vittoria che, oggi, solo l’ennesima inspiegabile manfrina divisiva tra Berlusconi e Salvini contro la Meloni potrebbe inficiare.

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