Basoli sfortunati. Pontile Aragonese, ecco la variante “riparatrice”

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Ugo De Rosa | I tristemente famosi lavori di “riqualificazione del pontile d’accesso al Castello Aragonese e del Lungomare Aragonese” si arricchiscono della seconda perizia di variante, stavolta riguardante proprio i basoli divelti dal pontile e al centro della polemica scoppiata lo scorso anno.
I lavori erano stati appaltati appunto nel 2019 alla ditta “Geniale” di Napoli, per un importo contrattuale complessivo di 166.187,96 euro alla luce del ribasso praticato del 34,54%.
Consegnati i lavori a marzo 2019 e liquidato il primo SAL, già a giugno sempre del 2019 era stata approvata la prima perizia di variante redatta dal direttore dei lavori arch. Angela Di Iorio, che comportava un incremento di 22.614,53 euro.

A distanza di un anno, arriva la seconda variante. Sembra che al Comune si siano resi conto del disastro causato dalla rimozione e distruzione di diversi basoli e si sia deciso così di porre rimedio. Almeno si spera che questo sia poi il risultato concreto.
Il bello è che solo ora, nella relazione alla perizia di variante redatta sempre dal direttore dei lavori Di Iorio, ci si ricorda di quanto “raccomandato” dalla Soprintendenza già nel 2018. In una nota al Comune si evidenziava infatti «che le tecniche operative sul recupero/restauro delle lastre esistenti nonché i materiali di nuova fornitura da impiegarsi nel restauro dovevano essere concordati con l’ente superiore». E solo a gennaio scorso il direttore dei lavori e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli hanno concordato «le modalità operative per il recupero delle lastre rimosse e la lavorazione da eseguire sulle lastre di nuova fornitura da integrare a quelle esistenti», per sostituire evidentemente quelle irreparabilmente danneggiate.

Meglio tardi che mai. La stessa Soprintendenza del resto ha peccato di omesso controllo e solo tardivamente, a seguito della levata di scudi a difesa dei basoli del pontile, sembra si sia risvegliata.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il responsabile dei lavori pubblici arch. Consiglia Baldino, nell’approvare perizia e progetto di variante, attesta che questa «non comporta aumento dell’importo contrattuale, ma una lieve economia pari a euro 438,05». Un miracolo?
L’importo dei lavori, dunque, che era lievitato a 173 694,49 euro dopo la prima variante, scende a 173.455,88 euro.

Il danno comunque resta, ma almeno non comporta maggiori costi. Ovviamente è ancora tutto da verificare il reale risultato di questa variante “riparatrice”. Ormai i lavori pubblici varati da Enzo Ferrandino ci hanno abituati a ogni genere di sorpresa, in senso negativo, s’intende.

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