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Bande feroci a Lacco Ameno. Guerra politica per Pascale. Ma De Siano non c’entra

Scoppia la guerra per l'assunzione del fratello dell'assessore Calise. Non basta l'incarico al Regno di Nettuno: il potere va spremuto fino all'ultima goccia...

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Ida Trofa | La pianta organica da modificare, ancora, gli appalti da gestire, i rifiuti, il porto, il cimitero e i fondi del terremoto non sono più materia da propaganda elettorale oppure temi nell’agenda politica di governo. Sono, piuttosto, il terreno fertile di una guerra intestina che rischia di lacerare ancor prima del suo esordio il Pascale 2.0. Le fazioni interne alla stessa maggiorana, sorte all’indomani del voto all’ombra del Fungo, di fatto rendono una situazione di ingovernabilità. Mettiamoci le indagini in corso, la magistratura e i ricorsi al tribunale e il quadro è chiaro.
Giacomo Pascale diceva dal suo pulpito elettorale di voler avere le mani libere, di poter decidere la sua idea politica trovando in Domenico De Siano l’alibi di ogni suo fallimento. Ora che non ha più alibi, né capri espiatori, però, siede sulla poltrona più alta del Palazzo ma ha le mani legate, altro che libere.

Bande feroci albergano nella stanza dei bottoni, è guerra politica, ma De Siano non c’entra affatto, anzi…
Da settimane si gioca una partita difficile in un gruppo di governo spaccato a metà. A metà tra il gruppo dei 4 e i suoi ex fedelissimi. Giacomo Pascale è il sindaco più tirato per la giacchetta della storia locale. Giovan Giuseppe Zavota, Ciro Calise e il transfugo Piero Monti contro tutto il resto. Leonardo Mennella nel mezzo a giganteggiare e, apparentemente, mediare. E gridavano libertà, libertà!…

L’ultimo gruppo di maggioranza, quello di martedì sera nella torre comunale ha lasciato emergere tutta la triste verità e la gravità della situazione per una comunità che ha bisogno di ben altro. Un paese che ha bisogno di amministratori capaci e seri in grado di dare risposte alle giuste istanze del territorio e che, invece, si trova impelagato in beghe di potere di infimo ordine. Pascale è fermo tra vecchie logiche gestite da pivelli arrabbiati e focalizzati solo sulla rivalsa contro un nemico invisibile, convinti di aver conquistato un trono un potere che gli da il diritto di perseguire questo o l’altro per il reato di mancata lealtà al voto.
Sarà, cosi, oggi, domani e in futuro, saranno giorni da o la va o la spacca nella vicenda politica e personale di Giacomo Pascale che martedì ha incassatato le contestazioni dei suoi consiglieri e l’apertura, di fatto, della prima mini crisi di governo.

Guerra di potere
Una guerra di potere marcata che sta portando lo stesso vicesindaco Giovan Giuseppe Zavota a disertare gli stessi gruppi di maggioranza e Ciro Calise a chiudersi in una stanza con Piero Monti. Tensioni sorte su chi è come deve gestire gli affari ed il potere e su chi e come deve essere assunto in municipio.

Vi diranno che loro si amano, si baciano (politicamente, si intende) e che vi stiamo propinando solo bugie, ma sappiate che nella amena Lacco c’era una volta una giunta composta da 5 persone e un gruppo che gridava “libertà libertà” e ora ci sono solo mercenari impegnati in una lotta personale ad accordarsi la prima zolla utile nella stanza dei bottoni: incarichi, prebende e posti di lavoro per fedelissimi, accoliti e soprattutto familiari.

Calise vs Arturo. Pascale tra Del Deo e i “4”
Ed è proprio sulla richiesta di inserire in pianta organica, chiedendone fortemente l’ennesima modifica, il dottor Gianni Calise (2° in graduatoria tra i partecipanti ai concorsoni comunali del 2019/2020) che si è aperta la faida. Calise, già piazzato al Regno di Nettuno, ex Lacco Ameno Servizi è soprattutto il fratello dell’assessore Giacinto Calise. A sostenerne l’assunzione, apparentemente, sono i cosiddetti 4, Giovanni De Siano, Carmela Pelo Monti, Dante De Luise e, ovviamente, il fratello di lui, l’assessore Giacinto. Giacomo, anche egli apparentemente, cerca di placare gli animi, con promesse e contentini vari. Ma non basta. Secondo i 4, sostengono i ben informati, il sindaco starebbe perorando la causa della dottoressa Manuela Arturo, nota politica foriana, esimia esponete dei vari gruppi di potere turrita ed ovviamente, pare, al centro di un ritenuto accordo, dicono i 4, con Francesco Del Deo in cambio dell’assunzione sismica della signora Pascale, l’arch. Olga De Stefano.

I “4” dixit. Uno scontro cruento che non si è chiuso affatto bene. Al momento si è in una fase di stallo. Ufficialmente tutti i partecipanti al gruppo sono convenuti sulla necessità di riflettere sulla assunzione di un familiare al comune. Almeno in questa fase di freschissima elezione. Il familiare, nella fattispecie, sarebbe Gianni Calise, fratello di Giacinto Calise. Non sarebbe affatto confacente che un gruppo che si batteva il petto contro il tiranno, invocando il cambiamento assumesse, ancora, un fratello illustre! Solo mogli please… facili battute a parte. Il gioco si fa duro e la battaglia senza esclusione di colpi e strategie. Intelligenti pauca. Infatti c’è un aut aut. Se assunzioni dovrà essere allora dovrà contestualmente avvenire la rinuncia all’assessorato. Ovvero con Gianni Calise al comune, Giacinto dovrà dimettersi e rimettere le sue deleghe! La posta in palio è alta. Ora è Calise vs Arturo. Pascale tra Del Deo e i “4”. Come andrà a finire? Lo scopriremo solo vivendo. Al momento sono tutti nella “cacca”. Ogni riferimento è puramente casuale…

L’ultimo contentino
Giacomo il Barone ha cercato ancora di gettare fumo negli occhi., deleghe inutili ed inutili portafogli senza spiccioli per imbonire gli animi, ma non basta. Martedì, dopo tutto, dopo i confronti, le liti e le coltellate, sono state conferite nuove deleghe alla Pelo Monti e alla Tufano Il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale prosegue nell’attribuzione delle deleghe a consiglieri ed assessori ed a riguardo si registrano significative novità. Il primo cittadino ha attribuito all’assessore Carla Tufano la delega alla Cultura (già si occupa di pianificazione, beni culturali e Villa Arbusto). Alla consigliera Carmela Monti è stata invece conferita la delega alle Pari Opportunità, che si aggiunge a quella alla pubblica istruzione.

Giacomo si giocò la poltrona e gli accordi forti con i Politici che contano a destra e a sinistra del Fungo e la sua leadership è sempre più traballante. Il tempo stringe. Serve una maggioranza in grado di sostenere l’esecutivo. E serve in fretta. Tutto pur di mostrare che quello di Pascale è un bluff e il gruppo dei “4” tenere il banco. Sperando che a pagare, alla fine, non sia il paese.

1 commento

  1. Ormai a Lacco pure i bimbi costretti dal 2017 ai doppi turni scolastici, e privi di un luogo dove fare sport e/o parchi giochi….hanno capito quanto fanno schifo i politici!

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