Autotrasportatori: mazzate, denunce e omertà: sciolta la New Atec

La crisi. Il presidente Di Costanzo e il direttivo hanno scelto lo scioglimento dopo assenze e riunioni deserte...

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Gaetano Di Meglio | Partiamo da atto ufficiale di questa storia. Un atto firmato dal Segretario della FAI, il Dott. Ciro Russo che scrive ai sindaci dell’isola e ai vari comandi di polizia municipale. Una nota snella che porta un oggetto molto chiaro: “Richiesta maggiori controlli stradali sul territorio dell’isola di Ischia per l’attività di trasporto in c/terzi”. Una richiesta di “maggiori controlli” che arriva dopo diverse settimane di confusione, aggressioni e di codardia.

«Egregi Signori – scrive Russo -, con la presente siamo a richiedervi maggiori controlli sul territorio per tutto ciò che concerne l’attività di autotrasporto conto terzi. La nostra richiesta è motivata dalle svariate segnalazioni che sono a noi pervenute da parte di aziende associate alla nostra Federazione circa l’irregolarità dell’attività di trasporto c/terzi svolta da alcune aziende non dotate delle regolari autorizzazioni. Certi nell’accoglimento della nostra richiesta, porgiamo cordiali saluti».
In breve, Russo, chiede che vengano controllati tutti quelli che sull’isola svolgono l’attività di auto trasportatori in maniera “abusiva”. Ci sono alcuni che, infatti, usano le autorizzazioni “personali” per svolgere anche altri “servizi”. Ma come si arriva a questo punto?

Tre settimane fa, in seguito ad un filone di protesta “contro” gli abusivi che operano nel settore autotrasportatori senza i requisiti e un sentimento di omertà verso la denuncia per coprire singole posizioni di “irregolarità”, l’associazione ischitana, la New Atec si è sciolta con la remissione del fondo cassa ai vari soci. Una decisione assunta dopo precisi episodi. Uno è legato ad un’aggressione che vedremo a breve, un altro, invece, è legato ad una vicenda più associativa. Ovvero, quando si è arrivati al momento in cui bisognava decidere se denunciare o meno gli abusivi, i soci sono scomparsi e le riunioni sono andate deserte. A questo punto, il presidente Di Costanzo ha scelto, giustamente, lo scioglimento.
Uno scioglimento che, diciamocelo, indebolisce tutta la categoria e lascia spazio agli “abusivi”.
E’ chiaro che una protesta e una rivendicazione collettiva e di categoria ha certamente più voce o spazio. La battaglia per il divieto di sbarco (persa per le divisioni personalistiche tra i sindaci) è la prima che va evidenziata, ma potremmo parlare anche degli orari delle ZTL, dei divieti di transito a Nitrodi e al Castiglione e tanto altro, fino ad arrivare ai trasporti marittimi.

Ma la vera scintilla che ha acceso la miccia che ha portato, poi, all’esplosione dell’associazione è un fatto che verrà discusso nelle aule dei tribunali quando verrà celebrato il processo in base ad una precisa querela di parte mossa da un autotrasportatore nei confronti di due gestori di un cantiere nautico.
Abbiamo scelto, volutamente, di censurare i nomi per evitare sterili personalizzazioni e perdere di vista il nocciolo della questione. Il problema che dobbiamo affrontare e denunciare, infatti, è quello della categoria e non dei singoli.
In un bar “famoso”, infatti, l’autotrasportatore dopo un acceso diverbio con un gestore di un cantiere nautico dalle parole si è passati alle mani e ai piedi. Prima una spinta e poi un calcio e la vicenda ha vissuto la sua pagina più bassa.
Perché? Veniamo al fatto. L’autotrasportatore aveva “intimato”, in un momento di assenza di controlli e di crisi economica, al “gestore” del cantiere nautico di non eseguire prestazioni extra autorizzazione e di usare i camion esclusivamente per la gestione dei natanti destinati al proprio cantiere.

Apriti cielo. Come vi abbiamo detto spintoni, calci e querele subito presentate. Ma oltre il fatto personale, la vicenda ha avuto il suo riverbero in quello che è stata la vita dell’associazione. Il redde rationem, però, è vicino. Infatti, secondo i bene informati, diverse e circostanziate denunce sono state inviate alla Forze dell’Ordine oltre, ovviamente, all’azione della FAI.

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