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Auguri a Maria Sogliuzzo Mazzella. 80 anni fra riservatezza e discrezione

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Lello Montuori | Sono auguri sentiti, ma non facili. Fra i meno facili che ho scritto. Anche se fra i più cari. Perché, per quanto ispirati da un affetto e da una conoscenza ultra-trentennale, so già che violeranno la riservatezza e la discrezione di una donna e di un’insegnante che non ha mai cercato la dimensione pubblica, anzi l’ha sempre accuratamente evitata, facendone la cifra di uno stile di vita senza clamori, lontana dalle prime file e dalla curiosità, a volte eccessiva, delle persone.

Le stesse persone che però -per esperienza diretta- non ha mai smesso di aiutare nei momenti di difficoltà. In tanti modi. Anche prima di quando era la moglie del Sindaco più rappresentativo che l’isola abbia mai avuto, divenuto poi l’On.le Enzo Mazzella, il più votato alle elezioni per il Consiglio Regionale della Campania, già potente Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Campania per la Democrazia Cristiana nella corrente dorotea del Grande Centro. Furono gli anni delle grandi opere per il Comune di Ischia, quelle che Enzo volle e realizzó con determinazione per dotare il comune e l’isola di una rete infrastrutturale che fosse all’altezza di una grande località turistica.

Ma Maria non aveva sposato la politica. E seppe sempre restare non un passo indietro, ma di fianco, dedicandosi alla scuola dove ha insegnato matematica e scienze per tanti anni nella Sezione L della storica Scuola Media Scotti, facendosi apprezzare per equilibrio e serietà, non disgiunta da una buona dose di ironia, che le ha consentito di instaurare -negli anni- solidi rapporti di amicizia con i colleghi, primo fra tutti con il collega cugino ed amico Prof. Luigi Fermo, anche lui scomparso troppo presto, e con gli alunni che le hanno sempre dimostrato l’affetto ma anche il rispetto che si deve ad un’insegnante mai severa ma leale, di quelle che non si temono ma si prendono sul serio. Una vita vissuta ancora oggi con assoluta riservatezza e nessun impegno mondano, nemmeno di quelli tanto in voga in un’isola di provincia, dove basta poco per assurgere agli onori della visibilità.
Dopo gli anni dedicati alla famiglia, ai figli rimasti ancora ragazzi senza un padre importante, e alla amata mamma Grazia, Maria continua ancora a dividersi tra l’affetto per i nipoti, Andrea, Ilaria, Marcello e Nina, tutti amati e seguiti senza mai sostituirsi ai genitori e alla Parrocchia di San Pietro dove collabora – senza apparire – alle tante attività di Don Agostino, fra i pochi veri amici di una vita.

Auguri Maria, per 80 primavere vissute con pienezza, perché ogni età ha le sue gioie per chi sa viverle con quel tanto di saggezza che basta a guardare agli eventi con disincanto, rimanendo fedeli a se stessi e al proprio abito mentale di serietà, discrezione e affetti.


Il ricordo. La first lady, la moglie, la mamma, la docente.

Davie Conte | Il Direttore mi ha chiesto, quest’oggi, di esprimere un pensiero augurale in occasione dello splendido traguardo di “maturità” della Prof.ssa Maria Sogliuzzo Mazzella.
Non ho avuto il piacere di averla quale docente, ma posso vantare il privilegio di averla conosciuta nel periodo in cui, ancora teen ager o poco più, ero solito avere frequenti contatti con suo marito.
Essere la moglie di Enzo Mazzella, credetemi, non era un compito facile! Sfiderei chiunque a conciliarlo armoniosamente con i ruoli di mamma e insegnante, specialmente dopo la prematura scomparsa di cotanto coniuge. Ma la “signora Maria” (così l’ho sempre chiamata) ha avuto l’innata capacità di ritagliarsi un ruolo prezioso e indispensabile sia in classe sia in seno alla sua famiglia, ponendosi nel modo migliore tanto nelle rare occasioni in cui fosse richiesta la sua presenza pubblica quanto, ben più frequentemente, negli equilibri domestici e scolastici.
Come Lella Iacono Brandi, a mio giudizio, anche Maria Sogliuzzo Mazzella credo abbia rappresentato la quintessenza della first lady, conservando anche in tempi lontani dall’auge del potere politico di famiglia una dose non comune di classe e dignità. Indimenticabile, per me, la sua risposta al telefono di casa con quella voce un po’ roca ma non per questo meno affabile che lasciava presagire la necessità di richiamare, perché il “capo” in quel momento non voleva o non poteva rispondere.
Buon compleanno, Signora Maria! Non ci incontriamo da tempo, ma Le voglio sempre bene.

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