Assunti sismici. Botta e risposta tra Carlo Schilardi e Gibì Castagna

Il braccio di ferro tra struttura commissariale ed ente locale prosegue sule nomine degli incaricati. Superati i tempi previsti dalla norma, molti hanno lavorato già con l’Emergenza sisma di Giuseppe Grimaldi

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Ida Trofa | Assunti sismici. Castagna azzera tutto e proroga i suoi fino al 31 dicembre 2020. Un tentativo estremo di dare continuità e stabilità ad un ente privo di personale e funzionari di ruolo e sempre più allo sbando. Si va di emergenza in emergenza, di proroghe in proroghe.
Ma leggiamo insieme il decreto 45 firmato dal primo cittadino Giovan Battista Castagna.
“Con nota acquisita al prot. nr.378 del 14 gennaio 2019 il Commissario Schilardi, evidenziava che parte del personale assunto a tempo determinato ai sensi della legge, al superamento del termine di 24 mesi gli oneri relativi non sarebbero gravati sulle risorse del Commissario per la ricostruzione – scrive l’ing. Giovan Battista Castagna – con proprio decreto nr.16 il 10 febbraio 2020, nelle more di un intervento di deroga ai termini di durata massima dei contratti a tempo determinato con oneri a carico della struttura commissariale, si fissavano, in rettifica del precedente decreto n.65 del 30.12.2019, i termini di scadenza del rapporto di lavoro per i seguenti dipendenti: Ing. Baldino Michele Maria fino al 22 agosto 2020; il Dott.Carcaterra Aniello fino al 17 settembre 2020; la Dott.ssa Whitehead Mariagiovanna fino al 17 settembre 2020; la Dott.ssa lacono Immacolata il 17 settembre 2020; Polito Lucia nata fino al 30 settembre 2020 e, infine, Castagna Mariacaterina fino al 30 settembre 2020“.

Insomma precarietà, temporaneità e scadenze imminenti spingono Castagna a prendere una decisone drastica visto che lo scorso 9 marzo, il Commissario o Schilardi, ha chiarito che il termine di 24 mesi come limite massimo dei contratti a tempo determinato non si applica alle pubbliche amministrazioni e che quindi non si ha più ragione di ridurre la durata degli incarichi dei suddetti soggetti al fine di ricondurla ad un limite (biennio) che in realtà non sussiste.
Ed è proprio in tal senso che Castagna revoca il proprio precedente decreto nr.16 del 10 febbraio 2020 e dispone che tutti gli assunti sismici di cui sopra siano confermati nel loro incarico a tempo determinato con fissazione del termine al 31 dicembre 2020. Ovviamente con tutti i trattamenti e le previsioni dell’art.110 comma 2 del D.Lgs.267/2000 e successivi. Un classico della pubblica amministrazione di casa nostra e non solo.
Dunque anche Castagna come era stato a Lacco Ameno con l’ex commissario Calcaterra va contro le procedure e le decisioni del capo della Ricostruzione che applica, a mena dito, la norma. Il braccio di ferro tra struttura commissariale e ente locale prosegue. Superati i tempi previsti dalla norma molti hanno lavorato già con l’Emergenza sisma di Giuseppe Grimaldi.Il carteggio e le forzature proseguono.

Per ora Castagna si tiene i suoi fino a dicembre ma è evidente che servano interventi risolutori.
I fondi per i giochetti ischitani scarseggiano. Schilardi, messa in cascina la proroga dell’incarico fino a novembre, ora anche in coabitazione con il microfunzionario regionale Romeo Gentile per il piccolo cratere, stringe la cinghia. Dopo gli alloggiati e le spese in assistenza, tagli anche sugli assunti sismici per i quali non verserà più un euro dai fondi per la ricostruzione. L’emergenza sisma è finita e per il loro status di dipendenti chiamati a svolgere gli uffici del terremoto non c’è base solida o pretesto che tenga, neppure la ricostruzione che proprio non parte.

Schilardi dixit
Il 10 gennaio scorso il Consigliere di Stato pugliese è tornato, infatti, a scrivere al sindaco del comune di Casamicciola Terme, Giovan Battista Castagna e al commissario prefettizio di Lacco Ameno, proprio, nel merito delle assunzioni del personale ex art.1, comma 752,della legge 27 dicembre 2017,n205 annualità 2019-2020. Una nota e due allegati per dire basta ai beneficiari dei contratti post terremoto. Ciò, secondo quanto ritenuto dall’ex prefetto leccese, per sopraggiunti limiti temprali di incarico. Schilardi richiama la norma, le sue precedenti note ed avverte: non pagherà ulteriormente, non verserà più un euro, a valere sulla contabilità speciale della ricostruzione in favore dei professionisti assunti alla voce “terremoto“.
Inutile ricordare che noi del “NON FERMATE LO STATO D’EMERGENZA“ ve lo avevamo detto! Tutto questo, però, quando la grave compromissione degli interessi esiste ancor, c’è ed è cogente per chi ha davvero perso tutto! Ma ovviamente, questo, alla politica non importa.

Precari del terremoto, sempre più vicino il licenziamento
Il mese di agosto sarebbe dovuto essere l’ ultimo mese di lavoro nel Cratere del Sisma di Ischia per i fortunati assunti. Non ci sono i soldi sul fondo terremoto per i rinnovi. Ufficialmente i contatti sarebbero terminati per legge.
Personale assunto all’indomani del sisma del 2017 che tutt’ora lavora per portare avanti la ricostruzione di un territorio fortemente danneggiato dalla scossa di terremoto e non solo. Tra questi alcuni sono part-time, ma poco cambia. I loro contratti, più volte prorogati grazie a varie ordinanze, sono scaduti e non sono previsti anche in virtù dell’ultimo decreto sisma in vigore dallo scorso 24 dicembre. Ora però non sembrerebbero esserci margini per cercare di poterli rinnovare oltre l’intervento tentato da Giovan Battista Castagna con proprio decreto sindacale. Questo casino chiamato ricostruzione di Ischia resta un disastro nel disastro. Tutto bloccato dal Pubblico al privato eppure nelle pieghe di interventi che non si concretizzano mai, l’ex prefetto Schilardi bacchetta gli enti e spinge per la risoluzione dei contratti di lavoro pagati dal sisma per fare economia. Raccomandati o no, chi manderà avanti gli uffici? E alla gente chi penserà?

Si può andare avanti con questa incertezza?
Il rischio ora è che, strappata l’emergenza sisma al territorio la ricostruzione post-sisma, mai partita, rallenti ulteriormente, ma soprattutto l’aspetto peggiore è la perdita del lavoro da parte di quasi 30 persone. Il ministero del Lavoro, stando alle indiscrezioni trapelate ha infatti negato la propria disponibilità a coprire una nuova deroga. Circa 200mila euro mensili che i Comuni terremotati non ha incasseranno dalla cassa di Schilardi .

Schilardi: “Licenziateli! Non li pago”
E, come diceva un teorema romano: “E sti cazzi, no?!”. Considerazioni e semplificazioni a parte, nel merito delle assunzioni Schilardi è lapalissiano. In questo a tratti sulla scorta dei gravi disagi che patisce il territorio appare davvero “straordinario“… straordinario nel far finta di nulla. Così come i nostri rappresentanti istituzionale totalmente incapaci di imporsi e di palesare le esigenze del paese.
“Si evidenzia, che parte del personale assunto a tempo determinato dai Comuni ha già prestato servizio nella fase emergenziale e, pertanto, è prossimo al raggiungimento del termine di 24 mesi indicato come limite massimo delle assunzioni a tempo determinato. Ciò posto, nell’ipotesi di superamento del suddetto termine di 24 mesi, si rappresenta che gli oneri relativi ai contratti in essere non potranno continuare a gravare sulle risorse di questo commissariato. Al fine di monitorare il rispetto della normativa richiesta, si chiede di approntare dei prospetti riepilogativi dei contratti stipulati per singoli nominativi con indicazioni della durata degli stessi“.

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