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Assolto Antonio Stanziola dall’accusa di corruzione in atti giudiziari

Per l’accusa lo Stanziola avrebbe chiesto al cugino magistrato di interessarsi della pratica del coimputato Falanga per una pendenza in Commissione tributaria. I giudici hanno accertato che l’alto magistrato Maurizio Stanziola non ha accolto alcuna sollecitazione, ma anzi ha rigettato il ricorso confermando l’accertamento tributario. L’indagine è nata durante le intercettazioni dell’inchiesta “Free Market”

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Paolo Mosè | Sono stati assolti perché il fatto non sussiste il tenente dei vigili urbani di Barano Antonio Stanziola, rinviato a giudizio per corruzione in atti giudiziari, e Giancarlo Falanga, medico tratto a giudizio per aver richiesto il piacere affinché la sua pratica in Commissione tributaria fosse trattata in modo “benevolo”, di cui il presidente era all’epoca l’alto magistrato della Corte di Appello di Napoli Maurizio Stanziola. Quest’ultimo aveva ricevuto la richiesta di rinvio a giudizio dalla procura della Repubblica di Roma e con il rito abbreviato il gup lo aveva assolto con la formula perché il fatto non sussiste. Sentenza confermata su ricorso della procura della Repubblica dalla Corte di Appello capitolina e divenuta poi irrevocabile.

I giudici del tribunale di Roma hanno emesso sentenza nel pomeriggio di ieri respingendo la richiesta di due anni per Stanziola e un anno per Falanga. Accogliendo le richieste degli avvocati Alfredo Sorge per Stanziola e Giuliano Di Meglio per Falanga.

Questa indagine nasce da una costola della più complessa e rumorosa “Free Market”, nel periodo in cui le utenze telefoniche di Antonio Stanziola erano sottoposte ad intercettazione. Dove si chiedeva un appuntamento del cugino all’alto magistrato per parlare di una questione di un amico che aveva una pendenza con la Commissione tributaria. Incontro che si sarebbe poi avuto senza che il Falanga ottenesse alcun beneficio o interessamento del presidente della Commissione Maurizio Stanziola.

Anzi, tutti i membri del collegio della Commissione ritennero di rigettare il ricorso del Falanga, confermando in toto l’accertamento tributario e ciò è palesemente dimostrato dall’interrogatorio a cui fu sottoposto l’allora presidente della IV sezione della Corte di Appello durante il faccia a faccia con il procuratore aggiunto Francesco Caporale e con il sostituto Corrado Fasanelli. In quell’interrogatorio l’allora indagato, oltre a spiegare la cronologia dei fatti e a confermare che non c’era stato alcun interessamento da parte sua, depositava una serie di documenti che attestavano la piena correttezza del suo operato. E sono proprio i passaggi di questo interrogatorio a rendere chiara l’intera vicenda.

L’INTERROGATORIO DEL MAGISTRATO
«DOMANDA: Da quanto tempo ricopre l’incarico di Presidente di una sezione della Commissione provinciale Tributaria di Napoli?
RISPOSTA: Sono stato nominato giudice della Commissione provinciale tributaria di Napoli nel 1990 e dal 2000 sono stato nominato presidente.
D.: Suo cugino Stanziola Nicola Antonio le ha mai parlato di una causa tributaria che vedeva come parte Falanga Giancarlo?
R.: Confermo che Stanziola Nicola Antonio mi ha talvolta segnalato alcune persone che avevano pendenze tributarie tra le quali anche Falanga Giancarlo, preciso tuttavia che tali segnalazioni come nel caso dì specie.
D.: Conosce Falanga Giancarlo?
R.: Premesso che sono conosciuto a Barano d’Ischia per la mia funzione e per l’esperienza ventennale maturata anche come Giudice tributario. Mio cugino Stanziola Nicola Antonio mi chiese se poteva venire a trovarmi perchè voleva un consiglio da parte mia una persona non meglio indicata. Trattandosi di mio cugino dissi di far venire questa persona. Si trattava di Falanga Giancarlo. A questi chiesi la ragione per la quale era venuto a trovarmi e in quella occasione scopri che si trattava di una causa che era pendente sul mio ruolo. Devo dire che la cosa mi ha infastidito, comunque ne parlai con il relatore dott. Di Cecilia, essendo la causa in riserva, chiedendogli di cosa si trattava. Questi mi disse che si trattava di un contenzioso nel quale c’era soprattutto un problema di riconoscimento di inerenza di costi e mi disse che vi era una incompletezza della prova.
Difatti il 27 giugno come da verbale di udienza che produco, la causa era stata posta in riserva sciolta il 31 ottobre del 2013 come da copia di verbale di udienza che produco quando si invitò la parte a integrare la documentazione sul punto. Cosa che venne fatta all’udienza del 12 dicembre 2013. Ricordo che in quella occasione il Falanga era presente e tentò di salutarmi io lo allontanai dicendo che doveva concludere il suo difensore, In effetti la documentazione venne poi esaminata dal relatore che dopo qualche tempo un mese circa disse che era tuttavia insufficiente perciò decidemmo in senso negativo per li ricorrente. Tra questo momento e il deposito della motivazione è passato diverso tempo perché, sebbene bravo, il Di Cecilia è piuttosto lento nella redazione degli atti. Produco in tal senso alcuni solleciti da parte mia e del Presidente della Commissione tributaria rivolti al Dì Cecilia. Preciso che l’ordinanza istruttoria del 27 giugno rientra in una possibilità prevista dal codice di rito della quale facciamo uso. Non sono in grado di dire esattamente quando il Falanga venne a trovarmi però tale incontro è sicuramente caduto dopo l’udienza del giugno 2013 alla quale ho fatto riferimento credo tuttavia prima dello scioglimento della riserva del 31 ottobre altrimenti non lo avrei invitato.
D.: Lei ha avuto segnalate da suo cugino Stanziola Nicola Antonio nel dicembre 2013 altre cause tributarie che vedevano parti, persone da lei conosciute, in particolare tale Di Costanzo Franco?
R.: Non ricordo che mio cugino mi abbia mai segnalato la persona nominata nella domanda. Preciso tuttavia che sono stato applicato presso la Commissione tributaria provinciale di Avellino dal 2011 al settembre 2013.
D.: Lei si è mai occupato della vicenda che riguardava la messa in sicurezza di muri di contenimento di proprietà private prospicienti la via Cavoni nel comune di Barano d’Ischia? Si è mai rivolto in tal senso a suo cugino Stanziola Nicola Antonio, si è mai rivolto al Sindaco del Comune di Barano d’Ischia? Ha mai sollecitato l’emissione di una ordinanza sindacale che riguardava tale messa in sicurezza?
R.: La mia abitazione sita in via Cavoni è raggiungibile attraverso una strada pubblica comunale larga non più di 90 cm. che presenta ai fianchi dei muri di contenimento in tufo di proprietà dei privati confinanti che sono pericolosi e rischiano di franare. Nella primavera estate scorsa mi sono recato dal Sindaco di Barano d’Ischia assieme ad altri proprietari con case prospicienti sulla medesima via per chiedere maggiore pulizia e un intervento su detti muri ai fini dello loro messa in sicurezza.
Non ho interessato del fatto mio cugino, non nego tuttavia di averlo interpellato successivamente in ordine all’andamento della procedura amministrativa che era stata aperta, tanto è vero che so che era stato fatto un sopralluogo da parte di tecnici del comune».

ACCUSA INCONSISTENTE
Questa è la contestazione che era stata riformulata durante una delle udienze dal sostituto procuratore Varone (lo stesso magistrato che si è occupato della vicenda del giudice Capuano), in cui contestava e perfezionava l’ipotesi di corruzione in atti giudiziari e istigazione alla corruzione: «Perché Stanziola Nicola Antonio, su mandato del concorrente Falanga Giancarlo – interessato, quale ricorrente, all’esito della causa tributaria n. 511/2013 – ne perorava, verso Stanziola Maurizio, presidente del collegio di Commissione tributaria decidente, l’esito favorevole; ricevendo lo Stanziola Nicola Antonio (nella sua qualità di tenente della Polizia Municipale di Barano d’Ischia, responsabile dell’Ufficio tecnico) da Stanziola Maurizio – dichiaratosi disponibile alla sollecitazione – la richiesta di contropartita consistente nella promozione di un’ordinanza sindacale, che ingiungesse la messa in sicurezza coattiva di muri di contenimento posti ai lati della via Cavoni (provvedimento utile alla cautela di una proprietà familiare di esso Stanziola Maurizio); impegnandosi, da parte sua, il Falanga, su sollecitazione di Stanziola Nicola Antonio, sia ad un consistente ringraziamento del magistrato, a provvedimento ottenuto; sia ad eseguire interventi sanitari gratuiti, nella sua qualità di medico-dentista, a beneficio dell’intermediario Stanziola Nicola Antonio».

Una complessa contestazione che ha riguardato un po’ tutti i protagonisti ed è risultata alla fine del tutto inconsistente, alla luce della formula adottata dal tribunale perché il fatto non sussiste.

4 Commenti

  1. Come mai tutte queste spiegazioni? A Barano cioè a Testaccio,sanno tutti chi sono questi signori,e che hanno vissuto in un borgo(Testaccio), di persone che rasentano l’essere Pecore,solo perché non belano….Caro Antonio,puoi anche fare altra denuncia,tutti sanno che sei,gli stessi che hai ……….Ciao a presto,non pensare al riuscire,io sono e sarò l’ultimo Scoglio…ricordi?hai offeso mia figlia all’ora tredicenne,tu padre di figlie femmine….ad Maiora …Estorsore

    • Non stimo Stanziola, ma comunque le tue affermazioni, dette dalla persona più disonesta e truffatore dell’isola d’Ischia…. alias “ù sbrocchio”, fa veramente ridere

  2. Ho capito chi sei……mi dispiace per Te Bruni….orgoglioso di essere Peppe i Sbrocchio ..Fallito che sei ..a presto…e non pubblicherò più .Ciao.

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