Arriva agosto, si sdoppia il 4ward (almeno stavolta)

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Costoni incantati, progetti dimenticati. Ieri, con Michele “il socio”, ci siamo regalati una giornata di mare inconsueta. In luogo della barca, siamo arrivati “Da Maria” a Cartaromana con il motorino, percorrendo poi il sentiero finale a piedi, ben consci che il pranzo luculliano che ci attendeva dopo il bagno avrebbe reso quel ritorno in salita non esattamente dei più comodi. Ma tale consapevolezza non ci ha fatto desistere dall’intento.

Ma la particolarità della giornata non è stata certo il menu, che come di consueto ha offerto un’infinità di prelibatezze (come non menzionare le melanzane all’italiana o le alici ripiene…), bensì il mio ritorno in ammollo in una delle fonti d’acqua calda tra gli scogli dopo oltre quarant’anni di vita. Giustamente, la riflessione del lettore potrebbe tranquillamente contemplare il più classico dei “ma a me che me ne frega” e io non me la sentirei di biasimarTi per questo, amico che mi stai leggendo. Ma se continui, Ti renderai conto del perché ho voluto menzionare questa insolita cronologia.

L’isola d’Ischia è l’unico (ripeto, L’UNICO) posto al mondo in cui fonti d’acqua termale si ritrovano in riva al mare e, nel caso di specie, è proprio l’acqua del mare a mitigarne la temperatura ben più alta in origine. Un fenomeno, questo, che si ripete anche a Sorgeto e al Bagnitiello e che anche d’inverno consente ai più arditi (o semplicemente ai più informati) di provare l’emozione di un bagno caldissimo in riva al mare e, volendo, regalarsi un pasto gustosissimo cotto al vapore sotto la sabbia o bollito all’acqua di fonte. Tuttavia, nel caso di Cartaromana, quella zona è ufficialmente interdetta da tempo: numerosi cartelli monitori rammentano il pericolo di sostarvi e transitarvi e, naturalmente, chi come me se n’è infischiato lo ha fatto a suo unico rischio e pericolo.
Ho provato un’emozione incredibile a tornare in una di quelle conche, ma al tempo stesso anche altrettanta rabbia. Da consigliere comunale di minoranza, nel periodo della Giunta Regionale guidata da Stefano Caldoro, avevo chiesto con forza ed ottenuto dall’Assessorato competente un intervento finanziario per progettare e realizzare il consolidamento di quel costone, al pari di quello sovrastante la spiaggia e l’ex ristorante di San Pancrazio; un provvedimento che avrebbe restituito in totale sicurezza ad Ischia, agli ischitani e ai loro Ospiti due angoli di mare meravigliosi. Con il passaggio di consegne tra Caldoro e De Luca, la situazione è andata oltremodo in stand-by. Vi risparmio le varie pressioni istituzionali esercitate per tentare di sbloccarla, grazie anche ai preziosi interventi dell’amica consigliera regionale Maria Grazia Di Scala; fin quando, poco più di un anno fa, la Regione trasferì al Comune di Ischia la responsabilità del procedimento (per questi come per altri interventi della stessa tipologia), finanziabili con i fondi regionali già stanziati a suo tempo.
Inutile dire che, al momento, non c’è notizia del benché minimo interessamento da parte dell’amministrazione di Enzo Ferrandino a portare avanti tale progettazione e neppure so se quei fondi, nel frattempo, sono stati persi o destinati dalla Regione ad altre realtà più concrete, operativamente parlando. Intanto, due importanti risorse del nostro paesaggio e del nostro turismo continuano ad aspettare i comodi di una classe dirigente tutt’altro che all’altezza del compito. E per dirla alla Bellavista, “e chest è!”

Calciomercato, che passione!
Agosto è ormai arrivato, le squadre di serie A sono tutte in piena preparazione, il Torino ha addirittura disputato con successo il turno preliminare di Europa League “ereditato” dal penalizzato Milan. Quel che impazza, però, tenendoci incollati a siti e notiziari last minute è sempre lui, il re pallonaro dell’estate: Sua Maestà il Calciomercato!
Sì, proprio così. Tutti biasimano questa ormai lunghissima, quasi estenuante fase di trattative che ci tiene col fiato sospeso dal 1 luglio al 2 settembre. Ciononostante, ciascuno per la propria squadra del cuore cerca di carpire quotidianamente quelle informazioni foriere di sogni più o meno alla portata che potrebbero, prima o poi, rinforzare la rosa dei loro beniamini.
Per quanto mi riguarda, da tifoso del Napoli, la situazione è un po’ diversa. Chi mi legge abitualmente sa che mi sono ripromesso di esprimermi sull’attenzione che darò ad Ancelotti & friends per il campionato 2019/2020 solo al termine della sessione di calciomercato, quando tutti avremo modo di renderci conto se l’ossatura conferita dal Presidente De Laurentiis all’organico partenopeo sia o meno all’altezza di una squadra che intenda riconquistare il tricolore. La partenza delle trattative azzurre era stata delle migliori, con gli ottimi colpi di Manolas e Di Lorenzo. Poi, però, mentre si concretizzavano l’arrivo del giovane Elmas e qualche partenza come quelle di Diawara, Rog e Albiol, il tempo trascorso rispetto a certi annunci ha messo a nudo l’inconsistenza dimostrata finora nel riuscire a concretizzarli: Lozano, James Rodriguez, Pepè e lo stesso Icardi (quest’ultimo sogno proibito della tifoseria napoletana per rinforzare un attacco che a mio giudizio, in ogni caso, continuerebbe ad aver bisogno di Milik quale ricambio ideale) sono stati semplicemente oggetto di chiacchiere da bar, condite dall’interpretazione partigiana di molti dei quotidiani on line di marca partenopea, spesso dettate più dalla suggestione che dall’informazione. Ma di fatti, al momento, non se ne parla.
La speranza è quella di riuscire ad essere smentito quanto prima! E’ vero, manca ancora un mese pieno al big ben che darà lo stop alle trattative; ma solo pochi giorni prima, il campionato di serie A avrà inizio e, per essere onesti, già da adesso quei tanto agognati nuovi innesti dovrebbero avere il tempo di esser pronti atleticamente ed integrarsi nel migliore dei modi alle idee del nuovo tecnico e al gioco dei compagni, in vista degli impegni di Campionato e di Coppa.
Il legittimo scetticismo del tifoso scottato e diffidente vorrebbe cedere il posto ad un sano ottimismo, dettato anche da dichiarazioni quanto mai ardite e impegnative sia del Presidente sia del tecnico. Tuttavia, quel maledetto gioco delle parti e un aziendalismo di cui in troppi siamo schiavi da tempo ci impone di restare coi piedi per terra. Aspettando piacevoli sorprese o, a malincuore, allontanandoci da un’idea di passione che… non ci appassionerebbe più. Chi vivrà vedrà!

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