Arrestato molestatore seriale di una giovane donna foriana

Tutto è iniziato con dei messaggi che i due si sono scambiati su Facebook. La parte offesa ha troncato ogni contatto quando si è accorta di aver incontrato sui social un personaggio troppo intraprendente e che a volte usava linguaggi minacciosi e offensivi alll'indirizzo del proprio fidanzato.

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Uno stalking seriale è stato tratto in arresto dalla polizia di Stato per ordine del giudice per le indagini preliminari. L’uomo di 36 anni, residente a Giuliano in Campania,ha reso la vita impossibile ad una giovane donna di Forio che aveva conosciuto chattando su Facebook. Da quel momento è nata una vera e propria persecuzione per la donna. La quale infastidita ha deciso di interrompere ogni contatto, respingendo al mittente ogni messaggio ricevuto da questo scocciatore partenopeo. L’iniziativa ha scatenato una vera e propria reazione “estorsiva” con tanto di frasi minacciose e di morte. In particolare nei confronti del fidanzato della parte offesa.

La donna è stata costretta a denunciare l’accaduto, consegnando alla procura della Repubblica, per il tramite del suo difensore di fiducia, avvocato Michele Calice,per chiedere un provvedimento cautelare affinché questa situazione cessasse immediatamente. Per tutta risposta, Vincenzo Marano, ha continuato imperterrito ad infastidire la donna, inviando altri messaggi ancor più minacciosi dei precedenti, promettendo che sarebbe giunto a Forio per tentare di incontrarla. Scrivendo sui social che la donna dei suoi sogni era la sua fidanzata,che sarebbe diventata la compagna della vita. Tutto falso, ovviamente. La misura cautelare del giudice di divieto di avvicinarsi alla vittima, non ha sortito alcuno effetto. L’uomo, a quanto pare, si è incazzato ancora di più. Mostrando una maggiore intraprendenza per cercare di piegare la vittima. Ed è stato a questo puntoche che è partita l’ennesima denuncia depositata dall’avvocato Michele Calese che è stata direttamente consegnata nelle mani del sostituto procuratore della Repubblica di Napoli Francesca Falconi.

Depositando soprattutto gli ultimi messaggi giunti subito dopo la notifica della misura cautelare del divieto di avvicinarsi alla vittima.
Nelle successive 24 ore il pubblico ministero ha spedito la richiesta di aggravamento della misura cautelare e il Gip ha disposto per il Marano la custodia coercitiva agli i arresti domiciliari ed ha ordinato l’applicazione del braccialetto elettronico.
A cavallo di quest’ultima decisione, il pubblico ministero ha disposto la notifica all’indagato dell’avviso della conclusione delle indagini preliminari. Contestando a Vincenzo Marano il reato cosiddetto di stalking con l’aggravante di aver reiterato la condotta in più occasioni e di aver molestato altre donne nel passato. Nel capo di imputazione vengono descritti gli episodi più salienti e riportati diverse espressioni offensive tale da creare uno stato d’ansia della giovane vittima: “Perché, con condotte reiterate di minaccia e molestia, di seguito meglio specificate, cagionava alla vittima un perdurante e grave stato di ansia e di paura, ingenerando in lei un fondato timore per la propria incolumità.

In particolare, dopo che la donna decideva di interrompere la conoscenza tra gli stessi intrapresa sui social network Facebook;
inviava alla persona offesa numerosi messaggi sulla propria utenza cellulare, tramite l’applicazione WhatsApp, minacciandola con frasi del tipo “Non litigare con chi stai frequentando se no vi mando all’ospedale, siete gente disgraziata che avete segnalato qualche male pensiero alle autorità che parto da Bacoli e succede un casino a riguardo vostro a te al tuo cornuto di fidanzato, hai capito al tuo ragazzo capa del mio cazzo. Latino americano sta cap e cazz, digli al tuo cornuto sei solo una bucchina di merda. Vai a denunciare di stalking”, ed ingiuriandolacon frasi offensive, quali “tu sei la mia sperma ogni volta che me lo agito; le tue ditina sulla tastiera mi faceva arrapare e spruzzare molta sperma; al tuo ragazzo gli mettevo il pesce in bocca. Al tuo ragazzo lo brucio vivo, fammi chiamare “

Un presunto innamorato scatenato che non si è fermato dinanzi annulla. Ha continuato imperterrito a molestare questa giovane donna che non sapeva più come difendersi da una persecuzione quotidiana, riuscendo finanche a crearle problemi sul luogo di lavoro.
I comportamenti ritenuti gradi e che fanno parte del capo di imputazione per stalking, sono innumerevoli e vengono puntualmente contestati al Marano dal pubblico ministero: “Pubblicava sul profilo Facebook “Vincs Marano “due post raffiguranti alcune foto della donna accompagnati dalle frasi: “A volte per i morti si fanno cose che non si sarebbero fatte per i vivi R.I.P.” ;creava numerosi profili Facebook, a nome di Vincenzo Marano e della parte offesa fingendosi in tal modo il fidanzato della donna e contattando gli amici e dei parenti della stessa al fine di carpire informazioni personali sulla donna; contattando il luogo di lavoro della vittima, fingendosi un tecnico della Telecom, cercava di avere maggiori informazioni su di lei; chiamando ripetutamente con numero sconosciuto l’utenza cellulare della donna, le diceva di essere intenzionato a raggiungerla ad Ischia per fidanzarsi con lei e, a fronte del rifiuto della donna, esclamava espressamente “amore mio perché fai così… Io invece ti desidero!

Io invece ti voglio per sempre “; “voglio riposare vicino a te, voglio riposare per sempre vicino a te… Voglio morire, voglio riposare vicino a te… Voglio morire insieme a te!” Con l’aggravante di aver commesso il fatto attraverso strumenti informatici o telematici. Con la recidiva reiterata specifica ed infraquinquennale.”
Nelle prossime ore l’indagato verrà interrogato dal giudice per le indagini preliminari che ha firmato l’ordine di arresto con la traduzione del Marano agli arresti domiciliari con tanto di braccialetto elettronico.

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