Arrestata la rapinatrice rom che narcotizzò un’anziana signora

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Paolo Mosè | Dopo mesi di indagini i carabinieri avevano scoperto la donna che si era macchiata della rapina compiuta il 6 ottobre scorso ai danni di un’anziana signora residente al Corso Vittoria Colonna ad Ischia, derubandola di soldi e gioielli dopo averla narcotizzata. Sul capo della responsabile era stato emesso un ordine di custodia cautelare da diverso tempo e gli uomini coordinati dal capitano Angelo Mitrione e dal luogotenente Michele Cimmino l’hanno cercata per settimane e settimane in ogni angolo del territorio nazionale per assicurarla alla giustizia. La fuggiasca, nel frattempo, si era allontanata dal Paese per fare ritorno nella sua Romania, rimanendo acquattata per non rispondere delle sue responsabilità per rapina aggravata. Bianca Lacatus, con innumerevoli alias, è stata catturata al momento di rimettere piede in Italia proveniente con un volo dalla Romania atterrato a Roma. All’atto dei controlli, i responsabili della sicurezza si sono accorti che sulla giovane rumena pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ed è stata trasferita nella struttura penitenziaria della capitale, a disposizione dell’autorità giudiziaria napoletana.
Colpevole di aver commesso un grave episodio utilizzando la rom un escamotage che ha impietosito l’anziana vittima. Bussando la mattina del 6 ottobre del 2018 all’abitazione, chiedendo aiuto, bisognosa di rifocillarsi e mostrando di essere incinta. Con voce soave, la mariola è riuscita ad intenerire, tant’è che la signora ischitana l’ha invitata ad entrare in casa e una volta all’interno ha quasi immediatamente mostrato quali erano le sue reali intenzioni. Mentre la signora era impegnata a trovare qualche liquido per rimettere in sesto la straniera incinta, la Lacatus è entrata in azione. Utilizzando metodi da esperta rapinatrice. Rendendo inoffensiva la padrona di casa, che di fatto è stata narcotizzata. Incosciente la signora, la rumena ha potuto così muoversi agevolmente in lungo e in largo nelle quattro mura domestiche. Sicura di non essere disturbata durante le operazioni di ricerca di denaro e gioielli. Non è stato difficile concludere il disegno criminoso. Mettendo letteralmente a soqquadro la camera da letto. Tirando letteralmente fuori i cassetti, lanciando ovunque la biancheria, tutto ciò che era riposto per trovare qualcosa di “commercializzabile”. Ha trovato denaro e gioielli e quando si è ritenuta soddisfatta, con altrettanta sicurezza e padronanza ha raggiunto l’uscita, per poi dileguarsi senza lasciare alcuna traccia.

LE INDAGINI
L’anziana vittima si è risvegliata diversi minuti dopo in evidente stato di choc, frastornata per il “colpo” subito. Ha afferrato il telefono chiedendo aiuto ai carabinieri, che hanno raggiunto l’abitazione in pochissimi minuti. Le indagini sono state da subito coordinate dal luogotenente Michele Cimmino, raggiunto poco dopo dal capitano Mitrione. La vittima, dopo essersi ripresa, ha raccontato la dinamica dei fatti, del perché avesse consentito che la donna in stato interessante entrasse in casa propria. Il buon cuore della donna si è dimostrato poi una vera e propria trappola. Un inganno ben rappresentato dai modi gentili e dall’apparente stato di sofferenza fisica. Ha ricordato, però, come la rapinatrice fosse vestita, i tratti somatici e finanche ciò che calzava ai piedi. Mostrando sicurezza nel definire la donna una rom. A tutti gli effetti. Mai a pensare che avesse in animo di narcotizzarla per poi rapinarla di tutto ciò che possedeva in casa.
Informazioni utilissime per le indagini. Subito dopo gli stessi carabinieri sono andati alla ricerca di immagini registrate delle diverse telecamere di sicurezza poste lungo il Corso Vittoria Colonna. Alcuni fotogrammi hanno immortalato questa donna apparentemente incinta che con passo veloce si allontanava dirigendosi verso la discesa di San Pietro e molto probabilmente per arrivare in tempo spedito al porto per imbarcarsi sul primo traghetto per ritornare al campo nomadi. Solo con quelle immagini i carabinieri hanno lavorato per identificare la responsabile di un fatto di estrema gravità. Lacatus è risultata essere già conosciuta e schedata dalle forze dell’ordine per essere stata sorpresa a consumare ulteriori reati contro il patrimonio. Avendo l’accortezza di cambiare con una certa frequenza l’identità, in modo da risultare quasi sempre incensurata ed evitare il carcere. A conclusione di questo iter investigativo, i carabinieri della Compagnia di Ischia hanno consegnato al pubblico ministero la informativa conclusiva con la quale elencavano le prove a carico della rumena. Ed indicandola senza alcun dubbio quale unica responsabile della rapina aggravata posta in essere il 6 ottobre del 2018. Consentendo al magistrato inquirente di chiedere ed ottenere la misura della custodia cautelare in carcere che è stata eseguita a distanza di mesi solo all’atto di rimettere piede sul territorio italiano.
Non è la prima volta che accadono episodi simili, del tutto spiacevoli per chi li ha subiti. Rom impegnati a mettere a segno prevalentemente furti in abitazioni rimaste momentaneamente incustodite. Utilizzando arnesi artigianali per scardinare le indifese persiane per entrare all’interno, a caccia di denaro e oggetti preziosi. Qualche anno fa un omonimo dell’attuale arrestata, anche lui rumeno di etnia rom, insieme alla moglie minorenne tentò una rapina in un’attività commerciale di Forio. Cercando di alleggerire il titolare di un negozio di scarpe. Ma la sua azione predatoria con la complice che svolgeva il ruolo di “palo” si dimostrò perdente, perché inadatto ad azioni criminose di quella portata. Il Lacatus maschio era più interessato ad arraffare utilizzando violenza, ma senza una capacità di rimanere lucido e determinato per intimorire le vittime e coloro che erano presenti nel negozio. Questo gli costò l’arresto, mentre la minore se la “cavò” con il trasferimento al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei.

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