Archeologia a Lacco Ameno

    Anche il Commissario appena insediato può rilanciare il Museo di Villa Arbusto e le aree archeologiche presenti in città.

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    Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Felice Di Maro, uno studioso innamorato della nostra isola e appassionato dei tesori archeologici e storici che la nostra terra custodisce. Una vera e propria lettera aperta indirizzata al Commissario Prefettizio dott.ssa Cerni che a breve i insedierà al comune di Lacco Ameno, comune ricco di storia e di manufatti. Di Maro, nella sua lettera, lancia suggerimenti e consigli sulle tante opportunità da cogliere creando circuiti museali e tanto altro ancora.

    Dott.ssa Giovanna Cerni fino a marzo del 2015 lei sarà Commissario di Lacco Ameno. Chi scrive sa bene che il suo non è e non sarà un compito facile in quanto amministrare un comune anche se per i livelli correnti è complicato sia sotto l’aspetto delle disponibilità finanziarie e sia per l’osservanza degli adempimenti amministrativi. Carico non senza difficoltà è l’erogazione dei servizi ai cittadini.

    Nei prossimi giorni lei chiamerà in audizione tutti i consiglieri comunali e dovrà gestire oltre alla situazione debitoria anche le spese correnti operando con le funzioni ordinarie di sindaco, giunta e consiglio comunale. Con queste poche righe le partecipo alcune considerazioni e le chiedo di avere attenzione su un tema importante per la città e per l’Italia. Lei sa bene che il Museo di Villa Arbusto è stato inaugurato i 17 aprile del 1999 e nel 2015 saranno 15 anni che rappresenta un crocevia obbligato per studiosi e cultori di storia greca e di archeologia. Le 9 sale sono all’attenzione continua e ben oltre l’Italia ma il rilancio degli studi necessita una promozione continua senza tregua di questo museo e delle aree archeologiche di riferimento.

    Lo studio delle nostre origini impone aggiornamenti continui in relazione alle fonti e alle documentazioni archeologiche e proprio per gli studi sui Greci che migrarono in Occidente si deve tener conto delle nuove scoperte archeologiche che si stanno facendo come a Cuma da parte dell’Università Orientale di Napoli. La caratteristica ordinaria di questi studi è che sono in continua evoluzione. In nessun altro sito, della Grecia o delle sue colonie, sono stati trovati oggetti provenienti da tante località. Al riguardo le relazioni commerciali sono documentate dai reperti giunti nella odierna Lacco Ameno oltre che dal vicino Oriente e da Cartagine (città collocata sul lato orientale del Lago di Tunisi – Tunisia ) dalla Grecia e dalla Spagna. I reperti esposti nel Museo di Villa Arbusto provengono anche dall’Etruria meridionale, Puglia, Calabria ionica e Sardegna.

    Lacco Ameno all’epoca si chiamava Pithekoussai, nome greco, e il nome latino era Pithecusa. Le fonti disponibili sono degli scrittori che vissero al tempo di Augusto, il geografo Strabone (V, 5.9) e Livio (VIII, 22. 5-6) che ci hanno lasciato un quadro storico della città.

    Gli scavi archeologici di Giorgio Buchner hanno confermato che i greci dell’Eubea all’inizio dell’VIII sec. a. C. stabilirono qui la loro base per i loro commerci nel Mediterraneo occidentale. Com’è noto gli scavi archeologici hanno interessato una varietà di aree, le principali sono la necropoli di San Montano, l’acropoli di Monte Vico (Scarico Gosetti) e il quartiere industriale di Mazzola sulla collina di Mezzavia. Nell’insieme sono senza confronto anche con la Grecia odierna. Ogni area ha rivelato un aspetto della vita quotidiana tra l’VIII e VII sec. a. C. ed è acquisito che il primo stabilimento greco qui a Lacco Ameno è stato diverso da quelli delle successive colonie della Magna Grecia.

    Le documentazioni archeologiche sia delle aree presenti in città – importante è anche quella sotto la chiesa di Santa Restituta – e sia dei materiali esposti nel Museo di Villa Arbusto sono all’attenzione dei studiosi perché consentono la ricostruzione storica di quei processi di ellenizzazione anche del mondo etrusco-italico. Per Pithekoussai sono in gioco questioni storiche molto importanti. Tra le varie, un interrogativo è importante. A Lacco Ameno c’è stato uno stanziamento precoloniale al quale segui successivamente la fondazione di Cuma? Fa parte di quelle tematiche che gli storici cercano di dare risposte e l’archeologia è impegnata a fare indagini per acquisire nuove documentazioni. Ormai è acquisito che Pithekoussai ha segnato il limite settentrionale degli stanziamenti greci nell’Italia meridionale. Si tenga conto che l’insieme dei reperti archeologici in considerazione delle aree non scavate completamente oltre che è da considerarsi ridotto è anche in parte inedito in quanto non tutto è stato pubblicato. La promozione del Museo di Villa Arbusto è necessaria per rilanciare gli studi su Pithekoussai.

    Dott.ssa Cerni lei può in questi mesi mettere in cantiere una serie di iniziative per le aree archeologiche e per il rilancio del Museo con incontri mirati sulle tematiche di Pithekoussai. Sarebbe bello che per la festa di Santa Restituta del 2015 che si svolge dal 16 al 18 maggio le aree archeologiche di Lacco Ameno possano essere all’attenzione del pubblico con un programma di incontri di archeologia mirati al rilancio dei significati storici. Sarebbe un ottimo inizio anche della prossima stagione turistica.

    Felice Di Maro

     

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