domenica, Gennaio 25, 2026

“Apri gli occhi” di Giuliana Covella, la storia del prete che sfidò camorra e potere

Alla Libreria Giunti di Ischia la presentazione del libro di Giuliana Covella con prefazione di Roberto Saviano. Venerdì 16 gennaio alle 18 l’incontro con l’autrice sul volume dedicato a padre Giuseppe Rassello, sacerdote del Rione Sanità arrestato nel 1990 dopo le sue denunce pubbliche. Modera il giornalista Graziano Petrucci.

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Una storia che brucia ancora, a distanza di oltre trent’anni. Una vicenda che intreccia fede, periferie, camorra, politica e una verità rimasta a lungo sepolta sotto il peso delle accuse e del silenzio. Venerdì 16 gennaio 2026, alle ore 18, la Libreria Giunti al Punto di via Roma 65, a Ischia Porto, ospiterà la presentazione di Apri gli occhi. Storia di padre Giuseppe Rassello, un prete scomodo alla Sanità, il nuovo libro della giornalista Giuliana Covella, edito da Guida e impreziosito dalla prefazione di Roberto Saviano. A dialogare con l’autrice sarà il giornalista Graziano Petrucci, che modererà l’incontro aperto al pubblico.

Il volume ricostruisce la parabola umana e civile di padre Giuseppe Rassello, sacerdote che tra il 1989 e il 1990 operò nel cuore del Rione Sanità, uno dei quartieri più difficili di Napoli.

Fu lui ad avere l’intuizione, allora giudicata visionaria, di trasformare le Catacombe di San Gennaro, San Gaudioso e San Severo in una risorsa culturale ed economica capace di generare lavoro e futuro per i giovani del quartiere. Un progetto che avrebbe trovato continuità negli anni successivi con don Antonio Loffredo, diventando uno dei simboli del riscatto possibile della Sanità.

Rassello non si limitò però alla valorizzazione del patrimonio artistico. Provò a sottrarre ragazzi alla strada, alla droga, al reclutamento camorristico, insegnando loro il valore della bellezza, della cultura, del teatro, dei classici, di Dante e dei filosofi greci e latini. Parlava agli studenti del liceo Genovesi e ai giovani del quartiere con lo stesso linguaggio esigente e appassionato, convinto che l’istruzione fosse l’unico vero antidoto alla rassegnazione.

Quel percorso si interruppe brutalmente il 2 giugno 1990, quando il sacerdote venne arrestato sul sagrato della basilica di Santa Maria della Sanità con l’accusa di violenza sessuale su un quattordicenne. Un arresto che arrivò a poche settimane da un’intervista televisiva a Samarcanda, il programma di Michele Santoro, in cui Rassello aveva denunciato senza mezzi termini i legami tra camorra, politica e istituzioni, arrivando persino a chiudere le porte della sua chiesa a un comizio della Democrazia Cristiana in piena campagna elettorale.

Nel libro, Giuliana Covella ricostruisce quei giorni e gli anni successivi attraverso atti giudiziari, verbali di interrogatori, sentenze, interrogazioni parlamentari e articoli di stampa dell’epoca, corredati da fotografie dell’agenzia Neaphoto. Ne emerge il ritratto di un uomo isolato, travolto da un’accusa che segnò per sempre la sua esistenza, ma anche la storia di un quartiere che, ancora oggi, continua a ricordarlo come un prete capace di guardare oltre gli stereotipi e le convenienze.

Non è solo una biografia, ma un’indagine civile su cosa accade quando qualcuno rompe l’equilibrio fragile tra potere, criminalità e silenzio collettivo. Una di quelle storie che non si lasciano archiviare con facilità, perché costringono a fare i conti con le zone d’ombra dello Stato e con il prezzo che spesso pagano coloro che scelgono di non voltarsi dall’altra parte.

L’appuntamento ischitano si inserisce in un tour di presentazioni che sta portando il libro in diverse città italiane, ma sull’isola assume un significato particolare. Qui, dove le comunità piccole rendono tutto più visibile, la vicenda di padre Rassello suona come un promemoria scomodo: la verità raramente percorre strade dritte e illuminate, più spesso si muove in vicoli stretti, dove è facile perdersi e dove non tutti hanno il coraggio di entrare.

Chi deciderà di esserci, venerdì pomeriggio, dovrà mettere in conto una cosa semplice e fastidiosa: uscire dalla libreria con qualche certezza in meno e qualche domanda in più. Non esattamente il passatempo preferito di un Paese che ama le storie ordinate. Ma, a volte, è l’unico modo per restare svegli.

  • Articolo realizzato dalla Redazione Web de Il Dispari Quotidiano. La redazione si occupa dell'analisi e della pubblicazione fedele degli atti e dei documenti ufficiali, garantendo un'informazione precisa, imparziale e trasparente. Ogni contenuto viene riportato senza interpretazioni o valutazioni personali, nel rispetto dell’integrità delle fonti e della veridicità dei fatti.

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