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Appesi al De.Co. Mancano i numeri, salta il consiglio comunale di Forio

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Gaetano Di Meglio | Se Del Deo aumentasse l’appalto ai parenti di Carla Savio per aprire e chiudere i rubinetti, forse, Carla resterebbe fino alla fine del consiglio comunale e Del Deo non andrebbe sotto con il numero legale. E’ questa la sintesi più facile del consiglio comunale. Un civico consesso che, ancora una volte, termina con la maggioranza senza i consiglieri comunali necessari per tenere aperta le seduta.
Fine triste del consiglio comunale di Forio che si è svolto, ieri, nella decandente Sala Marinai d’Italia.

Pochi punti all’ordine del giorno e tanti errori. Allegati non allegati, motivazioni poco credibili e tanto inutile agitarsi sia da alcuni banchi della minoranza (dite a Di Lustro che è meglio il silenzio rispetto alle scemenze politiche che declama) sia da quelli della maggioranza (e fanno il tocco un po’ il sindaco e un po’ il futuro candidato).
Ma la cifra che deve rappresentare il vuoto politico di questa maggioranza è l’assenza di ben due assessori (perché non nominati) e di tecnici delegati alla presentazione degli argomenti. Alla sinistra di Del Deo sfilano prima Marco Raia e poi Luca De Girolamo che provano sia ad illustrare le delibere (nonostante loro non abbiano nessun potere di firma in consiglio comunale) sia a difendere la maggioranza ma si espongono ben oltre il loro dovere. E’ questo il prezzo da pagare per l’articolo 17 e per l’indennità di posizione? Non lo sappiamo.

Fino a quando è Enzo Rando che prende la parola, beh, tutti gli riconoscono il ruolo di sindaco “effettivo” e allora passa… quando, invece, sono altre figure della pianta organica dell’ente di Via Genovino, a prendere la parola il vuoto politico viene fuori con tutta la sua forza.
Non c’era nessuna legge da spiegare o illustrare o si dovevano trattare di argomenti specifici e tecnici, alla fine erano tutte questioni da “asilo” politico. Per gli aspetti tecnici poteva bastare anche solo un riassunto al volo, cosa diversa, invece, la rilevanza politica dei punti all’ordine del giorno e il loro ruolo nella visione politica complessiva di questa maggioranza.

Quando abbiamo un consiglio comunale che espone i suoi consiglieri ad interfacciarsi con il dirigente di turno al posto dell’assessore si crea un vulnus politico. Non tanto nelle fila della minoranza che continua a fare il suo gioco ma tra quelli della maggioranza. Perché nella giunta di Forio mancano 2 assessori? Perché Del Deo si è fatto schifare politicamente da Angela Albano e ha fatto stancare il talentuoso prof. Lamonaca. E, soprattutto, perché gli altri consiglieri comunali non rivendicano un ruolo operativo nel governo di Forio? Davvero i vari Loffredo, Arturo, Miragliuolo e Matarese hanno accettato di valere di così poco da non poter essere annoverati tra gli assessori del comune di Forio e provare ad incidere sul futuro del loro territorio? Davvero preferiscono fare le belle statuine in consiglio comunale e si accontentano dei spiccioli di visibilità e potere politico? Davvero preferiscono andare in processione da Savio (il grande) ad elemosinare questo e quello? Evidentemente si.
Un vuoto di giunta, di idea e di argomenti che, purtroppo, costringe Francesco Del Deo a rifugiarsi, dopo 8 anni da sindaco, negli errori di Franco Monti prima e Franco Regine dopo.

Il consiglio comunale ha mostrato il suo solito, inutile, copione. Certo, non siamo ai livelli di Ischia dove per gli “ammoccamenti” vari non c’è nessuno che dibatte. A Forio si dibatte, forse, anche troppo ma manca la sostanza.
Ieri è stata la volta dei Savio. La Savio “piccola” l’abbiamo già trattata. Oltre alle chat e alle sigarette con Manuela Arturo, l’apporto al paese è zero e direttamente proporzionale al beneficio che la sua presenza in consiglio produce per la famiglia. Il Savio di mezzo (Nino), invece, si è esibito in una performance (non scrivo sceneggiata altrimenti la figlia di offende sui social) accorata. Una buona esibizione sui problemi spiccioli di Forio che parte da Monterone e arriva a Panza. Tanta foga e qualche spunto interessante.
Il consiglio comunale ha poi affrontato due argomenti che sembravano avere una specifica importanza: i regolamenti per la polizia mortuaria e per la protezione civile.

Il primo, quello che permetterebbe di procedere con i lavori di allargamento del cimitero è stato rinviato al prossimo consiglio comunale perché la maggioranza ha dimenticato di allegare tutti gli atti alla delibera ed è stata impallinata dalla minoranza. Errori da polli che mettono in mostra il lato pasticcione e arronzone di Del Deo e gli altri. L’altro, quello sulla Protezione Civile, invece, è stato approvato nonostante un dibattito molto serrato e portato avanti da Jessica Lavista. La coriacea consigliera comunale non ha mancato di mettere in chiaro la manovra di scarsa partecipazione e collaborazione della maggioranza in commissione presentando oltre 1000 pagine di regolamento e chiedendo ai consiglieri di esprimere un parere in soli 4 giorni. E tornando alla presenza dei dirigenti e non degli assessori, sarebbe legittimo chiedere ai consiglieri comunali che lo hanno approvato cosa sanno di quel regolamento? Del Deo ve lo ha presentato durante la riunione di maggioranza pre consiglio o avete solo alzato la mano come vi è stato ordinato? Domanda legittima per comprendere, soprattutto, la qualità politica che si esprime.
Immaginiamo che oltre Luca De Girolamo quelle pagine non siano state lette e sfogliate da nessuno.

Simpatico il siparietto di Enzo Di Maio con il faldone tra le mani. Meno simpatica e più grave politicamente l’atteggiamento di Di Maio che offende, ancora di più come se ce ne fosse bisogno, la storia del Forio Basket. Al pari di Del Deo, Di Maio, evita di difendere le legittime rivendicazioni della squadra di Vito Iacono. E’ patetico sentire un consigliere comunale che ha bisogno di un messaggino sul telefonino per segnalare che nel Palazzetto dello Sport piove. Triste conferma della inadeguatezza di alcuni personaggi. A Forio c’è chi disputa un campionato di Serie B di Basket e lo fa con i secchi in mezzo al campo per raccogliere l’acqua che piove dentro il Palazzetto dello Sport. Gravissimo che Di Maio non lo sapesse.
Come in ogni cosa bella, però, arriviamo alla ciliegina sulla torta. All’operazione di fine politica che ha esposto Del Deo e i suoi all’ennesima figuraccia.

Peppe Di Maio si alza dalla sua sedia, si accomoda al tavolo della presidenza e, da consigliere comunale, quindi senza potere di firma e di proposta in consiglio, illustra il regolamento sui De.Co.. Dopo la discussione si arriva al momento del voto. Stani Verde fa due conti e chiede a Del Deo e Regine se avessero intenzione di discutere anche gli altri punti all’ordine del giorno. Sindaco e Presidente dicono di no perché si è fatto tardi. La minoranza lascia l’aula e Del Deo è costretto ad annullare la seduta di consiglio comunale perché non c’è il numero legale e il regolamento DECO non si approva.
Hanno fatto la prova di forza e hanno perso. Neanche i conti sono riusciti a fare. Chissà, se Del Deo prevede qualche altro rubinetto da chiudere e aprire nel paese, Carla resta a chattare ancora un po’ e la maggioranza conserva i numeri.
Signori, da Forio è tutto.

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