martedì, Aprile 13, 2021

Appello per Ischia a Maria Grazia Di Scala

Ora è il tempo. Ora è il tempo di piantare speranza e alternativa, coraggio e libertà, visione e idee chiare. Ora è il tempo di scrivere una nuova storia per il nostro Comune di Ischia. Ora è il tempo.

In primo piano

Gaetano Di Meglio | La politica nazionale, la crisi in cui il governo, finalmente, è piombato, la nomina di Letizia Moratti alla Regione Lombardia, il successo esponenziale di Giorgia Meloni, lo squallore della classe politica al governo della nostra isola, le punte altissime dei nuovi di Lacco Ameno in guerra per piccoli bocconi, l’imbarazzo per quelli come la Mangione o per tutti gli altri consiglieri comunali o assessori che passeranno alla storia per la loro inutile e impalpabile presenza in consiglio comunale o in giunta sono il legno dal quale dovremmo tirare fuori i pastori.

Bene, a questo stato di cose non mi voglio arrendere. Non posso pensare che Ischia, una città che conta 5 siti web di informazione, due quotidiani, 2 televisioni, imprese economiche e piccoli imperi che gestiscono giri di milioni di euro che fanno paura si debba limitare ad un Enzo contro Gianluca a Ischia, a un Dionigi contro Nessuno a Barano, a un Pascale contro De Siano a Lacco Ameno, a un Castagna contro Mennella a Casamicciola, a un Cesare Mattera contro Nessuno a Serrara Fontana e uno Stani Verde contro tutti a Forio.
Non mi voglio arrendere a pensare che sia finita la speranza e la necessità di andare alla scoperta di campi dove piantare una nuova speranza per Ischia. Non mi voglio arrendere e, da oggi, inizia una fase diversa che devo, soprattutto, a me stesso. Una fase nuova che serve come risposta alla mammina lacchese, indottrinata a dovere da qualche imbelle politicozzo di turno, che riduce le foto di indegni assembramenti all’uscita di scuola come “il Dispari ce l’ha con il sindaco di Lacco Ameno”. E la stessa cosa dicono a Ischia, a Casamicciola, a Forio e ogni volta che muoviamo una critica.

La personalizzazione della dialettica politica, la formazione di partiti e partiti su questo o quell’altro leader ha preso il posto delle ideologie che, non so con quali ragioni, ci hanno detto che erano superate. Però, sia chiaro, quando c’è da dire “fascista” a quello o a quell’altro va sempre bene. E chissà che in alcuni casi non sia anche giusto.
E’ arrivato il tempo di cambiare la rotta sulla quale navighiamo. Una rotta schiacciata sulla difesa dell’interesse personale e, in nome del “cazzariello” che ognuno di voi ha portato a casa, ha prodotto due mostri sacri: Giosi Ferrandino e Domenico De Siano che tra odio personale, invidia, ripicca per il no ricevuto e per tanti altri motivi, sono diventati la scriminante per troppi.
Superati, destinati ad altre glorie o altri fallimenti, dobbiamo uscire da questo duopolio (che poi ha prodotto le grandi polarizzazioni locali) e iniziare a creare campi nuovi dove piantare speranza e alternativa.
Lo scenario politico isolano vive, purtroppo, una forianizzazione eccessiva. Gli eccessi di Francesco Del Deo, la gestione irriverente dell’Evi e del CISI di Ghirelli (che si prende beffa degli altri sindaci grazie alla compiacenza di qualcuno che scrive solo quando c’è l’obolo all’orizzonte), la traballante questione dell’Ufficio di collocamento di Piano e il relativo peso politico ci impone di partire da qua.

Il 23 febbraio sapremo la verità sugli imbrogli durante lo spoglio del primo turno di Lacco Ameno e conosceremo il futuro di Pascale. Tra qualche mese conosceremo il nuovo sindaco di Serrara Fontana e, nel frattempo dobbiamo iniziare a guardare a Ischia. Si, è vero, si voterà anche a Barano ma per meriti e per forza in campo, Dionigi, ad oggi, merita la conferma.
L’urgenza, e siamo in tempo, è rivolta a Forio e, soprattutto, a Ischia.
Forio vivrà la sua nuova “primavera”. Ad oggi, considerato il secondo mandato di Francesco Del Deo, è uno Stani Verde contro tutti. Il consigliere comunale è l’unico che, ad oggi, vanta un gruppo, una coalizione e una squadra chiara. Una posizione precisa. Contro di lui, ovviamente, ci sono sia le agitazioni interne alla maggioranza di Del Deo sia le legittime volontà di terzi.

Il problema da affrontare è Ischia.
Il comune guidato da Enzo Ferrandino vive una fase di crisi e di scollamento tra palazzo e realtà che è oltre l’imbarazzante. Il sindaco è costretto a tenere il moccolo ora a uno ora all’altro. La storia di Zizzogas (rido ancora per le chiacchiere di certa stampa che un giorno mi accusa di fare della “cammuria” e in un altro, invece, omaggia Paola Ferrandino che sostiene la stessa posizione) né la prova. Ma potremmo aggiungere anche il disastro Gussone. E’ assurdo che il sindaco si metta in posa per dare il contentino al gruppo “Sciarappa” (quello del consigliere Montagna) e insegue le smanie da giardiniera dell’assessore Carolina Monti mettendo un altro albero, lì dov’era. Allo stesso posto, lo stesso albero piantato la con le esigenze di decenni fa.
Ora è il tempo. Ora è il tempo di piantare speranza e alternativa, coraggio e libertà, visione e idee chiare. Ora è il tempo di scrivere una nuova storia per il nostro Comune di Ischia. Ora è il tempo.

Era il 27 maggio del 2019, non ieri quindi, che scrivevo “Appello a Maria Grazia Di Scala. Ischia val bene Barano, non spegnere la speranza”.
Erano i giorni in cui Domenico De Siano regalava ad Enzo Ferrandino il consigliere Gennaro Scotti, imponendo le dimissioni della Di Scala dal consiglio comunale di Ischia. (L’inizio del flop di De Siano che, poi, abbiamo letto tutti nei mesi scorsi.

«La politica ad Ischia – scrivevo a maggio 2019, con le dimissioni di Domenico De Siano dalla carica di consigliere comunale si appresta a vivere una svolta storica. Ed è tutta nelle mani di Maria Grazia Di Scala. Nelle mani del consigliere comunale di Barano e del consigliere regionale di Forza Italia, c’è l’occasione di costruire una vera alternativa al sistema politico che ha ridotto il glorioso comune di Ischia ad un comune di periferia, mal amministrato e preda di una clientela politica senza freno. Un comune che va avanti a vista, senza opposizione e senza maggioranza.
Il consiglio comunale eletto quasi due anni fa, infatti, si è dimostrato uno dei peggiori della storia del comune di Ischia.
Dalla sua elezione, cosa gravissima, la minoranza ha preferito non svolgere il suo compito. Nessuna azione, nessuna iniziativa se non quella di provare con l’inciucio con la maggioranza. Stanno a guardare come “mangiano” in maggioranza e, come i cagnolini di biblica memoria, aspettano che qualche briciola gli arrivi dal banchetto del sindaco.»

Oltre qualche post facebook di Giustina Mattera e di Maurizio De Luise non abbiamo nessun altro segno.
«Stasera e domani (era il 27 maggio 2019, ndr), è in programma il civico consesso per la surroga del consigliere De Siano. Una surroga che una doppia lettura. Se Maria Grazia Di Scala sceglie Ischia al posto di Barano, allora il comune più importante dell’isola torna a sperare. Torna a potere credere di risalire la china dallo sprofondo in cui l’ha fatto piombare Enzo Ferrandino e i cittadini di Ischia possono iniziare anche a riconoscersi in un’alternativa di governo che sia credibile, affidabile e non un accozzaglia di persone che si mettono insieme all’ultimo momento.»
Cosa cambia con oggi? Nulla, anzi è meglio. Maria Grazia Di Scala non ha neanche l’imbarazzo di scegliere tra Ischia e Barano. Oggi ha le mani libere di costruire.
E di rappresentare una nuova linea per Ischia. Un nuovo campo dove tirare su una coalizione che metta fine al gioco Enzo contro Gianluca.
La nuvola nera del proporzionale, purtroppo, si fa sempre più forte e più vivida nella nostra scena politica. La politica nazionale e, soprattutto, le recenti storie locali (Procida e Lacco Ameno su tutte) ci devono pur insegnare qualcosa.

Recuperare credibilità, ridare ai cittadini di Ischia e non solo, la certezza di poter scegliere, di poter avere scelta, di non essere condannati a questo e a quello (già noti) è la missione che chi ama Ischia ha bisogno di imbracciare come un’arma salvavita (strana accoppiata).
E così, tra partiti riconosciuti e leader riconosciuti, il passo è breve. Non sarà facile, non sarà agevole, sarà complicato, ma se davvero non vogliamo arrenderci alla solita storia già vista, allora dobbiamo iniziare a cambiare gli scenari.
Dal 2017, con l’arrivo di Enzo Ferrandino e del suo consiglio comunale Ischia è piombata in un nuovo medioevo, un periodo di cupezza e di tristezza che si legge, ben chiaro, sui volti dei nostri politici. Un medioevo che sentono i nostri imprenditori. Storie di ricatti, di autorizzazioni concesse “solo se”, di progetti spariti, di suoli pubblici concessi se si cambia il post sui social, di peggioramenti dei servizi per far “arricchire” chi gestisce servizi pubblici.

E così, dandomi un po’ di arie, penso che Maria Grazia Di Scala oggi abbia il compito di creare una nuova alternativa per Ischia. Credo possa essere il “punto di equilibrio”, così si dice oggi, di un’area ben chiara. Guardare a quella destra ischitana che resta silente e che è stata svenduta da Domenico De Siano ad Enzo Ferrandino con la speranza di un appoggio “regionale” e del voto degli “Sciarappa”.
In tutto questo, ovviamente, l’appello è aperto anche allo stesso Gianluca Trani e a quanti sentono la necessità di uscire dal medio evo politico nel quale Enzo Ferrandino ci ha fatto piombare. Ma bisogna farlo ora, non possiamo arrivare all’ultimo mese e pensare di acquisire credibilità solo grazie al “momento elettorale”.

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