Antimo Puca: “Trasporto pubblico locale, alla rivoluzione!”

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Antimo Puca | Un incontro tra grappoli d’uva luccicanti,fichi rugiadosi, ginestre, mirtilli, felci e verbaschi; percorsi tra querce, carpini, frassini, aceri ed un’infinità di fiori multicolori; un bacio appassionato di Dio sulla Terra. Questo lo scenario che si presentava agli occhi dei visitatori di ogni tempo, gente perbene disposta ad ogni cifra per rigenerare spirito,mente e corpo.

Nomi famosi hanno immortalato a colpi di pennino “stu scoglio d’oro illuminato”, come amava definirla il principe De Curtis, in arte Totò, mentre percorreva in carrozza i più bei tratti dell’Isola lentamente per assaporarne ogni dettaglio. Lo stesso Lamartene era solito ristorarsi all’ombra del grande platano sul porto di ritorno dalle sue lunghe passeggiate dall’Epomeo con l’illusione di ritrovare un po’ della sua Francia (un lungo filare di questi giganti partiva dalla Reggia estiva borbonica e giungeva alla collina di Sant’Alessandro. Oggi ne insiste uno di fronte alla Chiesa di PortoSalvo, denominato platano di Lamartene, che divenne il simbolo della libertà della Repubblica Partenopea nel 1799).

Anche Garibaldi, di ritorno dall’Aspromonte, stabilendosi in isola a ristorare le membra, amava riposarsi all’ombra dei pini, piantati da Giovanni Gussone, botanico presso la Corte Borbonica di Ferdinando II nel 1850.

Chiudere gli occhi e rituffarsi in antichi paesaggi mozzafiato dovrebbe essere l’esercizio di tutti coloro che si sentono pervasi da un fervente e nobile desiderio di ritorno alla genuinità. Immergersi in itinerari di rara bellezza e dall’alto valore naturale attraverso l’oramai estinto passeggiare in carrozza vuol dire fermare la frenesia dell’epoca moderna,abbandonare l’ansia e porsi in ascolto del proprio io creatura.

Riscoprire la bellezza è sedersi,abbandonarsi al quasi assente e rilassarsi per navigare oceani di sentimenti ed emozioni. E poi,d’un tratto ci si accorge che le vere chicche bisogna riscoprirle su antiche cartoline o documentari d’epoca. Bisogna chiedersi perché persone così distinte non approdano più tanto spesso all’isola verde, ma, anzi,quasi a volte sembrano fuggirla.

L’uomo progetta il futuro accantonando un passato che potrebbe, almeno in parte, tornare a vivere, a cominciare proprio dai mezzi di trasporto locali. I beni superiori che generano lo sviluppo futuro sono legati ad una migliore qualità della vita, della salute e ad un impegno morale nel rispetto della natura e dell’ambiente.

Il piano urbano della mobilità sostenibile costituisce l’opportunità di ripensare gli spostamenti in isola in modo nuovo e diverso,riconnettere le periferie, riorganizzare le zone pedonali, sollevare dalla pressione automobilistica e di intercettare fondi europei utili per finanziare l’acquisto di nuovi autobus con cui ridisegnare il sistema di trasporto pubblico locale. Sensibilizzare gli isolani e soprattutto le giovani generazioni ad una mobilità alternativa, costituita in parte anche da percorsi a piedi, allontanare le menti dal falso mito della macchina a tutti i costi a diciotto anni ed un giorno creerebbe un futuro con minori incidenti stradali di cui tra le vittime primeggiano i giovani.

Rallentamenti e code chilometriche sono all’ordine del giorno e rendono sempre più invivibile il nostro territorio, rendendoci prigionieri di casa nostra. Svolgere un monitoraggio dei flussi di traffico,pubblicarli su un sito e sottoporre i dati all’attenzione degli isolani, invitandoli a formulare ipotesi potrebbe essere una idea, poiché se è vero che tanti occhi fanno uno sguardo più attento, così da tante menti umili unite da un unico sogno scaturirebbe la realizzazione di un nuovo,grande progetto. Comunità de-motorizzate, trasporto pubblico efficiente, tecnologie per auto non inquinanti, auto elettriche, navette elettriche,ma anche spazi riservati alle carrozze a cavallo,marciapiedi dissestati in ordine,nuovi itinerari artistici per fare riscoprire ad isolani e non il piacere di passeggiare a piedi in zone liberate dal traffico, l’inizio di un percorso virtuoso che conduce sempre più ad una maggiore sensibilità verso l’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi, un sfida per avere, in futuro, un contesto ambientale più vivibile e sostenibile.

Vanno create le condizioni politiche ed ideologiche affinché venga concesso spazio a modelli di organizzazione urbana alternativa a prescindere dalla mobilità e dal trasporto, rispondere alla domanda crescente di tutela della salute e potere vivere secondo modelli diversi da quelli standard.

I trasporti pubblici vanno potenziati. Potenziamento è aumentare sensibilmente il numero delle corse,preferibilmente con mezzi a poca capienza,in modo da ridurre il tempo medio di attesa.

Andrebbe aumentato il numero delle pensiline coperte e con posti a sedere,per venire incontro in particolare alle esigenze degli anziani e dovrebbero essere installate colonnine per la ricarica dei mezzi elettrici in più punti dei vari comuni. Bisognerebbe approvare una legge di assoluto divieto di accesso all’isola e di conseguente transito stradale ai mezzi di trasporto pesanti e consentire il trasporto merci solo a mezzi di piccole dimensioni. Insomma, meno stress per tutti, migliore qualità della vita ma anche più turismo, scelto, e più cultura.

Trasporto pubblico locale rivoluzionato che, per restare tale, dovrebbe trovare sponda in una gestione mista tra privato e pubblico, mantenendo il timone sul territorio, ma che per diventare realtà dovrebbe essere tra le priorità di chi ci governa anche in virtù dei costi.

Questa può diventare la grande battaglia per scrivere la storia dello sviluppo isclano. Ci vuole il consenso di tutti e la voglia di scrivere una nuova pagina della nostra storia. Mai ho inseguito glorie ed onori personali, provo piuttosto a condividere un sogno nascosto nel mio cuore che, vibrando le menti, scuota il cuore di coloro che mi leggono.

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