domenica, Giugno 20, 2021
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Anti gay. Il flop delle sentinelle ad Ischia


Poche “Sentinelle in piedi” in piazza S. Restituta
. A Lacco «vincono» i diritti civili

In primo piano

Si erano dati appuntamento in piazza Santa Restituta, alle 19 di ieri, per dire no ai diritti civili e per difendere la famiglia tradizionale dagli «assalti» dell’omosessualità. Ma a Lacco Ameno ha vinto l’isola aperta alle libertà e ai diritti. E se pochissime erano le “Sentinelle in piedi“, esponenti del movimento che si dichiara “apartitico e aconfessionale” e in aperta protesta contro il ddl Scalfarotto (che introduce il reato di omofobia), certamente più compatta e nutrita è stata la contromanifestazione organizzata da Rifondazione Comunista e da un gruppo di studenti liceali. Nessuna tensione, solo qualche scambio – acceso – di vedute e la sensazione, raccontata dal leader dei rossi, Antonietta Manzi, che sia stata proprio la presenza del fronte pro gay a dissuadere famiglie ultra cattoliche ed esponenti della destra radicale, ivi compresa Casa Pound, a scendere in piazza con convinzione. Così, in piazza Santa Restituta si sono visti cartelli inneggianti ai diritti civili (un tema che sarebbe sull’agenda del consiglio comunale di Ischia, dove tuttavia non ci sono i numeri per il registro ad hoc) e anche qualcheduno, colorito, contro il clero. Mentre si è solo intravista la volontà di manifestare, come accaduto in queste ore in cento piazze italiane, contro l’apertura a coppie di fatto e alle unioni omosessuali. O meglio, «per la libertà di espressione, per poter essere liberi di affermare che il matrimonio è soltanto tra un uomo e una donna, che un bambino ha il diritto ad avere la sua mamma e il suo papà e che loro hanno il diritto di educare liberamente i loro figli». 
L’appello era stato lanciato su Facebook da un gruppo ischitano, racimolando circa un centinaio di “like”, che non si sono evidentemente tradotti nella presenza in piazza, ieri. Tra i simpatizzanti del movimento, Lucio Iacono, che ha richiamato l’articolo 16 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: («Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento») e l’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo («Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere»). Sottolineando l’importanza del matrimonio «tradizionale» come cellula della società.
«Non scendiamo in piazza per odio verso qualcuno – avevano invece spiegato gli organizzatori alla vigilia – al contrario, lo facciamo per amore verso tutti e per amore della libertà e della verità. Siamo contro la violenza, non solo quella fisica e verbale, ma contro la violenza di chi vuole metterci contro qualcun altro, e contro la violenza di chi considera le persone con attrazioni omosessuali come una categoria da strumentalizzare, contro la violenza di chi vuole imporre un pensiero unico fingendo di tutelare il bene di chi sente attrazioni omosessuali. Non è l’inclinazione o l’orientamento sessuale a fare un cittadino, ma l’integrità della persona. Noi siamo certi che qualunque persona veramente libera oggi non possa che scendere in piazza con noi a vegliare». E ancora: «Sentinelle in Piedi non è un movimento o un partito politico, non è un’associazione, bensì una resistenza di liberi cittadini che vigila su quanto accade nella società e sulle azioni di chi legifera denunciando ogni occasione in cui si cerca di distruggere l’uomo e la civiltà».
Su questa falsariga, se sull’isola la manifestazione-flop non ha vissuto tensioni, nella vicina Napoli il clima si è notevolmente surriscaldato: qui, durante la manifestazione delle «Sentinelle in piedi» per la difesa dei diritti della famiglia tradizionale, non è mancata la contestazione di un gruppo di giovani dei movimenti a difesa dei diritti degli omosessuali, con il pomeriggio che si è concluso con il lancio di alcune uova, che non hanno colpito nessuno.

p.r.




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