Andrej Longo torna in libreria. Esce “L’altra madre”

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La voce e il sorriso sono sempre quelli: Andrej Longo è uno scrittore che, dai tempi di “Dieci”, racconta Napoli e il sud con un tono che per molti versi è unico, ricco di colore e di vita, pur senza nascondersi le tragedie. Come accade con il suo nuovo romanzo, “L’altra madre”, che esce ancora una volta per Adelphi.

“Napoli secondo me – ci ha detto lo scrittore – è stata rovinata dagli uomini, ci sono stati i borghesi che non hanno voluto prendere posizione nel corso degli anni, c’è stata la camorra e ci sono stati i politici, quindi è stata una città divorata dagli uomini. Volevo una storia nella quale al centro ci fossero le donne, possibilmente delle madri”.

Le madri del libro sono due, unite da un destino feroce, ma senza piagnistei, come è tipico di Longo, e pur parlando di criminalità e dolore, la storia ci racconta anche qualcosa di diverso, qualcosa che lascia aperti degli spiragli, all’insegna di una semplice (e totalizzante) umanità.

“Io cerco sempre di usare la leggerezza, nella lezione di Calvino – ha aggiunto Andrej Longo – cercando di approdare a una qualche profondità, ed è un tentativo che faccio ogni volta. Sì un po’ di speranza la volevo lasciare, soprattutto non volevo una storia chiusa, che mettesse un punto su ogni cosa. Volevo una finestra aperta su una possibilità. Speranza forse è troppo, però una possibilità sì”.

Una possibilità che, alla fine di un racconto che per molte pagine si legge quasi senza fiato, prende non senza ironia la forma di un colpo di tosse. Le cose passate non cambiano, ma a volte gli esseri umani possono provarci.

Forse è banale, forse no. In ogni caso “L’altra madre” è un libro che tocca e funziona.

[askanews]

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