Andrea D’Ambra: “Sarà un’ottima annata per il vino ad Ischia”

Parla il presidente della Federazione provinciale di Coldiretti (cooperativa che comprende centodiciotto viticoltori) e titolare della storica D’Ambra Vini

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Isabella Rispoli | Sarà un’ottima annata per il vino ad Ischia”. È ottimista Andrea D’Ambra, presidente della Federazione provinciale di Coldiretti (cooperativa che comprende centodiciotto viticoltori) e titolare della storica D’Ambra Vini.
“Meno 15% rispetto al 2018, è vero, ma si deve tener conto del fatto che quella del 2018 è stata un’annata molto abbondante”.
La salute della nostra viticoltura è un dato importante della nostra economia. Un settore, questo, sicuramente di primo piano del “sistema Ischia” e che sta vivendo una parabola ascendente sia in qualità (sono numerosi i premi dei vini ischitani, ndr) sia in quantità.
E così, come per il settore del turismo e dell’accoglienza, anche questo della viticoltura è legato a fattori esterni come il meteo. La maturazione delle uve, infatti, è fortemente in ritardo in tutta Italia, per cui la vendemmia vera e propria è stata posticipata all’incirca di 10, 15 giorni.

Un quadro che si completa con un’altra valutazione. Quest’anno, infatti, abbiamo avuto un meteo estremamente variabile, specialmente a maggio, che ha visto temperature nettamente inferiori rispetto alla media storica e precipitazioni molto abbondanti mentre giugno, luglio e agosto sono stati mesi molto caldi e secchi: circostanze che hanno un impatto diretto.

“La vite – spiega Andrea D’Ambra – ha in un primo momento accelerato la maturazione per poi rallentare. Nonostante in questi giorni abbia piovuto, la fotosintesi ha rallentato creando un lento accumulo di zuccheri, motivo per cui non dobbiamo aspettarci basse gradazioni». Valutazione tecnica preziosa.

Ma il presidente Andrea D’Ambra va più nel dettaglio e ci spiega anche altro: «Ischia, poi, essendo un territorio vinicolo dall’estrema variabilità, spaziando dal mare alla montagna, non permette la stima di un solo periodo di vendemmia, il quale dovrà essere calibrato località per località. Il 25 agosto dell’anno scorso, per esempio, avevamo già cominciato a tagliare le varietà precoci, mentre quest’anno inizieremo non prima della seconda settimana di settembre. A livello fitosanitario l’uva per adesso è sana. I prossimi giorni saranno determinanti per entrare nel pieno della vendemmia che sarà, ad Ischia, attorno al 20 settembre, e continuerà fino al 15 ottobre circa. Anche perché per fare mezzo milione di bottiglie ci vuole un po’. Proprio per oggi – continua D’Ambra – è fissata l’assemblea della cooperativa vignaioli ischitani per stabilire il prezzo dell’uva di quest’anno”.

Il Biancolella negli ultimi anni sta ricevendo consensi molto positivi…
“I consensi li abbiamo da parecchio, al di là dei premi che non so più dove mettere, la parete l’ho riempita tutta (ride, ndr). Prevedevo, già da diversi anni, che la doc Biancolella sarebbe stata sempre più ricercata. Oggi c’è quasi una lotta per accaparrarsi quanta più doc Biancolella possibile. Il che è molto positivo, perché sono certo che il successo di quest’uva promuoverà la ripresa dei terreni. In un’epoca in cui la cultura dell’attività agricola si sta perdendo, premio e stimo moltissimo chi riprende l’attività vinicola. Riprendere i terreni abbandonati significa proteggere il paesaggio e difenderlo dai mattoni. Si può dire che noi viticoltori siamo i giardinieri del territorio”.

Veniamo un po’ a Casa D’Ambra. Sul mercato estero, dove siamo molti forti come Italia, il nostro vino come si posiziona?
“Beh, guarda, dipende da quante bottiglie produciamo durante l’anno. Come succede un po’ a tutti, la domanda è superiore all’offerta. Ma ti garantisco, a me preme assegnare il vino prima al nostro territorio e poi all’estero perché preferisco avvantaggiare il mercato locale. Il vino è territoriale e io prediligo la Campania, però devo dire che lavoriamo molto con Giappone, Olanda, USA. Non sono numeri alti, ma di qualità: scelgo con cura l’importatore”.

Innovazioni nel vino, come le vede?
“Oggi si tende a copiare molto, i bianchi si assomigliano un po’ tutti. Ad Ischia, come in altre piccole zone d’Italia, abbiamo un timbro che ci contraddistingue: la delicatezza nei profumi e nel gusto. Spesso il cliente a questo tipo di gusto preferisce profumi effimeri, magari aggiunti e non di legge. Io seguo il mio stile, proteggo questa particolarità che mi offre l’isola, come faceva anche mio padre e come mi hanno insegnato i nostri viticoltori”.

Piani per il futuro?
“C’è una piccola parentesi di produzione, di cui si occupa mia figlia Marina, che riguarda la cosmetica derivante dalla vinaccia dell’uva che è ricca di polifenoli, grandi alleati della pelle. Puntiamo poi ad espanderci ed ampliare la produzione prendendo nuovi terreni da coltivare, quest’anno ad esempio è già in programma l’acquisizione di altri quattro ettari.
Il ricambio generazionale c’è ma è lento. Nelle ultime assemblee della cooperativa sto iniziando ad intravedere qualche giovane e questo mi fa molto piacere. Bisogna uscire dall’ottica secondo la quale il viticoltore è l’anziano. Per i nostri vini questi uomini sono stati sacri ma adesso c’è bisogno di giovani, dobbiamo modernizzarci. Una cooperativa di giovani agricoltori sarebbe auspicabile. Altro luogo comune da sfatare è che lavorare in una terra significa zappare. I nuovi sistemi consentono di evitare quasi del tutto la zappa, automatizzano alcuni procedimenti e permettendo anche un abbassamento dei costi di produzione”.

Parole incoraggianti e che, nel caso di D’Ambra, possiamo dire che non fanno parte, solo, di un libro dei sogni, ma ci sono ettari di vigneti che ne rivendicano giustizia.

1 commento

  1. Vino di Ischia. Stiamo scherzando. Sono poche le cantine ischitane che possono vantare quel nome. D’ Ambra usa il 10% del vino isolano.

    Ragazzi del Dispari, sveglia… Iniziamo a non far articoli pilotati. Ogni anno a Vinitaly, molte cantine ci fanno fare figuracce.

    Fortunatamente altre con meno bottiglie promuovono i veri Valori ISOLANI. Ma non escono mai sui nostri quotidiani.

    Ischia non e’ un BREND per tutti. Il nome va usato solo sul Nostro VINO.

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