Anche i ricchi piangono | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 15 febbraio 2020

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Adesso è ufficiale! Il Manchester City sarà fuori dalle competizioni europee per due anni. Galeotti furono sessantotto milioni di sterline versate direttamente dai proprietari in violazione del fair play finanziario imposto dall’Uefa e malcelate da una sponsorizzazione fittizia della Etihad Airlines.

Il City resta una signora squadra, ma è altrettanto vero che quest’autentica corazzata, nonostante una rosa prestigiosissima del valore di un miliardo e trecento milioni di euro e la guida di quel Pep Guardiola che, con ventitré milioni di euro l’anno, è il mister più pagato d’Europa, non è ancora riuscita ad andare oltre la semplice (si fa per dire) vittoria della Premier League e della Coppa di Lega inglese.

E come spesso capita nelle favole, adesso anche lo sceicco proprietario si troverà a dover riparare, lasciandolo formalmente ai box nel calcio che conta, il suo giocattolo preferito. Perché l’Uefa, con il sistema di razionalizzazione dei bilanci ormai in vigore da anni e di cui fu protagonista l’ex vicepresidente dell’Inter, Ernesto Paolillo, non fa più sconti a nessuno. E il Milan ne sa qualcosa, anche se per motivazioni diverse.

Intanto, il Barcellona è pronto a valutare la possibile partenza di Lionel Messi, ma certamente non può permettersi di non rimpiazzarlo adeguatamente. Il Paris Saint-Germain sembra aver trovato un suo equilibrio anche nelle competizioni europee, ma a meno di una vittoria finale in Champions difficilmente si tirerebbe indietro da adeguati, ennesimi rinforzi della rosa. E anche il Real Madrid e la Juventus, qualora la boutique di Mansour dovesse aprire al pubblico, per quella che è la loro impostazione societaria non starebbero certo a guardare.

Adesso si tratterà di capire se basteranno i contratti milionari a lasciare integro un gruppo fatto di stelle del pallone alla continua ricerca di visibilità, vittorie e sempre maggiori entrate, o se gran parte di esse preferiranno accasarsi altrove. Perché, tante volte, i soldi non bastano! Anche quando sono tantissimi.

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