Ambulanze, grazie Capri! (e grazie Andrea Meloni)

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Gaetano Di Meglio | Proviamo a tirare le somme sulla vicenda che ha visto protagonista il sindaco di Capri, il capitano del porto di Ischia e, in negativo, i sindaci delle isole di Ischia e Procida.

Come sappiamo, da mesi, si combatte contro il famoso “decreto 28” che impedisce la presenza di passeggeri nei ponti garage dei nostri traghetti. Un blocco che ha impedito, in questi giorni, l’imbarco di diverse ambulanze. Prima era totale, poi abbiamo scoperto che le persone deambulanti potevano raggiungere i saloni passeggeri e poi, mentre la polemica si infiammava, abbiamo definito che l’unico problema è rappresentato dai pazienti allettati che non hanno la possibilità, per motivi medici, di lasciare la posizione. Bene.

Dalla cronaca di ieri è venuto fuori che Regione Campania e Capri annunciano che da lunedì sarà possibile imbarcare su tutti i mezzi Caremar, nel caso di pazienti allettati, mentre Ischia ha presentato un ottimo piano (redatto con competenza dal Tv Meloni, senza che i sindaci, ovviamente, ne avessero voce in capitolo) che vede protagonista la MedMar e la sua Maria Buono.

Un percorso che ha portato, grazie al lavoro di Meloni, alla classificazione del garage semi aperto del traghetto Medmar come un ponte scoperto da parte del Rina, il che vuole dire che i passeggeri allettati possono restare nelle piccole ambulanze, le sole che possono accedere al ponte.

Ebbene, nel day after, emergono due aspetti che caratterizzano, ancora una volta, il pessimo operato dei nostri sindaci e, soprattutto, quello di Castagna e Enzo Ferrandino che, invece, dovrebbero essere sempre attenti al settore trasporti avendo sul territorio gli unici due porti dell’isola.

Grazie al comune di Capri abbiamo, non solo risolto il problema alla radice, ma abbiamo avuto la giusta considerazione presso la Regione e presso la Prefettura.

Grazie a Capri, infatti, abbiamo scoperto che da lunedì mattina alle ore 8.00, i malati allettati, secondo le nuove linee guide, potranno imbarcarsi su tutti i traghetti Caremar. I sindaci dell’isola, che hanno partecipato alla stessa riunione non l’hanno capito e, in attesa della proroga, hanno annunciato il piano B di Meloni.

“Menomale che Capri c’è”, parafrasando l’inno di Forza Italia, è legittimo fare un’altra riflessione. Apprezzando l’ottimo lavoro di Meloni (a cui andrebbe dato un riconoscimento pubblico per aver svolto nel migliore dei modi la sua funzione, cosa rara di questi tempi) ma se l’attesa è solo fino a lunedì, perché i sindaci non hanno messo spalle al muro Regione e Caremar affinchè ci sia consentito l’imbarco come a Capri?

Sia chiaro, sappiamo benissimo che la deroga, una volta definita, sarà valida ovunque, ma qui ci si interroga su come si sono mossi i nostri primi cittadini. Ancora un volta, come al solito, senza credibilità e senza farsi rispettare.

L’occhiello del Mattino di ieri la dice lunga, sul problema: “Riunione in prefettura dopo l’emergenza di mercoledì”. Peccato che a Ischia si lottava dal 22 maggio! E, ancora, le parole del sindaco Lembo che potrebbero essere usate come un tutorial per i nostri sindaci: “La nostra ordinanza – ha detto – ha avuto l’effetto che volevamo, smuovere le acque e arrivare ad una soluzione concordata del problema. L’assistenza sanitaria a Capri, come su tutte le isole, va garantita sempre e comunque”.

Ordinanza? Effetto che volevamo? Smuovere le acque? Eh, vallo a raccontare ai nostri 7 sindaci. I nostri sette bell’addormentati. Chissà, forse questa volta hanno imparato la lezione (caprese). E non vorremmo che per qualcuno, il termine caprese sia solo il nome di una torta.

Tornando al problema, dobbiamo fare i ringraziamenti pubblici alla MedMar per aver messo a disposizione il traghetto ma, grazie Capri, non servirà. Dobbiamo dire grazie al TV Meloni che si è dato da fare e ha trovato un ottimo piano B. Dobbiamo dire grazie al sindaco di Capri che ha smosso le acque. Ma soprattutto, ci dobbiamo dire che il sabato e la domenica, difficilmente ci saranno trasporti medici in terraferma.

Ora aspettiamo lunedì e confidiamo in Capri se la proroga non sarà arriva dalle 8.00 del mattino. Perché, allora, Lembo farà il finimondo e gli ischitani, con poca soddisfazione, al massimo diranno lo avevamo detto. Quel che conta sono le motivazioni e i risultati. Se non era per Capri, oggi, staremmo ancora a “morire in nome della legge”.

Ah, sia chiaro, il tavolo in prefettura dell’altra mattina è stato convocato perché l’ordinanza del sindaco non era stata rispettata. Un’ordinanza senza valore tecnico, ma piena di valore politico e sociale.

1 commento

  1. Oramai è risaputo, i capresi ( gente con gli attributi) in primis il Sindaco e gli albergatori sanno fare turismo, i nostri sindaci morti di fame e accattoni pensano solo al loro tornaconto. Tanto di cappello al loro operato.
    Capri è famosa nel mondo per l’organizzazione turistica, noi siamo “famigerati” per l’abusivismo, le risse tra tassisti, l’accoglienza dei “maomao” napoletani.
    Bella schifezza!!!!!

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