Altro che DAD. “Schiaffi” in presenza per il Barone. Mamme sul piede di guerra al “Mennella”

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Ida Trofa | Mentre la nazione di interroga sul futuro del governo e il mondo scolastico dibatte sul “Si DAD” o “NO DAD”. A Lacco Ameno il sindaco Pascale riceve roventi critiche e sonori “schiaffoni” in presenza da un gruppo inferocito di mamme. Il faccia a faccia si è tenuto martedì pomeriggio (dalle 16.30) presso il palazzo Municpale. Un primo approccio era già provato martedì mattina. I genitori giunti in municipio di buon ora avevano trovato la stanza del sindaco deserta, venendo così inviati dagli addetti ai lavori a ritornare in orari più consoni e previo appuntamento. Non è bastato il rinvio a placare gli istinti bellicosi delle mamme lacchesi. Il problema della scuola di Lacco Ameno è serio. Al terremoto e alla mancanza di programmazione si è aggiunto il dramma COVID 19.

Gli spazi destinati all’istruzione, di fatto, non esistono tra contenziosi giudiziari pendenti e istituti inagibili. All’IC V. Mennella non hanno le aule per tutti gli alunni e con il Coronavirus il dramma spazi dedicati si è accentuato. All’appello mancherebbero almeno 8 aule. I doppi turni sono l’unica strada per fare lezione. Secondo i genitori intervenuti nella sede municipale per chiarimenti e confronti con il sindaco, l’amministrazione non hanno fatto assolutamente nulla per risolvere il problema. Ovviamente nulla di concreto oltre la becera propaganda populista. Anche il Consiglio di Istituto è diviso in due opposte fazione, tra chi appoggia il fumo di Pascale&Co e chi, ora, pretende concretezza. Una frangia autonoma ha chiesto, così, di incontrare l’amministrazione ed essere edotta sulla situazione “scuola”. Molti genitori hanno atteso impazienti sotto il palazzo, mentre 4 mamme sono state ricevute dal sindaco, dal consigliere Carmela Pelo Monti, dal padre di Dante De Luise, Vincenzo e da tale Sonia De Siano, la cui presenza non è meglio stata precisata così come la presenza di Silvie Taranto. La Taranto, pur essendo rappresentante dell’Istituto non era stata coinvolta essendo ritenuta troppo vicina al Pascale.
Così, un primo scambio poco cordiale tra le parti si è aperto con la stessa Taranto che ha preteso di presenziare all’incontro che istituzionalmente era stato chiesto solo con Giacomo Pascale e Lucrezia Galano .Alla fine, tutti insieme appassionatamente, hanno parlato di scuola e sedi scolastiche ma non solo!

Solo fumo e niente arrosto
Ai fini della discussione, hanno ritenuto i partecipanti, il governo Pascale ha fatto solo fumo e niente arrosto, accampando scuse e propinando pretesti poco plausibili sull’attuale disorganizzazione scolastica del comune.
Si è spaziato dal Plesso Principe di Piemonte e le sue 6 aule agibili, passando per le suore Stimmatine ed il contenzioso con rischio di sfratto in atto per discutere, poi, delle indagini di mercato per immobili da fittare (nessuna reale e concreta trattativa) e concludere con la ipotetica costruzione di moduli in legno da installare su un terreno delle Curia in Via Fundera alle spalle delle scuole medie (peccato che qui si dovrebbe costruire l’ampliamento dell’Ospedale).

Non sono mancati scambi anche accesi tra le parti e aperte contestazioni.
In primis sul “Principe di Piemonte”. L’amministrazione ha detto che per il Principe del Piemonte non c’è possibilità di ricavare aule. I genitori hanno incalzato il primo cittadino rilevando che nell’ambito del complesso esiste un plesso con sei aule agibili.
“Perché non ci viene data per la possibilità di utilizzarle mettendo in sicurezze le parti non agibili?” hanno chiesto i genitori. Alla domanda ha risposto il consigliere Pelo Monti ritenendo la soluzione troppo onerosa per il comune trattandosi di dover mettere in sicurezza il plesso che è pericoloso e rischia di crollare. La replica è stata piccata da parte di alcune mamme: “Se il plesso è pericolante perché non provvedete e chiedete il corso angelo Rizzoli e dovreste chiedere anche il marciapiedi!”. In effetti il rischio crollo o c’è o non c’è. Non può tirarsi fuori alla bisogna.
Altro nodo la sede di Via Pannella delle suore Stimmatine dove c’è sia la scuola dell’infanzia che una parte delle elementari: Pascale ha spiegato che la proprietà del bene non è sicura. Solo al 75% sarebbe del comune il resto è conteso legalmente con dell’Ente religioso. Il sindaco si è giustificando dicendo che avrebbe chiesto al legale del comune Giuseppe Di Meglio. Anche qui la critica è stata violenta sui ritardi nel verificare lo stato dello stabile e sopratutto sull’aver speso ed investito soldi pubblici su di un immobile la cui proprietà non è chiara e che ora si rischia di perdere.
Pascale preso dai turchi e dalle donne inferocite che ha quanto pare on cedono più alle sue chiacchiere avrebbe cosi parlato di indagini di mercato in essere sul territorio per reperire spazi da destinare alla scuola. Speso trattative inesistenti che vano dall’Hotel Antares fino al Bar Campo. In l’ultima istanza lo stesso Barone ha messo la l’ipotesi di installare moduli in legno in un terreno della curia vicino alla scuola Media. Terreni dove, però, dovrebbe sorgere il nuovo ospedale. Insomma tutta fantascienza.
La verità è che, a Lacco Ameno, dal 2017, i problemi si sono acuiti mentre si continuano a narrare sciocchezze social…

La sintesi dell’incontro è stata infatti che i genitori con i bambini di Lacco si devono arrangiare nonostante i pesanti problemi legato al Covid, l’assenza di case e luoghi di aggregazione dopo la mancata ricostruzione post sisma. Insomma la popolazione scolastica lacchese dopo i drammi viene invitata ad arrangiarsi e fare i doppi turni
Stando alle indiscrezioni ed ai rumors trapelati al termine dell’incontro, anche lo stesso dirigente scolastico Teresa Cirillo, giunto più volte in municipio con il fido Whitehead, ha ottenuto solo picche dall’amministrazione, venendo, addirittura più volte invitata ad arrangiarsi…

Insomma questa è la politica all’ombra del Fungo, tra arte di arrangiarsi, improvvisazioni e contese. Così il paese ed il futuro, lentamente muore. Muore senza una scuola degna, muore senza programmazione ed istituzioni in grado, realmente, di essere portavoce autorevoli delle istanze di tutti. Sopratutto mancano uomini e donne in grado di assumere responsabilità amministrative e programmazione validi che possano dare una fattiva risoluzione ai tanti problemi che attanagliano il paese.

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