Albanelli vs Bondavalli. Albanelli: “Abbiamo solo chiesto civiltà, comprensione e un filo di rispetto per il prossimo”

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Marco Albanelli | Caro Direttore, caro Gaetano.
Innanzitutto grazie per l’attenzione. Già solo dare voce ai “deboli” è un atto quasi eroico in questi tempi di “PRESStitution” globale.
Mi spiace di aver rovinato la colazione a molti ischitani con la mia brutta faccia – con simpatia mi permetto di parlare anche a nome del mio compagno di prima pagina 😉 – che ovviamente, sarà anche meno contento di me. La causa di questo però non sono io. Io provo a proteggere il diritto alla salute mia e dei miei genitori e vicini. E ah, sì, ho girato e pubblicato un paio di clip video.

Proverò ad essere il più breve possibile. Ma sarà impossibile. Quindi provo a dividere il tutto in un post con più sezioni. Non tedierò comunque nessuno con una ricostruzione “storica”, sarebbe pesantissima e avvilente da leggere e da scrivere. Chi di dovere la conosce a memoria – e la disconosce a sua vergogna.
Mi limito a ricordare che mia madre invitava spesso il tuo compianto padre a mangiare il coniglio a cena da noi, affinché potesse constatare quanto fosse pesante la situazione. Staremo parlando di una trentina di anni fa credo. Traggano i lettori interessati un giudizio. Quando questa storia è iniziata, insomma, io avevo i capelli. E son diventato adulto (e calvo) vivendo una terribile, continua ingiustizia.

Comprendo l’utilità giornalistica della personalizzazione dello scontro, ma Ti garantisco che la diatriba non è “Albanelli vs Bondavalli” – perlomeno dal nostro (Albanelli) punto di vista. Pensa che per “cultura”, quasi per istinto direi, noi (Albanelli) applichiamo la massima “in dubio pro reo” anche in contesti non legali, per così dire. E riusciamo addirittura a non “odiare” il “nemico” – educazione cristiana, certo. Che sciocchi, vero?
Gli Albanelli non sono soli in questo dramma, si fanno portavoci di residenti più “deboli”, che aumentano di numero (e in coraggio) costantemente. Starà ai sindaci isolani e al Patron coi suoi colleghi evitare “assembramenti” di cittadini che rivendicano il diritto al riposo notturno e alla salute – sanciti in qualche leggina qui e là, tipo la Costituzione. Infatti non parlo solo del nostro caso. Ischia Ponte, Forio, e non solo, pullulano di cittadini esasperati dal “diritto del più forte” praticato se non con omissioni incoraggiato da politici che a volte suonano un po’ fessi. Non è certo facile amministrare, ma nemmeno obbligatorio cribbio.

Gli Albanelli sono invece soli, sì, se parliamo della “rassegnazione” generale e silenziosa – con conseguente disinteresse – di tantissimi, vittime di una certa “omologazione” che vede il forte prevalere sul debole, il denaro sul diritto, come dato acquisito ed immodificabile – immagina con quanta fiducia in Enti e Istituzioni. Il classico “fatti i cacchi tuoi e campi cent’anni”. Cent’anni magari un po’ a testa bassa, ma cacchio cent’anni.
Abbiamo sempre e solo chiesto di utilizzare volumi civili e accettabili. Richiesta sempre fatta, centinaia di volte, risposta sempre nulla. Nulla. Se non risatine e sbeffeggi, (oltre a qualche cosa un filo più grave, a dirla tutta) da tutta una serie di personaggi, titolati o meno, politici o meno, dipendenti del Patron o meno.

Abbiamo interpellato TUTTI i vari sindaci che si sono avvicendati negli anni, abbiamo ricevuto rassicurazioni, promesse di intervento, indicazioni, tutte FALSE, INTERESSATE, FUORVIANTI. Da quel punto di vista, a occhio i sindaci Ferrandino son stati davvero meravigliosi, dei veri interpreti consumati di una commedia… scarsa. Scarsa perché la trama sembrava ovvia.
Se (noi Albanelli) avessimo voluto che l’Ecstasy, il Charly, il Valentino fossero chiusi, non saremmo adesso tutti qui a discutere del problema. Di sicuro saremmo tutt’ora sanguinanti e impantanati nelle grandi pastoie che proteggono chi viola le regole in Italia, questo è certo. E, garantito, ancora non potremmo dormire se e quando ci va di farlo. Immagino che il sindaco, il Patron, o i dj/pianobaristi non sarebbero molto contenti se gli si impedisse il riposo, a fine lavoro. O se i parenti che vengono a trovarli per l’estate o anche un solo weekend fossero costretti a trovare un albergo lontano per dormire.
Ma nemmeno il Patron in persona può dire che da questo lato della strada si sia cercato di fare chiudere. Per quanto assurda la situazione, noi rispettiamo il lavoro, in tutte le sue espressioni, a maggior ragione in questo momento. In più però, noi tendiamo a rispettare le regole, le leggi scritte e non. Ci proviamo. Mica siamo dj in un Paese che ha bisogno di rumore per non pensare!
Insomma se siamo qui ad annoiare il prossimo, e controvoglia, lo dobbiamo innanzitutto all’attuale sindaco. Al suo in parte tristemente comprensibile, in parte misterioso, totale silenzio. Il Patron può lamentarsi con lui direttamente – non credo manchino le occasioni – per essere assurto alle prime pagine, e in quale compagnia!
Oltre a ciò, certo, il Patron potrebbe venire incontro a legittime e civili richieste da parte di chi era qui da quando l’attuale Valentino era/doveva essere un parcheggio. Non credo che la clientela scapperebbe indignata dai suoi locali se i volumi fossero più “umani”, e in particolare i “bassi” degli impianti fossero meglio attutiti alla fonte – Invece che, come adesso è – far vibrare i palazzi circostanti, oltrepassando pareti di un metro e finestre insonorizzate. E non fallirebbero se gli orari di casino all’aperto fossero più adeguati al fatto di trovarsi in pieno centro. A proposito, può una discoteca all’aperto essere in centro? A Pufflandia, forse.
A qualcuno risulta che io o i miei familiari abbiamo chiesto altro, se non civiltà, comprensione, un filo di rispetto per il prossimo?

Del resto è comprensibile quali siano le motivazioni e gli scopi del bombardamento sonoro praticato nei locali notturni. Infatti dà dipendenza, al punto che si reagisce con violenza, strafottenza e volgarità al minimo cenno alla convivenza civile. Mica sono problemi loro, come proprio un dj mi disse. Disse anche che il night si basa su alcolici ed alti volumi, e che negli orari stabiliti dalle ordinanze non ci sono limiti ai decibel utilizzabili. Ignorantia legis…?
“Musica” è un parolone. Lo dico da ex/fallito “chitarraro”. Non a caso le “selezioni” musicali proposte sono sempre spezzettate, e in ogni caso spesso male eseguite. In ogni caso i gusti son gusti, e qualunque cosa sia, nessuno qui vuole “spegnere la musica”. La questione centrale è quella dei DECIBEL, delle leggi vigenti, della salute pubblica e dell’onere dei controlli. Di come un intero sistema sia palesemente configurato – o inapplicato in tutte le sue parti – per impedire, di fatto, il rispetto non dico dei limiti legali, ma di quelli almeno “civili”. Sto dicendo che non può essere casuale una violazione così sistematica della legge sotto l’ombrello di ordinanze di un sindaco. Con buona pace delle forze dell’ordine, in pratica utilizzate per proteggere chi usurpa un diritto da chi lo rivendica a ragione. E a “ripulire” la movida dagli esagitati spesso in preda a chissà che, oltre agli alcolici. Risse, accoltellamenti, violenze, distruzioni, non perdo tempo a elencarle – anche se sarebbe interessante nell’ottica dell’ordine pubblico. Al posto di un carabiniere, di un poliziotto, io mi incazzerei.
Quanto alle questioni prettamente legali, alle reali regole in vigore, alle responsabilità diffuse e a quelle precise, alle esperienze passate e non proprio piacevoli con l’ARPAC, all’abbandono dell’isola e dei cittadini al caos e al caso, alle mille e mille prepotenze che i “protetti” su quest’isola possono permettersi di fare e ripetere, umilmente lascio la parola ai giornalisti, alle persone più preparate di me e ai politici, se hanno voglia di alleggerire almeno l’atmosfera, che sinceramente puzza. Ma la puzza non parte da Villa Drago – “quella di Böcklin”, per capirci. Né, a dirla tutta, dai locali del Patron. In quella zona che in un attimo di allucinazione viene definita “salotto buono dell’isola” dallo stesso sindaco – e quindi rappresentativa dello stato del paese. Che tristezza.

Voi lettori, cosa fareste? E poi, avete mai sperimentato la privazione continuata del sonno? In qualche trattato internazionale viene definita tortura. Ahi serva Ischia.
Grazie ancora per l’attenzione, e buon lavoro. Cordialmente,
Marco.
P.s. Ora torno a tentare di lavorare senza molta lucidità – purtroppo tre notti quasi complete di sonno perse non si recuperano. I lettori credono che preferirei dormire, o girare e pubblicare video?! Non basterebbe già solo questo come prova dell’assurda realtà dei fatti?

9 Commenti

  1. Pienamente d’accordo a forio,grazie ad amministratori miopi,musica ad alto volume negli alberghi e nei bar contro le normative europee sull’inquinamento acustico.Dobbiamo sperare in un nuovo …covid?

  2. Marco quello della musica senza rispetto e che come tale non può essere Musica ma rumore e disturbo, è un serio problema di questa Isola ormai imbarbarita e che va risolto. Anche perché oltre a essere contro il buonsenso è contro la Legge.
    Troveremo il modo ne sono certo

  3. Il rispetto della quiete pubblica sull’isola non è un diritto.
    E non si tratta solo dei decibel fuori legge ma anche dello squallore che si è costretti a subire in casa propria.
    Nei mesi “caldi” il martellamento di musicaccia di dubbio gusto, anche a Forio è insopportabile!

  4. Parole sante, cmq appena ti incontro ti passo il numero di un legale che ha fatto miracoli in una situazione simile, e se come immaginiamo tutti l’arpac confermerà che i rumori sono molesti il sindaco, con il vice questore e con chi di dovere dovrà rispondere all’autorità giudiziaria. Ci saranno scandali, si apriranno vasi di pandora e qualcuno si farà male davvero. Veramente si preferisce andare sotto commissario prefettizio per non abbassare il volume?? Gli impavidi a volte sono dei perfetti deficienti!!!
    Saluti

  5. Ma perché queste auto con musica assordante che iniziamo a vedere per strada sono normali? E pure passano vino a vigili carabinieri e polizia ma sono tutti sordi. Dovrebbero fermarli proprio per una forma di immagine…

    • Ben detto….adesso si lamentano anche delle macchine che passano con la musica a tutto volume…assurdo…..chiudiamo tutti i bar con la musica, chiudiamo tutte le discoteche, ma attenzione a quando vengono i mao mao, non sia mai gli dicono qualcosa, tutti chiusi nelle proprie case con la lingua nel culo…. isola solo per vecchi

  6. Chi sa cosa vogliono dimostrare con la lori caciara smodata!
    Come disse Mark Twain:
    “Il rumore non prova niente. Spesso una gallina che ha semplicemente deposto un uovo schiamazza come se avesse deposto un asteroide.”

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