Ai “cattolici” ischitani e foriani, ma non solo

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Luciano Castaldi | Uno dei segni dell’impazzimento dei nostri tempi è dato dalla cattofobia di certi “cattolici”. “Cattolici” scritto tra virgolette, non vorrei si offendessero e, magari, mi querelassero.
Dilaga una forma acuta di schizofrenia, altrimenti detta “clericalismo”, o, nella sua manifestazione più recente, “papolatria”.

Sintomi: convulsioni, occhi arrossati, salivazione incontrollata, livore ingiustificato, diarrea verbale, esondazione di bile, cattiveria, violenza.
Hanno voglia di cianciare di accoglienza, “ammorre”, dialogo, misericordia… bontà. Se tocchi qualche tasto sbagliato, gli affetti da questa patologia si trasformano in leoni da salotto. Con aria condizionata, naturalmente.

Sono quei “cattolici” (sempre con le virgolette, non vorrei si offendessero) che sopportano di tutto e, con rassegnazione, si girano volentieri dall’altra parte, ma guai se gli tocchi il loro papa, il loro prete, il loro pastore (o spirito guida che dir si voglia).
Tirano fuori una grinta da far spavento.

Sono anni che assistono (forse persino compiaciuti) ad un papa (le cui opinioni si possono evidentemente confutare e contestare) che sputa sulla chiesa, ridicolizza il passato bimillenario della cristianità cattolica, bestemmia Gesù (“Si è fatto serpente”, “Era scemo”), dimostra un’ignoranza da spavento (come quando ha confuso i miracoli raccontati dai vangeli in “parabole”), bestemmia la Madonna (“Maria non è nata santa”), santifica Lutero, vuole stravolgere lo spirito claustrale, perseguita gli ordini religiosi (vedasi caso dei Francescani dell’Immacolata), contraddice l’insegnamento dei suoi predecessori sulla morale familiare, licenzia i buoni servitori della Chiesa e promuove quelli discussi (vedasi caso dei due Viganò, e card. McCarrick), si spertica di lodi verso la cultura laicista e anticristiana (vedasi elogi alle bonino ai pannella eccetera), afferma che non esiste una verità assoluta (“Io sono la Via, la Vita e la Verità”, dice invece Gesù nel Vangelo, ma non è sicuro: mica a quel tempo c’erano i registratori?), il suo “capo”, il capo dei gesuiti, dichiara che il diavolo è un simbolo, non una persona… e tante altre “novità” e “amenità”. Sono anni che assistono (forse compiaciuti) ad un papa che si inginocchia, anzi letteralmente si prostra, davanti a tutti, ma MAI DAVANTI ALLLA SANTISSIMA EUCARESTIA…

Sono anni che ascoltano i loro preti che insultano i nostri padri e le nostre antiche tradizioni, arrivano assonnati e in ritardo ad ogni appuntamento, hanno abbandonato i nostri ammalati, celebrano con superficialità, cambiano le sante parole della messa, seminano discordie, rilanciano eresie… odiano l’abito sacro… chiamano “assassini” quei (pochi) fedeli che provano a reagire…

(A Forio, il mio paese, durante il novenario in onore della Madonna Addolorata della scorsa Quaresima, c’è stato un predicatore che è arrivato a farsi beffa dei dolori della madonna, si è lasciato andare ad idiozie sulla immagine seicentesca di Maria, ha avuto da ridire dal primo momento in cui ha messo piede in chiesa…).

E cosa fanno i nostri buoni “cattolici” (tra virgolette, non vorrei beccarmi una querela)?
Si scagliano contro gli integristi, i fanatici, quelli che si sentono più infallibili del papa…
Quelli che, in altre parole, si limitano a ricordare che la Chiesa è del suo Fondatore e Maestro, Gesù Cristo e che, prima di questo, ci sono stati altri 265 papi, di cui uno vivo e vegeto e il cui prezioso insegnamento andrebbe imparato a memoria… (ma oggi, si preferisce, nei migliore dei casi, la lettura di repubblica… mica i preti e, a maggior ragione i fedeli, possono perdere tempo a studiare…)

I misericordiosi della chiesa misericordiosa, più ignoranti dei loro “maestri” nonché guide spirituali, non sapendo argomentare, preferiscono offendere, seguendo, appunto, l’esempio del loro leader maximo, quel papa che, sovente, approfitta del microfono (a lui generosamente offerto da tutta la stampa mondiale che lo magnifica, e si capisce perché) per coprire di insulti chiunque dissenta dal suo modo di vedere le cose (ultimo in ordine di tempo il cardinale Muller).

Il buonismo, si sa, è il lato viscido della cattiveria.
Il clericalismo, cioè il piegarsi ai dettami dei preti senza mai ragionare, una bruttissima malattia.

Ma se, quei “cattolici” (scritto tra virgolette, non vorrei offendere e beccarmi una querela) pensano di scoraggiare si sbagliano di grosso.
“Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi”.

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