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Addii diversi | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 8 agosto 2021

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Mentre le ultime battute delle Olimpiadi di Tokyo ci stanno regalando successi italiani assolutamente insperati, oltre a nuove soddisfazioni e rivalse contro gli inglesi il cui sapore è migliore della più sopraffina pietanza stellata, le cronache sportive hanno posto alla ribalta alcuni addii di notevole rilievo.

I primi due, quelli di Lukaku all’Inter e di Messi a Barcellona, sono facilmente accostabili grazie a un unico denominatore comune: il dio denaro. Come può, infatti, una società gravemente indebitata come l’Inter rifiutare centotrenta milioni di euro, pur dovendo sacrificare il suo giocatore più efficace e rappresentativo? E come quest’ultimo potrebbe mai rifiutare un quasi raddoppio del suo ingaggio annuo, con la soddisfazione aggiuntiva di tornare a peso d’oro nella squadra campione d’Europa che, a suo tempo, lo scartò senza pietà?

Per Messi il discorso è un tantino diverso: Leo guadagnerà a Parigi circa quindici milioni l’anno in meno di quanti ne guadagnava fino alla scorsa stagione, ma naturalmente la rottura col Barça non poteva che portarlo in un contesto in cui ci sono tutti i presupposti per chiudere in bellezza la sua carriera e aggiungere al palmares il merito di aver portato il PSG a vincere finalmente la tanto agognata Champions League. Questo, ovviamente, con tutti i vantaggi economici che ne conseguiranno anche sul piano personale. Ovviamente, l’argentino ha messo da parte la chance irripetibile di consolidarsi come numero uno assoluto nell’ipotesi in cui, scegliendo una piazza -una a caso- come Napoli, avrebbe potuto accostare il ritorno degli Azzurri allo scudetto con la vittoria della Coppa America (di cui è stato protagonista) e, magari, la carta dei mondiali in Qatar del prossimo anno. Della serie, contento lui…

Di tutt’altro stampo, invece, il ritiro dalle corse di Valentino Rossi. “The Doctor”, al di là di ogni valutazione economica (che rispetto a quelle legate al mondo del calcio è di gran lunga meno rilevante), si è reso conto che insistere da comparsa in un mondo come la Moto GP di cui è stato protagonista assoluto per quattro lustri rappresentava uno status riduttivo per un campione del suo calibro. E allora, visto che il piatto a tavola proprio non gli manca, eccolo deciso più che mai: addio moto a fine stagione e poi… resto un pilota, magari mi diverto con le auto. Battuta scontata: la sua è decisamente un’altra marcia, propria della velocità irraggiungibile di campioni di sport e di vita, prima che di guadagni.

p.s. il nostro, invece, spero non sia un addio, ma semplicemente un arrivederci, in edicola e online, a martedì 31 agosto: è il momento di ricaricare le batterie a tutto tondo! Buona estate.

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