A tu per tu con Virgina Martelli responsabile della casa editrice XY: La chiusura di una libreria è sempre una sconfitta per la cultura

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Anna Lamonaca | A Forio recentemente è stata chiusa l’ultima libreria, baluardo di cultura e diffusione di saperi ed amore per i libri cartacei, una grave perdita per la nostra intera comunità, incontriamo Virginia Martelli, giovane responsabile di una nota casa editrice in vacanza proprio nel comune turrita e insieme abbiamo fatto un po’ il punto della situazione ed una riflessione sull’universo editoriale italiano che recentemente è un po’ in crisi. La sua casa editrice XY è nata nel 2006 dalla passione per la scrittura accompagnata da una buona dose di coraggio imprenditoriale, ha mosso in poco più di un decennio tanti importantissimi passi che l’hanno vista procedere con determinazione e professionalità nel panorama editoriale italiano ed internazionale. Da Arona, dove ha la sua sede “vista lago”, la prospettiva dei tre editori temerari, come amano definirsi, è andata ampliandosi abbracciando esperienze letterarie non convenzionali e di grande qualità. Quando le chiediamo cosa pensa di quello che è accaduto a Forio ci risponde: “La chiusura di una libreria è sempre una sconfitta per la cultura.  Spero invece che ci sia ancora qualcuno disposto a scommettere sui libri e sul loro grande valore educativo, comunicativo ed espressivo, nella nostra casa editrice sono nate, “non senza salti mortali o danze propiziatorie” – come ci ricorda Virginia, diverse collane attraverso le quali la casa editrice si è guadagnata premi, riconoscimenti e grandi soddisfazioni professionali. Oggi lanciano sul mercato (re)fusi d’autore, una collana le cui punte di diamante sono Tony Tulathimutte, Thomas Tsalapatis, Carmine Vitale.Tre autori che sono re, teste coronate, in quanto soltanto loro sono capaci di dire certe cose in un certo modo.  Ma sono anche “fusi”, perché non rientrano nei canoni della banalità, esprimono idee originali e restano fuori dagli schemi. Ma non troppo.

Qual è lo stato dell’editoria italiana?

Bella domanda. Ne ha una di riserva?

Ci vuole più coraggio o più follia per aprire una casa editrice?

Direi entrambe le cose. Aggiungerei però anche un terzo elemento, ossia una buona dose di capacità atletiche, per far sì che si possa cadere in piedi dopo i continui salti mortali a cui questo mondo dei libri ci sottopone ogni giorno.

Editore XY è un nome inusuale. Da dove viene?

XY come le coordinate cartesiane che definiscono le direzioni in uno spazio…

XY come i cromosomi che decidono il sesso del nascituro…

XY come le più comuni incognite…

Scegliete voi la definizione che preferite.

Lavorate molto anche all’estero. C’è differenza tra il nostro e i loro mercati?

Dipende molto da Paese a Paese. In generale però vedo che all’estero il mondo dell’editoria riceve attenzioni, sovvenzioni, investimenti e benefici che in Italia purtroppo restano ancora una chimera inoltre il fatto che all’estero si legga molto di più che in Italia è ormai un dato consolidato e questo, naturalmente, gioca anche a sfavore del nostro mercato.

 (Re)fusi d’autore: come nasce l’idea di questa nuova collana e quali sono i requisiti per entrare a farne parte?

Volevamo dar voce a chi, questa voce, la esprime in modo nuovo, diverso, un po’ sopra le righe. A chi racconta cose magari non nuove, ma lo fa con un timbro totalmente differente, sperimentale, forse spiazzante. A chi vuole uscire dagli schemi. A chi preferisce distinguersi da una scrittura a cui siamo abituati insomma, vogliamo scommettere su chi, in prima persona, ha il coraggio di mettere in gioco se stesso e la propria unicità. Bisogna essere un po’ “fusi” quindi, ma anche “re”per entrare in questo nostro personale mondo di parole scritte chiamato narrativa.

Come cambierà secondo lei l’editoria nei prossimi anni? Resisterà il libro o passeremo definitivamente all’ebook?

Se ne parla e se ne discute da anni. Ho sentito previsioni più disparate e poi ancora il tutto ed il contrario del tutto, su questo argomento. E’ difficile dirlo. Personalmente penso che i due mondi, quello della carta e quello dell’ebook, continueranno a coesistere su strade parallele, ognuno coi propri affezionati lettori e senza troppi sgambetti o intrusioni reciproche nei rispettivi mondi.

Una domanda più personale.Come si è avvicinata Virginia Martelli al mondo dei libri?

Da bambina grazie a mio padre: grande, anzi, grandissimo lettore. Mi portava sempre in una vecchia libreria della città, dove mi lasciava girare e frugare da sola tra gli scaffali alla ricerca del “tesoro”, ossia di un qualche cosa di nuovo da leggere e sfogliare. Era un uomo un po’ burbero che concedeva molto poco, ma che di fronte alla richiesta di un libro, non mi ha mai detto di no. Ecco, la mia passione per la lettura e per tutto il mondo ad essa legato ha davvero origini lontane legate all’infanzia e forse, l’emozione che ancora oggi provo entrando in una libreria è data dal ritrovare quel profumo di carta unico e irripetibile capace di riportarmi a quelle indimenticabili cacce al tesoro tra gli scaffali.

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