Livorno si è trasformata, il 9 e 10 febbraio 2026, in una grande aula a cielo aperto. Non è un’immagine poetica, ma la cornice concreta in cui si è svolta un’importante esperienza formativa rivolta a oltre settanta studenti provenienti dall’Istituto Nautico “F. Caracciolo” di Procida, realtà scolastica che vanta una lunga tradizione nella formazione marittima italiana.
L’iniziativa, ideata e fortemente voluta dal comandante Fabio Pagano, pilota del porto di Livorno e originario proprio dell’isola campana, ha rappresentato molto più di una semplice uscita didattica. Si è trattato di un vero e proprio laboratorio sul campo in cui scuola, istituzioni e mondo operativo si sono incontrati per costruire un ponte tra formazione e futuro professionale.
Durante le due giornate, i giovani studenti hanno potuto esplorare da vicino il funzionamento di uno dei principali scali dell’Alto Tirreno, affrontando temi fondamentali come l’innovazione tecnologica, la sicurezza della navigazione e l’organizzazione portuale.
Il programma ha preso il via presso il CNIT (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni), dove i ragazzi sono stati introdotti al progetto 5G MASS. Attraverso questo focus, è stato possibile approfondire il ruolo crescente delle tecnologie digitali nella navigazione e nella gestione delle flotte: dall’automazione alla connettività, fino all’integrazione avanzata dei dati a supporto delle operazioni marittime.
La tecnologia, dunque, come chiave di lettura del futuro dello shipping, in un contesto dove il mare resta centrale ma cambia il modo in cui lo si attraversa e lo si governa.
Il giorno successivo, gli studenti hanno affrontato un percorso ancora più immersivo, accedendo ai luoghi istituzionali e operativi del porto labronico. La mattinata ha previsto l’incontro con la Capitaneria di Porto, dove è stato approfondito il ruolo dell’Autorità Marittima nelle attività di vigilanza, controllo del traffico, sicurezza, ricerca e soccorso.
A seguire, l’esperienza diretta con il Corpo dei Piloti del Porto, che ha consentito ai ragazzi di scoprire una delle figure tecniche più rilevanti, ma spesso meno conosciute, nella catena della sicurezza della navigazione.
Il percorso si è concluso nel pomeriggio con la visita all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, ospitata nella suggestiva cornice della Fortezza Vecchia. Qui, grazie agli interventi degli esperti, è stata illustrata la funzione strategica della governance portuale e i processi di pianificazione e sviluppo dello scalo.
Ad animare e concretizzare questo percorso, è stato il lavoro instancabile del comandante Fabio Pagano, che ha voluto rendere tangibile il legame tra la cultura marittima della sua isola e l’operatività di un porto complesso come quello di Livorno.
“Ho colto questa proposta fattami dalla dirigente scolastica del Nautico di Procida, e abbiamo deciso di promuovere assieme due giornate di portualità livornese.”
“Fondamentale è il toccare con mano, far sì che questi ragazzi riescano a integrare l’attività scolastica con quella pratica è determinante. Il lavoro marittimo è anche pratica. È quindi fondamentale offrire ai ragazzi esperienze dirette come questa. Il porto di Livorno, con la sua varietà di traffici e di merci, consente di conoscere realtà diverse e di maturare una visione globale di quello che potrà essere il loro futuro professionale, che mi auguro coincida con il mare.”
A sottolineare il rilievo istituzionale dell’iniziativa è stato l’intervento dell’Ammiraglio Giovanni Canu, che ha offerto agli studenti una riflessione densa di significato sul futuro professionale, umano e culturale dei giovani del mare.
“Il mio consiglio, che può sembrare scontato ma non lo è, è di divertirvi: portate nella professione la vostra passione e la vostra personalità, come valore per voi stessi e per l’amministrazione. Offrite il vostro contributo intellettuale senza farvi condizionare e studiate, perché lo studio vi rende liberi. Con solide conoscenze tecniche potrete costruire nuovi orizzonti e raggiungere traguardi sempre più importanti. Noi oggi facciamo la nostra parte, ma saranno questi ragazzi a trasmettere tutto questo nel futuro.”
Parole che restituiscono dignità e profondità alla scelta della professione marittima come vocazione, ma anche come territorio di libertà, responsabilità e futuro.
Il valore educativo dell’iniziativa è stato sottolineato anche dalla dirigente scolastica Maria Longobardo, che ha ribadito l’importanza di esperienze come questa per rafforzare l’efficacia della formazione scolastica e motivare le nuove generazioni.
“Questa esperienza rappresenta pienamente la missione dell’Istituto Nautico: i ragazzi acquisiscono a scuola una preparazione teorica sulla vita del mare e sulle competenze richieste, ma confrontarsi sul campo con chi ricopre ruoli e responsabilità reali è un’esperienza unica. Vedo nei miei studenti grande curiosità e sono convinta che ascoltare dal vivo chi lavora nel settore marittimo dia loro una marcia in più per sognare e costruire il proprio futuro nel mare.”
Il senso profondo di questa alleanza tra scuola e sistema portuale si manifesta proprio nella possibilità di rendere concreti i percorsi di studio, mostrando scenari di sviluppo reale in un settore, quello marittimo, che richiede competenze sempre più qualificate.
L’esperienza procidana a Livorno rappresenta un modello virtuoso di formazione integrata, in cui il porto si afferma non solo come infrastruttura logistica, ma come ecosistema formativo, capace di accogliere, ispirare e formare le nuove generazioni di marittimi.
Per i tanti studenti coinvolti, queste giornate non hanno rappresentato una semplice parentesi didattica, ma un incontro autentico con il futuro. Il mare, da orizzonte teorico, si è trasformato in scelta consapevole di vita e lavoro: una rotta da tracciare a partire dalla passione e dalla conoscenza.








