L’atto di interrogazione e diffida presentato dai consiglieri Antonio Mazzella e Pasquale Balestrieri sulla situazione di crisi d’impresa della EVI s.p.a. segna un passaggio politico che va ben oltre il merito amministrativo della vicenda.
Al di là degli effetti immediati che tale iniziativa potrà produrre, fermo restando che i contenuti della stessa farebbero rabbrividire qualsiasi amministratore pubblico di buona volontà, ciò che emerge con nettezza è il significato politico dell’atto: la formalizzazione di un distacco ormai evidente dalla maggioranza guidata dal sindaco Enzo Ferrandino.
La crisi EVI, tema delicato per la gestione dei servizi pubblici e per gli equilibri finanziari dell’ente, diventa così il terreno su cui si consuma una rottura che covava da tempo e che oggi, alla luce delle assunzioni da concorso in cui troverà spazio l’assunzione di predestinati più o meno illustri, insieme a numerosi avanzamenti di livello già approvati in uno degli ultimi CdA, rappresenta, nei fatti, lo spunto per una presa di posizione politica chiara, soprattutto alla luce della recente confluenza dei due consiglieri in un unico gruppo riconducibile a Fratelli d’Italia.
L’atto sull’EVI diventa così il primo vero banco di prova di un’identità politica che non intende più restare in una zona grigia tra sostegno e critica, ma che sceglie di collocarsi in modo più definito rispetto alla maggioranza di Ischia, che insieme alle altre cinque amministrazioni locali, si troverà finalmente nella condizione di dover operare in modo meno indisturbato.
In questo senso, il valore simbolico dell’iniziativa supera quello procedurale. Anche qualora la diffida non producesse conseguenze immediate sul piano gestionale, essa imprime un marchio politico: sancisce che esiste una componente consiliare che non si riconosce più nell’azione dell’amministrazione
Dopo quattro anni segnati da un sostanziale vuoto di confronto – conseguenza delle elezioni del 2022 che, senza avversari, hanno riconfermato Ferrandino alla guida del Comune di Ischia – il panorama politico locale torna a muoversi. L’atto firmato da Mazzella e Balestrieri, quindi, rompe questo schema: non è più una dinamica interna, ma un vero e proprio posizionamento esterno, a cui presto -almeno credo- si aggiungerà quello della vice-sindaca Ida De Maio, con un solo quesito: andrà via lei o farà prima il sindaco a cacciarla dalla giunta?
In prospettiva, questo passaggio assume un rilievo ancora maggiore.
Il riemergere di una componente d’opposizione rappresenta il primo tassello nella costruzione di uno schieramento alternativo in vista delle prossime amministrative. Se l’area di centrosinistra appare orientata a convergere su Gianluca Trani quale candidato sindaco a trazione Partito Democratico, la definizione di un fronte diverso, capace di intercettare il malcontento e proporre una visione alternativa, passa anche attraverso atti come quello sulla crisi EVI.
Non si tratta ancora di un’alleanza strutturata né di un programma compiuto. Tuttavia, la scelta di esporsi con un atto formale e politicamente incisivo costituisce una dichiarazione di intenti giunta fin troppo in ritardo, ma tuttora benvenuta.
Mazzella e Balestrieri, consolidando la propria collocazione, contribuiscono a riaprire il gioco politico in un contesto che per anni è apparso del tutto cloroformizzato e asservito alle logiche della maggioranza Ferrandino.
In definitiva, l’atto sulla crisi d’impresa EVI non rappresenta soltanto un episodio amministrativo, ma un passaggio di natura squisitamente politica. Segna la fine di una ambiguità e l’avvio di una fase nuova per il consiglio comunale di Ischia.
E a prescindere dalla sua incidenza nell’immediato sulla gestione di EVI, essa consegna alla scena pubblica un dato ormai difficilmente reversibile: a Ischia è tornata, più o meno ufficialmente, un’opposizione. Ed è da qui che potrebbe prendere forma la prossima competizione per la guida del Comune.







