A don Antonio Angiolini. “Cor ad Cor loquitur”

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ANTIMO PUCA | Cor ad Cor loquitur”. Cuore a cuore ti parlerò. Mi piace pensarlo come il motto che Ti accompagna da sacerdote, una scelta di vita per il tuo Ministero, per il tuo modo di porti alle persone, per come porti Dio al prossimo. Sei un prete. Uno fra tanti.
Una “matita tra le mani di Dio”, una goccia nell’oceano, un granello di sabbia che nell’infinità del mondo non si nota nemmeno ma che spesso ha saputo dare fastidio perché gettato negli occhi di chi è abituato a nascondersi dietro la Chiesa per comodità o ipocrisia.

Hai sempre vissuto intensamente il Tuo sacerdozio portando Gesù ovunque ma soprattutto lì dove spesso non si riescono a dare risposte esaurienti o il giusto conforto. Hai sempre cercato di seminare Gesù nella quotidianità, nelle strade difficili, nei terreni aridi. Lì dove la necessità ti ha chiamato.

La necessità di aiuti concreti ma anche di supporto morale che tu hai sentito il dovere di tradurre in presenza viva, in parole di conforto, in piccoli gesti che dimostrino il vero messaggio cristiano nella sua semplicità e nella sua meravigliosa essenza.
Hai sempre creduto nel bisogno, da parte delle Istituzioni, di un approccio più accogliente nei confronti dell’altro. Nell’utilità di un tipo di ascolto volto al recupero di una fiducia spesso abbandonata, che arricchisca il momento della confessione e della partecipazione di tutti alla vita della vera chiesa cristiana.

Nella necessità di un avvicinamento che mai sia di rigorosa condanna e di facile giudizio ma, piuttosto, di impegno in una Fede che spesso crolla per mancanza di solidità e di forza nelle sue fondamenta. Hai sempre creduto nel perdono e nel recupero delle proprie opportunità. Hai sempre creduto nelle svolte e nelle idee che sappiano accompagnare lo sviluppo, in meglio, dell’uomo. Ma non certo il suo declino.

Hai sempre creduto nei sentimenti, quelli veri. Nella Carità operata nel piccolo, con costanza e dedizione. Hai sempre creduto nel volontariato e nel suo immenso potere. Hai sempre creduto nella Misericordia, nel Bene che matura nelle coscienze pulite ed educate al rispetto delle libertà e dei veri valori. Hai sempre creduto fermamente nel tuo Ministero, nonostante gli ostacoli incontrati sin dall’inizio. Nonostante la diffidenza di chi ti avrebbe voluto docile, muto e senza pretese strambe che inneggino alla possibilità di scelta e di libertà nella vita.

Continua a credere. Ad ogni tua omelia. In ogni tuo passo avanti. Ma anche in ogni tua caduta che, anche se interrompe momentaneamente il tuo cammino, ti rende, subito dopo, più consapevole dell’importanza di continuare ad andare avanti. “Cor ad Cor loquitur”. Cuore a cuore Ti parlerò. Vicino vicino. Affinché continui. A consolare meglio, parlare meglio, confortare meglio da vicino. E continui ad ascoltare meglio le preghiere sussurrate e i sospiri di chi soffre senza far rumore. E continui. A sentire battere un cuore da vicino. E continui. A stringere le mani, abbracciare un fratello, eliminare piedistalli e altezze. Hai sempre fatto posto a Gesù soltanto, invitandolo a sedersi vicino a noi. Affinché, uomo tra gli uomini, continui ad essere umile servo di Dio tra le genti. Questo il mio sincero augurio. Con stima

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