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#LEOPERACCE. La pluviale Forio-Panza, un disastro enorme!

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Gaetano Di Meglio | foto gennaro savio | Lo speciale di oggi è uno speciale che raccoglie le più evidenti operacce ischitane. Da Ischia a Forio, ma nessuno dei comuni è immune, la lista è lunga e piena di spunti interessanti. Una lista di milioni di euro sprecati in lavori fatti male, in soluzioni non assicurate, in interventi sbagliati e in problemi che si ripetono.


È difficile pensare ad una classifica ma ce ne sono alcune che gravano più di altre. Ce ne sono alcune che gridano vendetta e che sono una medaglia, nera, per gli amministratori che hanno perso l’occasione sia per risolvere il problema sia per utilizzare bene le risorse assegnate.
Certo, nessuno pensa che la responsabilità della politica sia quella legata alla realizzazione manuale bensì, invece, è diretta alla scelta delle professionalità che devono garantire gli interessi dell’ente.

Lo stato ha diviso le strade: da una parte i bandi pubblici, la trasparenza e l’accesso libero a tutti i soggetti idonei e con i requisiti sono una parte del problema, gli affidamenti diretti e tutto il caos sugli appalti, dall’altro, invece, le responsabilità sia delle stazioni appaltanti sia la responsabilità politica e sociale degli amministratori. Nel viaggio che faremo oggi tocchiamo 3 disastri pubblici. Una sorta di podio la pluviale di Forio, la piscina comunale di Ischia, la salita del Calvario e Casamicciola.

Tre operacce con storie diverse che, però, rientrano in questo filo di normale dis-amministrazione. Potremmo allungare l’elenco di molte altre ma queste, sono oggetto di lavori mirati per soluzione dei problemi di recente. Potremmo dire “ora ora” se eliminiamo il tempo trascorsi in casa con la pandemia.

La salita del Calvario
In terza posizione c’è la salita del Calvario di Casamicciola (più avanti nel giornale la cronaca). Un tratto di strada che crolla con costante ripetitività e che è stato oggetto, negli anni, di mille interventi tra Comune, Evi e altri soggetti attuatori. Una costante che segna il tempo di Casamicciola e che, purtroppo, unisce il prima e il dopo del terremoto. Un’arteria di collegamento importante che non trova pace.

La piscina comunale
La seconda posizione, quella d’argento, ma solo per entità economiche minori, va alla Piscina Comunale di Ischia. Un disastro che fa arrossire Enzo Ferrandino. Una gestione scriteriata che ha lasciato “morti e feriti” sull’asse Fondobosso-Scuola Medie. Due operacce, il Palazzetto e la Piscina che bastano e avanzano. Se per il Palazzetto dello Sport c’è ancora qualche speranza che chiedere il conto a chi ha lavorato male e una pezza a colori è stata quasi messa (a giorni dovrebbe riaprire, almeno così pare), per la Piscina Comunale è un disastro senza se e senza ma.

La pluviale panza-citara
In prima posizione, senza dubbio, c’è la Pluviale di San Giuseppe. Un’operaccia da oscar che diventa gravissima per due motivi distinti e paralleli. Il primo è che i lavori sono stati male. Il secondo è che i cittadini pagano il danno e la ditta è fallita. E le responsabilità? Di chi ha gestito l’appalto, di chi ha consentito certi lavori, avallato le varianti, confermato i SAL e tutto quello che è stato fatto.

Stani Verde ha commentato così: “La verità sul caso della pluviale Panza/Citara costata 2 milioni di euro è sotto gli occhi di tutti. Già durante la realizzazione dell’opera denunciai il pericolo costituito da una cattiva esecuzione dei lavori. Il sindaco mi rispose pubblicamente che aveva personalmente verificato che fosse tutto in regola. Tra le altre anomalie, assumendomi tutte le responsabilità di quanto dichiaravo, denunciai anche che l’appalto era stato affidato violando diverse leggi in materia di affidamento di appalti pubblici”.
Ieri, infatti, sulla strada che porta a Citara, ancora una volta, alle prime piogge, si è creato un fiume in piena che ha divelto il manto d’asfalto e che è dilavato giù con una violenza enorme.
La realtà dei fatti dà ragione a Stani Verde senza ombra di dubbio. E, rileggendo le parole del 2016 e guardando i video del 2022, si vive un brutto dejavu.

“La famosa pluviale da Forio a Panza è una responsabilità del sindaco. Già in corso d’opera – aveva dichiarato anni fa Stani Verde – avevo detto al sindaco che i lavori erano stati eseguiti male. In un consiglio comunale gli ho chiesto perfino di verificare se quello che gli avevo riferito corrispondesse al vero. Al consiglio successivo mi rispose che aveva verificato quanto da me denunciato e che era tutto in ordine, salvo ritrattare tutto dopo l’ennesimo cedimento e dire che hanno revocato l’appalto alla ditta. Ma a quale appalto vi riferite? Siete voi che avete permesso alla ditta di spendere quasi tutti i 2 milioni di finanziamento e di fermarsi a metà strada. Sono arrivati nei pressi dell’hotel Mediterraneo: perché vi svegliate solo dopo aver fatto tutti questi danni? se a casa tua ti accorgi che i lavori sono fatti mare, non permetti alla ditta di rovinarti la casa. L’amministrazione Del Deo ha rovinato due estati consecutive e messo a rischio l’incolumità di cittadini e turisti per un’opera che va rifatta”.
Poi Verde chiarì anche perché ero passato dalle segnalazioni alle denunce: “Perché non avevo altra scelta. Quando stai dicendo la cosa giusta ma non vieni ascoltato cosa puoi fare, stare a guardare mentre devastano il paese? Sto al comune con un mandato: devo rappresentare le persone che mi hanno votato e quelli che non mi hanno votato. Come faccio a rappresentarle se metto anche io la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi della maggioranza?”.

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