Gli avvocati dell’isola chiedono l’intervento del presidente De Luca

Il presidente Gianpaolo Buono sollecita un intervento politico ai massimi livelli affinché a Ischia non venga negata la giustizia. Nel documento vengono snocciolati dati sull’elevato contenzioso che esiste nel civile e presso il Giudice di Pace, con migliaia e migliaia di fascicoli. La chiusura comporterebbe un danno economico e lo spopolamento degli uffici comunali e delle forze dell’ordine costrette a recarsi a Napoli per testimoniare nei processi. Si ricorda al presidente De Luca che l’isola è la terza per popolazione dopo la Sicilia e la Sardegna

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Paolo Mosè | L’Associazione Forense dell’isola d’Ischia chiede il sostegno istituzionale e politico al presidente della Giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca. Per chiedere un suo intervento diretto e mirato presso il governo affinché, soprattutto il dicastero della Giustizia, decida per la stabilizzazione della sezione distaccata. Sarebbe auspicabile, in questo caso, che la Giunta regionale si riunisca ed approvi una delibera con la quale si formalizzi la volontà del governo regionale a mantenere il presidio giudiziario su un territorio che ha assoluto bisogno di un servizio primario, sia per i numeri dei procedimenti penali, civili e al Giudice di Pace, che danno la portata e che va ad eguagliare il carico di lavoro di un tribunale di provincia sparso per lo Stivale. A dire, sostanzialmente, che è illogico chiudere un ufficio che lavora al massimo regime, mentre si tengono aperti tribunali di piccoli capoluoghi di provincia che a mala pena hanno la metà dei processi ischitani.

I NUMERI
Un documento ricco di dati, di difficoltà che si accentuerebbero nel caso in cui la proroga fino al 31 dicembre 2021 non venisse prorogata o, come chiedono gli avvocati, l’ufficio stabilizzato. Sono dati incontrovertibili, su cui nessuno può smentire. Soprattutto sul bacino di utenza, come specificato nel documento: «L’isola ha una popolazione residente (aggiornata al novembre 2019) di oltre 65.000 abitanti, che raggiungono le 500.000 unità nei mesi estivi, ed una popolazione fluttuante di circa 4/5 milioni di turisti all’anno».

Numeri che parlano chiaro, come lo sono altrettanto i processi che ogni anno si registrano e quelli tuttora pendenti. Sono una vera e propria valanga, che se dovesse chiudere la sezione verrebbero trasferiti tout court presso la sede centrale. Ed infatti il presidente Gianpaolo Buono e il segretario Francesco Cellammare portano all’attenzione del presidente De Luca numeri che sono l’esatta rappresentazione di ciò che giace nelle cancellerie: «Ha un indice di contenzioso storico di circa 8.000-10.000 procedimenti nella sola Sezione Distaccata tra civile, penale, lavoro, previdenza, volontaria giurisdizione, esecuzioni (al 14 novembre 2019 contiamo 2034 cause civili pendenti, 4793 procedimenti iscritti al mod.C registro esecuzioni civili, 1011 procedimenti penali pendenti, 350 procedimenti di Volontaria Giurisdizione tra tutele, amministrazioni di sostegno e curatele) senza contare il carico di lavoro dell’Ufficio del Giudice di Pace per altri circa 5.000 procedimenti annui e circa 7000-8000 pendenze, all’esito dei quali non può farsi a meno del Tribunale per le impugnazioni e le esecuzioni».

DIFFICOLTA’ DI COLLEGAMENTO
Ma questo è solo un aspetto della criticità che si abbatterebbe in caso di chiusura. Non bisogna dimenticare che siamo un’isola che dista 18 miglia dalla terraferma e che diventa problematico raggiungere la città partenopea in tutti i periodi dell’anno. Sia per il numero non adeguato dei mezzi di comunicazione che per quanto riguarda altri aspetti, che non sono del tutto secondari: «Alla luce del suo consistente carico di lavoro e dell’ampio bacino d’utenza, che, anche in considerazione della mancanza di continuità territoriale, la rendono equiparabile ad un Tribunale di capoluogo di Provincia, o comunque ad un Tribunale cd. minore, la Sezione Distaccata di Ischia, richiede un provvedimento di definitiva stabilizzazione, come Sede Distaccata del Tribunale di Napoli sull’isola d’Ischia, se non come Tribunale dell’isola d’Ischia o delle isole di Ischia e Procida.
Palesi sono le difficoltà di collegamento con la terraferma e gli inenarrabili pesanti disagi e gravosissime spese cui, nel caso di soppressione della Sezione distaccata di Tribunale, andrebbe incontro l’utenza ed in genere la Popolazione dell’isola (già provata dal sisma del 21 agosto 2017) costretta in tale evenienza ad una usurante e lunga trasferta (il vero e proprio “viaggio” dall’isola alla sede centrale del Tribunale di Napoli, richiede più di 4 ore per l’andata ed il ritorno e circa 50 euro di spesa pro capite tra aliscafo e taxi, mentre un cittadino residente in terraferma percorre la stessa distanza in circa venti minuti, anche con mezzi propri, impiegando una spesa di circa 5 euro)».
E’ necessario, per evitare questa sciagura, un intervento che vada nella direzione di approvare una norma che serve non solo per Ischia, ma per le isole Eolie e quella d’Elba. Che si trovano nelle identiche condizioni, anche se Ischia, rispetto alle altre realtà, ha un contenzioso spropositato e una presenza di ben quattrocento avvocati che ruotano intorno a questo ufficio giudiziario.

CARENZA DI PERSONALE
L’altro aspetto sul quale si chiede l’intervento del presidente della Regione Campania è il personale di giustizia, che è carente e si assottiglia sempre più con il passare degli anni. E’ un tema, questo, che l’Assoforense ha posto in grosso rilievo nella missiva: «Orbene, prima della soppressione, presso il Tribunale di Ischia, operavano nel civile 4 magistrati togati e 2 GOT, 1 magistrato togato quale Giudice del Lavoro e 2 magistrati togati nel penale, e, nonostante le più volte denunciate gravi carenze di organico amministrativo (posti vacanti prima della soppressione: 1 cancelliere, 1 operatore giudiziario, 2 ausiliari, 1 funzionario), grazie alla abnegazione di tutti gli operatori in servizio (la pianta organica avrebbe dovuto essere occupata da 1 Dirigente amministrativo, 3 funzionari giudiziari, 2 cancellieri, 1 assistente giudiziario, 2 operatori giudiziari e 2 ausiliari) ed alla collaborazione della classe forense ischitana, l’Ufficio rispondeva comunque ancora discretamente alle istanze di giustizia della popolazione dell’isola d’Ischia, per la quale rappresentava, come tutt’ora rappresenta l’unica ed insostituibile possibilità di accesso alla giurisdizione.
Oggi, purtroppo, residuano, nel civile, 1 togato, Coordinatore della Sezione, un altro togato ed un GOT, e, nel penale, 1 togato ed 1 GOT».
Un quadro del personale allarmante, che porta necessariamente ad avere disfunzioni in alcuni servizi e di questo se ne fa carico l’Assoforense, che imputa scelte niente affatto congeniali da chi ha il potere di utilizzo del personale: «A causa dei trasferimenti del personale dovuti alla precedente soppressione della Sezione Distaccata e dei pensionamenti, sono rimasti in servizio solo la Dirigente di Cancelleria nel settore civile con un assistente giudiziario di nuova nomine e soli due assistenti giudiziari nel settore penale, per cui la macchina giudiziaria è ormai alla paralisi, e va avanti, con la cancelleria civile spesso chiusa, e solo grazie al sacrificio dei tre dipendenti che svolgono il lavoro delle 11 unità necessarie in organico».

LE SOLUZIONI
Per ovviare a questa situazione vi sono delle soluzioni, che erano state già paventate qualche tempo fa anche in altri settori pubblici vitali per la nostra economia. Gli avvocati ritengono che per rendere appetitoso il posto di lavoro alla sezione di Ischia, vi debbano essere delle “sollecitazioni” soprattutto di natura economica: «Andrebbero, allora, previsti anche incentivi economici o di carriera per coloro che intendano accettare l’assegnazione alle sedi insulari (da dichiarare sedi disagiate), e che oggi invece devono addirittura sopportare a proprie spese il costo della trasferta marittima (si potrebbero, invece, dotare di una card lasciapassare per tutte le compagnie di navigazione a carico dello Stato) un costo che incide non poco sui loro stipendi e che li disincentiva dal venire anche solo per pochi giorni a coprire le carenze di organico (il caso limite è rappresentato dall’Ufficio del Giudice di Pace di Ischia che conta nella media ben 5.000-7.000 cause all’anno, dove il Cancelliere è stato collocato in pensione a ottobre del 2017 e a tutt’oggi non è stato sostituito per cui accade che migliaia di sentenze si affastellino negli armadietti non potendo essere pubblicate per mesi. Non è infatti sufficiente a sbrigare tutta l’attività di cancelleria l’applicazione di un funzionario da Napoli per un sol giorno a settimana, che poi sovente manca per malattia – Al Giudice di Pace di Ischia permane anche il problema della mancata sostituzione del 4to Giudice di Pace trasferito da quasi due anni, che ha comportato la lievitazione dei ruoli degli altri tre Giudici con la conseguenza che già a metà anno le cause vengono tutte sistematicamente rinviate d’ufficio per eccessivo carico di lavoro); Si auspicherebbe, quindi, che venisse assegnato al GdP il Funzionario ed il 4to giudice oggi mancanti e che venissero banditi concorsi ad hoc per ricoprire i posti vacanti nelle cancellerie mediante il reclutamento di giovani laureati residenti sull’isola e pertanto non disincentivati dalla trasferta marittima».

CANCELLERIE, A BREVE I PROVVEDIMENTI
Non dimenticando di riaffermare un dato che la dice tutta sull’importanza di Ischia nel suo insieme, che per numero di abitanti è la terza isola più popolosa dopo la Sicilia e la Sardegna. E questo potrebbe essere già un elemento sul quale indurre il governo o il ministro della Giustizia a procedere senza alcun indugio a stabilizzare l’ufficio giudiziario. La chiusura della struttura di via Michele Mazzella comporterebbe anche la parziale paralisi di alcuni uffici comunali, in particolare i vigili urbani e i tecnici, ed appartenenti alle forze dell’ordine che si ritroverebbero costretti a dover raggiungere Napoli per testimoniare nelle numerosissime cause penali e civili.
Nel frattempo è arrivato il primo dirigente amministrativo del tribunale, come era stato promesso dal presidente Garzo, per rendersi conto di persona di ciò che non funziona alla sezione. Dopo le lamentele degli avvocati, che la settimana scorsa sono giunti insieme ai sindaci per un incontro ai massimi livelli della giustizia partenopea. Il massimo responsabile delle cancellerie del tribunale di Napoli ha potuto verificare direttamente quale è la reale situazione e in tempi brevi adotterà quelle misure affinché l’ufficio torni ad essere funzionante e ad eliminare quei protagonisti di quelle lentezze che hanno reso tutto più difficile, provocando l’assenza di risposte per quei cittadini che si rivolgono alla giustizia per dirimere un contenzioso o per essere garantiti da un torto subito.

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