#2000caratteri. Regione, violenze e le colpe di De Luca

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Maria Grazia Di Scala | Venerdì sera a Napoli è scoppiata la protesta. Violenta, profonda, carica di frustrazione e di paura. Doveva essere nelle intenzioni una pacifica manifestazione da parte di commercianti, imprenditori e lavoratori contro il lookdown paventato da De Luca. Si è purtoppo trasformato in altro, gruppi di facinorosi, che i più associano a centri sociali o settori violenti e criminali della società, hanno messo a ferro e fuoco il lungomare aggredendo forze dell’ordine e giornalisti.

Io mi dissocio, da ogni forma di violenza e da ogni atto irresponsabile compiuto da chiunque, sono vicina a coloro che sono stati ingiustamente aggrediti solo perché nell’esercizio delle proprie funzioni. Quelle forze dell’ordine che tanto abbiamo osannato ed innalzato giustamente ad eroi al pari di medici, infermieri e personale sanitario nei mesi scorsi per i sacrifici fatti, non possono essere trattati in questo modo e lasciati alla mercé di frange minoritarie senza riconoscenza e senza memoria! Parto dall’epilogo perché ritengo giusto sottolineare questi aspetti e prendere le distanze dalle scene inguardabili di cui da giorni tutti parlano.Vorrei però analizzare tutta la questione, affrontarla senza paura di cadere in facili e sommari giudizi di chi di un libro legge solo l’ultima pagina tralasciandone la trama! Sette mesi orsono in Italia abbiamo vissuto un periodo terrificante, quel lookdown che tutti noi non possiamo che ricordare! Il quei mesi mentre nelle altre regioni al Nord, il Covid_19 contagiava e mieteva vittime con la stessa velocità con cui si accende una lampadina, in Campania e nel Sud Italia si cercava di tenere a bada una situazione che non era mai realmente esplosa nel meridione. Vedendo le bare tristemente sfilare, abbiamo tutti temuto di poter vedere le stesse scene quì da noi, dove i nostri cari, i nostri amici e le nostre famiglie vivono. In virtù di quella paura abbiamo accettato restrizioni stringenti, più di quelle del Governo, da parte del governatore che sembrava padroneggiare quella stessa paura come fosse creta nelle sue mani, che sembrava saper domare trasformandosi in una sorta di scudo psicologico per i campani.

Col senno di poi tutte le regioni meridionali ressero, perché i contagi quì non arrivarono e soprattutto perché si iniziò a capire come combattere quel mostro invisibile che tutti conosciamo come coronavirus. Nel frattempo mentre il lookdown volgeva a termine lasciando una scia di problematiche, lavorative, sociali ed economiche oltre che sanitarie e familiari, De Luca fece costruire ben tre ospedali Covid. Ci siamo chiesti se servissero realmente e ci hanno risposto che nella malaugurata ipotesi di una seconda ondata, avremmo saputo e potuto affrontarla. Ci hanno pian piano detto che potevamo togliere le mascherine che andava comunque fatta attenzione, de Luca aveva già annunciato e messo in campo un piano socio-economico regionale dando risposte a chi aveva subito danni maggiori, anche celeri! Tutto ciò era condito da dirette facebook settimanali tra il serio e il faceto che, quando eravamo chiusi in casa e impauriti, ci hanno effettivamente fatto anche sorridere! Ha cercato di portarci al voto a Luglio, nonostante la sua riconosciuta e apprezzata cautela, dicono per la popolarità di cui godeva in quei giorni, ma questa è un’altra storia!

C’era da gestire poi i rientri dalle vacanze, per coloro che nonostante tutto avevano scelto mete oltre confine. A detta di tutti la difficoltà vera davanti a cui ci saremmo trovati! Ma è stato un disastro, organizzativo e gestionale! La regione si è fatta trovare impreparata! Nel frattempo però, ci sono state le elezioni regionali, dove De Luca ha fatto il pieno, molto grazie anche ai motivi di cui sopra. Poi però ha iniziato a imbracciare nuovamente il lanciafiamme della paura, che ogni lavoratore o imprenditore che ha vissuto in casa il lookdown senza lavoro o con le aziende chiuse, ha mutuato nella paura di soffrire la fame! La minaccia di una nuova e tombale chiusura ha scatenato le reazioni di chi sa che non può permettersi un ulteriore fermo alla propria attività. Mi metto nei loro panni, ascoltano il neoeletto governatore affermare che i casi sono tanti e i posti letto non ci sono! E penso, e gli ospedali Covid?

Beh, dei 3 costruiti a suon di milioni di euro, ne funziona uno solo ed anche male! Uno! Il programma socio-economico per sostenere tale decisione non viene neanche menzionato! È giustificata la protesta, ripeto non la violenza, perché è ovvio che in momenti diversi non può funzionare lo stesso trucchetto! E a dirla tutta in Campania la percentuale dei positivi sui tamponi fatti è dieci volte inferiore rispetto a marzo-maggio e la mortalità di prima è quasi azzerata! La protesta è la risultante dell’incapacità di chi ci governa, in Campania come a Roma, perché a conti fatti se qualcuno aspetta ancora la cig di Marzo o l’apertura degli ospedali costruiti proprio per quello che stiamo vivendo, beh che gli girino è il minimo! Ultima sottolineatura, dovuta e grave, la presenza del sindaco di Napoli in tv durante gli scontri in città. De Magistris alla domanda della conduttrice che guardando gli scontri chiede se non dovesse essere lì anziché TV, le risponde imbarazzato balbettando qualcosa di incomprensibile: emblema dell’incapacità e dell’insipienza di chi ci governa!

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