giovedì, Marzo 4, 2021

100 anni del PCI anche ad Ischia

Tanti comunisti in ogni comune dell’isola. Cento anni fa a Livorno nasceva il Partito Comunista Italiano dopo la guerra ad Ischia un ampio e vivace movimento di sinistra

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Gianni Vuoso | Livorno, 21 gennaio 1921. Un ingegnere napoletano, Amedeo Bordiga fissa le linee programmatiche, insieme ad Antonio Gramsci, per uscire dal Partito Socialista e creare un altro Partito, il Partito Comunista Italiano.

Oggi, da allora, sono trascorsi 100 anni. In questi giorni, edicole e librerie sono prese d’assalto dalle pubblicazioni che ricordano quel momento, gli anni successivi fino alla scomparsa dello stesso Partito Comunista. Ed è così che si parla di un PCI, quello di Bordiga, di una seconda visione dello stesso Partito, quello guidato da Palmiro Togliatti, negli anni settanta, il PCI di Enrico Berlinguer che aveva immaginato un percorso al braccio della Democrazia Cristiana con l’introduzione del cosiddetto compromesso storico e infine, il Partito Comunista di Achille Occhetto che nel 1989, nella sezione emiliana della Bolognina, fra lagrime e tormenti, sancisce la chiusura del Partito per aprire una sua nuova fase, con un nuovo nome, il PDS e poi ancora il PD, nuove visioni che snaturano l’identità del PCI, per un Partito che non è più comunista, che rincorre il centro, indebolisce lo stesso sindacato sempre più bottegaio, nella delusione generale dei lavoratori, evidentemente traditi in nome di una globalizzazione che impone nuove linee, nuove strade, nuove scelte.

Ma se a Livorno i comunisti nascono nel 1921, nel resto d’Italia si aprono,  una dopo l’altra, le sezioni del PCI. Quelle che il fascismo distruggerà insieme alle Camere di Lavoro, bruciandole e trucidando militanti, arrestando i responsabili.

Sull’isola d’Ischia dobbiamo aspettare il dopoguerra per avere le prime sezioni del PCI e per vedere esposta la bandiera con la falce e il martello.

Faremo un giro dell’isola…issando la bandiera rossa, ricordando alcuni nomi di personaggi che hanno fondato il PCI sull’isola e condotto battaglie le cui conseguenze sono state, per alcuni, abbastanza pesanti. Utilizziamo gran parte di nomi suggeriti da Nicola Lamonica che ha condotto uno “studio” attento e appassionato e lo ringraziamo di vero cuore.

Ad Ischia, il gruppo comunista nasce grazie all’iniziativa di don Arcangelo Onorato, il padre dell’avv. Giovan Giuseppe. I primi attori sono Salvatore Mazzella, Mario Amendola, Mario Agnese operaio della Sepsa,  Salvatore Telese (il papà di Franco e Antonio Telese), Luciano Del Dotto (operaio alla Nato sull’Epomeo, marito della signora Macri e papà di Antonio e Odette, nonno di Michele D’Ambra,), Pasquale Mazzella (di ritorno dalla Cina, sindacalista marittimo, il papà della Dirigente Scolastica Maria Rosaria e della Presidente nazionale Fidapa Caterina). Le prime riunioni, ci raccontavano Telese e Del Dotto, si facevano clandestinamente in Pineta. Solo dopo gli anni cinquanta, fu possibile fittare qualche piccolo vano. La mia storia di comunista comincia il 21 agosto 1964, giorno in cui morì Togliatti, quando comprai per la prima volta “l’Unità”. Da iscritto alla FGCI, frequentavo le riunioni molto affollate che si tenevano in uno stanzone in Via Buonocore. Andavamo a sentire l’avv. Onorato, un vero trascinatore di folle, eletto più volte, sin dal 75, consigliere comunale. Col passare degli anni, il gruppo divenne più nutrito e ci fu uno scambio di energie. Subentrarono fra gli altri, Mimmo Di Vaia, Sabino Pesce, Odette Del Dotto, Antonio De Simone, dirigente dell’Istituto Alberghiero e poi consigliere comunale, il sottoscritto, prima segretario della locale sezione PCI negli anni settanta, insieme al prof. Igino Fascione e poi consigliere comunale, dal 98, nella giunta Telese, come capogruppo di Rifondazione Comunista.

A Casamicciola la sezione comunista nacque grazie all’on.le Giovanni Arenella, sorretto da Mario Cerrito, da Ciro Carcaterra attuale esponente dell’Unipol, da Crescenzo Monti, Attilio Di Bonito e dal dr. Filippo Maresca. Qui i comunisti erano alloggiati in uno sgabuzzino condiviso con i socialisti in Piazza Bagni dove erano attivi Gino Barbieri ed il benzinaio Luigi Verde.

Ci rendiamo conto che per molti, questi sono solo dei nomi. Noi ne citiamo solo alcuni, ben consci di trascurare tanti altri. Sono nomi e storie che vogliamo lasciare alla storia politica del nostro paese, perché si sappia chi ha cercato di dare un contributo allo sviluppo dell’isola, chi ha combattuto e chi è stato sconfitto dalle prevaricazioni di una cultura demo-clerico-fascista che ancora oggi, è diffusa. e che ha offuscato (vedremo poi le ragioni) certe esperienze amministrative “di sinistra” che comunque si sono avute, come è successo a Casamicciola con un comunista come Crescenzo Monti vicesindaco e Attilio Di Bonito assessore; o a Barano dove vicesindaco fu il comunista Franco Lombardi, Filippo Florio consigliere e poi Giorgio Di Costanzo, Pupetta D’Acunto, Pietro Greco recentemente scomparso, Gaetano Mattera, con consiglieri comunale come il senatore Gaspare Papa e l’on.le Mario Gomez; o a Lacco Ameno che nell’85 vide Francolino Taliercio comunista vicesindaco e Silvestro Calise “Silvestroff” consigliere comunale di maggioranza; o Forio dove il movimento comunista è più ricco di presenze e vede un Franco Monti comunista sindaco, personaggi come Vito Mattera, Gino Coppa, Nicola Lamonica, Pietro e Giovanni Verde, Gennaro Zivelli,  Mario Esposito, Recaldini, Maurizio Valenzi consigliere comunale e sindaco di Napoli; Serrara Fontana che ha espresso la sua buona componente comunista grazie al contributo di personaggi come Ubaldo Iacono, Gennaro Iacono detto “Togliatti”, Luigi Mattera detto “’u brigante”, Francesco Mattera “Mustaki” di S. Angelo, Peppino Iacono docente di inglese, Francesco Di Iorio detto “Garibaldi”.

Ma fin qui abbiamo solo fatto un elenco di nomi.

A noi interessa conoscere fatti e misfatti, lotte, vittorie e sconfitte di un partito che ha dato molto di sé nell’ambito di un movimento di sinistra che include socialisti, socialdemocratici, demoproletari, radicali, anarchici, e poi, per giungere ai giorni nostri, i compagni di Rifondazione, del Pcd’I, il PMLI, Potere al Popolo, il PCIMLI di Domenico Savio, tanti giovani e meno giovani che hanno comunque fatto parte della Sinistra ad Ischia. Che hanno sognato, hanno vissuto i grandi eventi che venivano dal continente e dall’estero.

Il nostro intento è anche quello di capire a che cosa è servito avere la sinistra al governo dei comuni, che cosa ha lasciato ai giovani, che cosa ha cambiato.

Cercheremo di farlo attraverso la voce dei protagonisti che sentiremo periodicamente. Il centesimo anniversario della nascita del PCI ci offre l’occasione per tratteggiare, finchè è possibile, la vita del movimento di sinistra sull’isola d’Ischia. Un’occasione da non perdere.

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